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Manifesti d'Epoca - Sala 8



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Museo Virtuale Esposizione Virtuale 3d
Manifesti d'Epoca

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U.S. Marines
soldiers of the sea
(Marines USA soldati del mare)

Chi crede che il corpo dei Mariners sia nato durante la seconda guerra mondiale si sbaglia: i Mariners esistevano già nel 1917, come è dimostrato da questo manifesto che è, appunto, di quell'epoca. Le loro armi, le loro uniformi e i loro mezzi da sbarco possono, oggi, far sorridere: ma la loro popolarità doveva già allora essere notevole se la propaganda di guerra americana li sceglieva come simboli della potenza militare degli Stati Uniti, insieme con le corazzate (riprodotte dall'autore del manifesto in maniera alquanto fantasiosa e approssimativa).
(Museo del Risorgimento, Milano)
"Fate tutti il vostro dovere!"
Le sottoscrizioni al prestito
si ricevono presso il Credito Italiano

Dal 1915 al 1918 vi fu un continuo susseguirsi di prestiti di guerra il cui lancio, in mancanza di mezzi come la televisione, era affidato ai giornali e, più ancora, ai manifesti. Uno dei più efficaci, per il realismo e la carica drammatica dell'immagine, è senza dubbio questo, disegnato da Mauzan e apparso proprio nel periodo intorno a Caporetto: nella figura del fante con lo sguardo acceso e l'indice puntato - quasi minacciosamente - verso il pubblico par di vedere il simbolo della resistenza sul Piave.
(Civica Raccolta Bertarelli, Milano)
1917 Ottobre 1920

Questo manifesto, stampato per il terzo anniversario della Rivoluzione d'Ottobre, si ispira a un tema caro alla propaganda sovietica degli anni Venti: il "San Giorgio" bolscevico che uccide il "drago" capitalista. Per restare nello stile della leggenda, le fabbriche sullo sfondo sono state trasformate in una specie di castello sulle cui torri sventola la bandiera con la sigla "RSFSR" (Repubblica Sovietica Federale Socialista Russa). E al cavaliere proletario è stato dato un volto che ricorda stranamente quello di Trotzky.
2me EMPRUNT DE LA DEFENSE NATIONALE
En avant Armée de l'épargne c'est pour la Patrie

Questo manifesto della prima guerra mondiale è di epoca posteriore a quello della battaglia della Marna. Ma il tono, lo stile e lo spirito che essi esprimono sono gli stessi. Gli ingredienti della retorica di allora ci sono tutti: l'allegoria della Francia, vestita di tricolore e con in testa l'elmo degli antichi Galli; il putto armato; il bassorilievo dell'Arco di Trionfo sullo sfondo; e infine, in primo piano, il vecchio che offre il suo gruzzolo e la bambina che conta le monete del salvadanaio: l'armata del risparmio non esclude nessuno.
(Museo del Risorgimento, Milano)
Automobile club di Torino
Società Aviazione Torino
IX Esposizione internazionale
AUTOMOBILI - 26 aprile-11 maggio 1913
AEREONAUTICA - 17 maggio-1° giugno 1913
Alto patrono S.M. il Re d'Italia

Sono passati quasi tre anni dalla trasvolata delle Alpi, ma l'aereo raffigurato sul manifesto non differisce molto da quello di Chavez. Di nuovo c'è il dirigibile e, più ancora, l'automobile le cui linee generali anticipano già quelle della soglia degli anni Trenta. In Italia le auto in circolazione sono, al momento, 13 mila; in Russia 7 mila; in Austria circa 15 mila. E una di esse sta per diventare oggetto da museo, non come realizzazione tecnica ma come una delle protagoniste dell'attentato di Sarajevo
(Civica Raccolta Bertarelli, Milano)
Marsala chinato-ferruginoso
del prof. J.Pitis

