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Manifesti d'Epoca - Sala 7



Vinilica - Dischi Usati





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Museo Virtuale Esposizione Virtuale 3d
Manifesti d'Epoca

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Salle Marivaux
Grands films artistiques
Concerts symphoniques
Attractions

Nel 1920 - anno a cui risale questo manifesto disegnato da André Edouard Marty - l'Europa è ancora smaniosa di godersi la pace e Parigi è la capitale indiscussa dei "viveurs". L'industria del divertimento e dello spettacolo cerca di dare il meglio di sé e di accontentare tutti i gusti. Così, la direzione della Sala Marivaux non esita ad offrire, mettendoli sullo stesso piano, i grandi film artistici, i concerti sinfonici e le "attrazioni" ossia i numeri di varietà e di cabaret. Ce n'è, come si vede, davvero per tutti.
(Musée de l'affiche - Parigi)
Gran premio delle 24 ore
Campionato del mondo
Gran premio Milano
12 sett. Gran premio motociclismo
Monza 5-12 settembre

Tutto è possibile per la propaganda del Ventennio: anche la trasformazione in automobile da corsa di un fascio littorio dal quale spunta un a vittoria alata che regge l'alloro del vincitore. Non basta: l'auto-fascio, invece di procedere con le ruote sulla pista, si impenna come un cavallo e corre, per così dire, "a due zampe". La trovata ha tuttavia un pregio: quello di mostrarci le sospensioni delle ruote anteriori, rivelando una tecnica davvero d'altri tempi. Eppure, si trattava di macchine che superavano già agevolmente i 200 chilometri orari.
(Civica Raccolta Bertarelli, Milano)
La revue négre au Music-hall
des Champs-Elysées

Questo manifesto, disegnato da Paul Colin nel 1925, rispecchia una moda che caratterizzò a lungo la vita notturna di Parigi: la moda delle riviste esotiche allestite da "troupes" di gente di colore.
A lanciarla fu Josephine Baker, che ne decretò il successo e fu la sola a sopravviverle. Sotto molti aspetti, quella moda fu una prima breccia aperta nel muro del razzismo di cui allora si circondava l'Europa. Il fatto che nel manifesto gli attori vengano candidamente chiamati "negri" (come potrebbero essere chiamati "bianchi" gli europei) non deve trarre in errore: più che rivelare pregiudizi razziali, esso ne dimostra la mancanza.
(Musée de l'affiches - Parigi)
Concorso ippico internazionale
Palazzo dello Sport
Milano - 22-30 maggio 1926

L'uomo in frac potrebbe essere benissimo Rodolfo Valentino; la donna davanti a lui, una delle eroine dei suoi films. La somiglianza non sta soltanto nello stile e in certi particolari, come quello del frac (ma lo portavano davvero ai concorsi ippici?)
o quell'altro della rosa un po' sfiorita: è chiaramente voluta dall'autore del manifesto, Dudovich, che ha saputo suggerirla anche nei lineamenti dei due personaggi, pur lasciandola nel vago. Alla morte di "Rudi" mancano appena tre mesi e, benché la propaganda ufficiale lo rifiuti come incarnazione del "maschio italico", il pubblico continua a vedere in lui il modello dell'eleganza e della raffinatezza.
(Civica Raccolta Bertarelli, Milano)
Votate compatti la lista Nazionale

Nel 1924 il fascismo rispetta ancora, formalmente, le regole del gioco democratico. Le elezioni si svolgono all'insegna di quello che oggi si chiama "pluralismo". Con due inconvenienti, però: che gli oppositori vengono perseguitati e bastonati e che la legge elettorale assegna un "premio" in seggi alla lista più forte. E quella "Nazionale", di cui fanno parte, oltre ai fascisti, tutti i gruppi di destra e di centro-destra (compresi alcuni "popolari") è la grande favorita. Riporterà infatti una vittoria clamorosa. E Giacomo Matteotti, che denuncerà le violenze e i brogli elettorali, pagherà con la vita.
(Civica Raccolta Bertarelli, Milano)
La Rinascente