Il "trionfo della linea curva" è considerato uno dei caratteri essenziali dello stile Liberty: questo manifesto lo celebra in ogni suo particolare, compresi il calice e il gesto della mano che lo regge. Il gusto è quello tipico dei primi anni del secolo: un gusto che resisterà durante tutta la Grande Guerra, per essere poi spazzato via, di colpo, quando all'Europa pacifica e serena della "Belle époque" subentrerà un'Europa travagliata e inquieta che, perfino nella grafica, preferirà gli spigoli e le anglosità dell' "Art deco".
(Civica Raccolta Bertarelli, Milano)
ANSALDO
Capitale 500 milioni
Pubblica sottoscrizione nazionale delle nuove azioni presso: Banca Italiana di Sconto, Banca Commerciale Italiana, Credito Italiano, Banco di Roma e loro
corrispondenti.

"Per vincere la guerra" e "Per le opere di pace" si legge nei medaglioni ai due lati della figura simbolica (e curiosamente "mussoliniana") dell'operaio davanti all'incudine. Il manifesto si ricollega a uno dei rispetti meno noti della ripresa italiana dopo il Caporetto: la mobilitazione delle industrie belliche (tra le quali, appunto, l'Ansaldo) che in pochi mesi consentì alle nostre forze armate non solo di recuperare il materiale perduto, ma di superare gli Austriaci nel settore degli armamenti.
(Civica Raccolta Bertarelli, Milano)

Giornale d'Italia

Bandiera tricolore, cappello pimato da bersagliere, rami d'alloro: sono ingredienti che oggi verrebbero usati con cautela persino in un manifesto delle Forze Armate. Tra il 1910 e il 1918, invece, apparivano adatti per la campagna pubblicitaria di un giornale: e si trattava di uno dei più noti ed autorevoli. Colpiscono anche le tariffe: chi faceva l'abbonamento per un anno veniva a pagare ogni copia del giornale 5 centesimi. Ed è curioso notare che quei cinque centesimi corrispondevano all'incirca a 200 lire di oggi: il prezzo di un quotidiano dell'anno 1978.
(Civica Raccolta Bertarelli, Milano)
F.I.A.T.
Società Anonima, Torino
Fabbrica Italiana di automobili

Se l'Ottocento è stato il secolo delle grandi invenzioni scientifiche, il Novecento si annuncia fin dagli inizi come il secolo della tecnica, e l'automobile ne diventa quasi subito uno dei simboli. Questo manifesto della appena nata FIAT (il cui marchio vagamente latineggiante è in realtà la sigla di Fabbrica Italiana Automobili Torino) mostra uno dei primi modelli prodotti: la struttura esteriore è quella delle carrozze e il volante non ha ancora fatto la sua comparsa.
Otello

Questo manifesto annuncia per il 5 febbraio 1887 la "prima" dell'Otello di Verdi al Teatro alla Scala di Milano. Sarà un grande avvenimento sia per la qualità degli interpreti (Francesco Tamagno nella parte di Otello e Romilda Pantaleoni in quella di Desdemona) sia, soprattutto, per la musica che farà scoprire al pubblico e ai critici un Verdi "nuovo", diverso da quello tradizionale. Il manifesto non è graficamente molto diverso da quelli attuali della Scala. Soltanto i prezzi danno un'idea di quanto siano cambiati, da allora, il nostro Paese e il mondo.
(Museo della Scala)

ESAURITO
il Cd-Rom "Manifesti d'Epoca"

Il Cd-ROM "Manifesti d'Epoca" contiene 180 immagini in alta risoluzione di locandine e di manifesti completi di didascalie, note sui contenuti e riferimenti storici.
Il cd e' realizzato con una tecnologia multimediale che consente di "sfogliare" le pagine, effettuare ricerche, stampare e salvare le immagini.
Il prodotto e' compatibile con tutti i Sistemi operativi Ms Windows, non necessita di installazione ed e' sufficiente avere un pc Pentium II 100 Mhz equipaggiato con 64 Mb di Ram, scheda video 800x600, scheda audio e mouse per poterlo utilizzare normalmente.
 
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