Colli di pelliccia abbinati a manicotti, cappellini che scendono sulla fronte celando pettinature "à la garçon" e, per la sera, vestiti attillati e scollati che richiedono una figura da indossatrice: ecco la gran moda degli anni 1927-1929, alla quale seguirà quella della "donna-crisi". Ma l'importanza del manifesto (che è di Dudovich) è un'altra: gli abiti eleganti vengono offerti da un grande magazzino, sono abiti di confezione, prodotti in serie, accessibili a una clientela assai più vasta di quella delle sartorie. Nell'immagine pubblicitaria, dunque, non c'è soltanto la raffigurazione di un modo di vestire: c'è l'annuncio della nascita e dell'affermazione dell'industria dell'abbigliamento.
(Civica Raccolta Bertarelli, Milano)
La Merveilleuse
Confezioni per signora
Milano via Montenapoleone N° 40

Nel 1923, quando apparve questo manifesto, l'Italia- a differenza della Germania - si stava avviando alla tanto sospirata "normalizzazione". Milano superava di poco il mezzo milione di abitanti, la nuova stazione centrale era ancora un immenso cantiere, i tram - dalle forme più antiquate - "facevano carosello" in Piazza Duomo. C'era un unico "grattacielo" (quello di 13 piani al n.1 dei Bastioni di Porta Venezia), e non esistevano né la metropolitana né la tangenziale.
Ma via "Montenapo" aveva già assunto la sua funzione di centro della moda e di passerella dell'eleganza: con una spruzzatina di francese che non guastava.
(Civica Raccolta Bertarelli, Milano)

Mistinguett
Casino de Paris

All'indomani della prima guerra mondiale gli europei sono presi da una smania di divertirsi e di godere che, a detta dei moralisti, confina con la scostumatezza. E' il grande momento dei locali notturni e delle riviste spinte, ma anche delle balere e delle osterie perché, la "smania di vivere" si manifesta a tutti i livelli sociali. Ed è l'ra delle grandi soubrettes, come è appunto Mistinguett - "l'intramontabile" - e come sarà qualche anno più tardi Josephine Baker: simbolo, entrambe, dello stato d'animo di una generazione che si finge felice per essere scampata alla guerra ma che, in realtà, vuole soltanto dimenticare gli orrori di ieri e le incertezze del domani.
(Civica Raccolta Bertarelli, Milano)
Food is ammunition
Don't waste it
(Il cibo è munizioni non sciupatelo)

Siamo nel 1918. La partecipazione degli Stati Uniti alla guerra non ha ancora molto peso sul piano militare, ma sul piano economico è già decisiva. Se i soldati americani tardano ad arrivare in Europa, i prodotti USA la ivadono. E si tratta, soprattutto, di enormi quantità di generi alimentari. Lo spettro della fame, che nel 1917 aveva incominciato a minacciare i Paesi dell'Intesa, è fugato. Questo manifesto dell'Amministrazione alimentare statunitense illustra così un aspetto della guerra che spesso è trascurato: a differenza di quelli di Caporetto, i soldati del Piave avevano dietro le spalle un Paese in cui non c'era più pericolo che scoppiassero rivolte per la mancanza del pane.
(Imperial War Museum, Londra)
Sottoscrivete al prestito

Anche l'Italia, come tutti i Paesi coinvolti nella prima guerra mondiale, deve ben presto ricorrere ai prestiti interni per sostenere le spese belliche (e i prestiti dall'estero non tarderanno ad aggiungervisi). Qui siamo a uno dei primi appelli al risparmiatore; e per incitarlo a sottoscrivere si preferisce ancora usare la simbologia eroica: l'Italia con l'armatura di un antico romano che affronta, a spada tratta, il feroce barbaro al quale, tuttavia, è stata data la faccia di un vecchietto più sgomento che aggressivo.
(Civica Raccolta Bertarelli, Milano)

ESAURITO
il Cd-Rom "Manifesti d'Epoca"

Il Cd-ROM "Manifesti d'Epoca" contiene 180 immagini in alta risoluzione di locandine e di manifesti completi di didascalie, note sui contenuti e riferimenti storici.
Il cd e' realizzato con una tecnologia multimediale che consente di "sfogliare" le pagine, effettuare ricerche, stampare e salvare le immagini.
Il prodotto e' compatibile con tutti i Sistemi operativi Ms Windows, non necessita di installazione ed e' sufficiente avere un pc Pentium II 100 Mhz equipaggiato con 64 Mb di Ram, scheda video 800x600, scheda audio e mouse per poterlo utilizzare normalmente.
 
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