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Micro Liber - Le Tavole di Michelangelo Caetani

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  Le Tavole di Michelangelo Caetani

(Tratto da "La materia della Divina Commedia di Dante Alighieri dichiarata in VI Tavole da Michelangelo Caetani", Firenze, G.C.Sansoni Editore, 1914)

Michelangelo CaetaniLa I Tavola dimostra la figura dell'Universo qual'è descritto nella Divina Commedia. L'ordine de' pianeti è quello fermato da Tolommeo, a ragion del quale la Terra sta immobile nel centro. I nove Cieli, secondo insegna la Scuola, sono concentrici, corporei e mobili intorno alla Terra, e tanto più veloci quanto più da essa lontani. I pianeti si girano nell'epiciclo del proprio cielo: ma il Sole si gira intorno alla Terra. L'empireo, ch'è Cielo di pura luce incorporeo ed immoto, "che solo amore e luce ha per confine" (Paradiso, XXVIII, 54), comprende gli alti nove cieli, e in esso Empireo, è la divinità, la quale "In tutte le parti impera e quivi regge (Inferno, I, 127), e quivi ancora è la dimora dei beati.La Terra, che dall'uno emisperio è abitata dagli uomini, ha Gerusalemme nel diritto mezzo di quello.
L'altro emisperio inabitato, dopo la caduta che di su vi fece Lucifero, precipitato dall'Empireo, è ricoperto dall acqua, perciò che in cotal punto la Terra "per paura di lui fé del mar velo" (Inferno, XXXIV, 125) e si sporse dall'altro lato. Lucifero rimase fitto nel centro, "al qual si traggon da ogni parte i pesi" (Inferno, XXXIV, 111), chè, oltrepassandolo, sarebbe inverso Dio risalito.
Cotesta caduta apri il baratro infernale, perocché la Terra, "per fuggir lui, lasciò qui il luogo vuoto" (Inferno, XXXIV, 125) e si ricorse insù a formar l'isoletta e la montagna di Purgatorio, si che Gerusalemme e il monte hanno un solo orizzonte e diversi emisperi (Purgatorio, IV, 70-71).
S'innalza il Purgatorio a balzi, ovvero cornici che risegano il monte, e si ristringono insino alla cima, dov'è la Foresta divina del Paradiso terrestre. Nel cielo quieto dell'Empireo è dove gli eletti hanno i loro seggi in forma di foglie di candida rosa, e godono la visione beatifica di Dio, il quale è circondato dai nove ordini delle tre angeliche Gerarchie.
La II Tavola dichiara tutta la materia dell'Inferno, mostrando siccome il trattato morale proceda distintamente negli universali e ne' particolari secondo l'Etica aristotelica, senza recare impedimento veruno alla narrazione e alle forme del Poema. In questo le divisioni sono a ragione di arte, e in sé racchiudono e velano quelle della scienza. Le parti in cui dividesi la materia dell'Inferno sono nove: cinque cerchi fuori della Città di Dite; il sesto cerchio nel giro interno delle sue mura (ciò sono le arche), e i tre cerchietti dentro la Città stessa (Inferno, XI, 16 e sgg.). Le colpe procedono dalle men gravi alle più, di mano in mano che si discende al centro, onde l'incontinenza è punita fuori e la malizia dentro Dite. Gli Eresiarchi e gli Epicurei sono posti nel giro interno delle mura, ma prossimi tuttavia alle colpe d'incontinenza, come coloro che forse furon tratti all'errore parte da incontinenza e parte da malizia. Similmente i Giganti sono collocati tra 'l secondo e terzo cerchietto, forse perché usarono frode in chi non si fida ed in chi si fida.
Finalmente, tutte le colpe infernali sono considerate ne' loro effetti, per la punizione corrispondente.
La III Tavola è la pianta dell'Inferno, nella quale la doppia linea segna tutto il viaggio fatto in quello dal Poeta. Entra egli, condotto da Virgilio, per la porta al cui sommo vide le parole di colore oscuro; scorre una gran parte di quello spazio che si stende in giro fra il muro della porta e il primo cerchio, una specie di Antinferno, scende nel primo cerchio, cioè il Limbo, ed entra nel nobile Castello. Discende quindi di cerchio in cerchio, procedendo sempre a sinistra, fino al quinto, ove da Flegias è tragittato dall' una all'altra sponda di Stige, e sbarcato alla porta di Dite. Entra nella Città e presso agli spaldi va cercando le arche a diritta per alquanto di spazio: poscia si rifà indietro, camminando via sempre a sinistra; cala poi con Nesso nel primo girone del primo cerchietto, e traversa il secondo girone ed il terzo per lungo tratto. Ali'orlo di questo si pone sul dosso di Gerione che il porta, facendo gran discesa al fondo, ossia secondo cerchietto, che è Malebolge. Quivi cammina sull'argine della prima bolgia pure a sinistra, e, per ben vedervi entro, torna alquanto indietro: appresso, rifacendosi innanzi, giunge al primo ponticello, lo trapassa, ed arriva sull'argine della seconda bolgia; similmente procede sul secondo e terzo ponticello, passato il quale si cala nella terza bolgia; da questa risale sull'argine quarto, e, passando il quarto e il quinto ponticello, giunge sull'argine sesto. Ritrova rotti tutti i ponticelli della sesta bolgia, perciò egli scende al fondo, ed indi risale a gran fatica l'argine settimo, e cammina poi sopra il settimo, ottavo, nono e decimo ponticello, avanzandosi verso l'estremo interno confine di Malebolge, dove Anteo, presolo, il depone nel terzo cerchietto. Qui traversa le quattro concentriche pòste dei traditori nella ghiaccia e s'appressa a Lucifero. In braccio a Virgilio, che si appiglia al pelo di lui, passa il centro della Terra, e, per una burella naturale, ascende quindi nell'altro
Emisperio.
La IV Tavola rappresenta la figura dell'Inferno. In questa si dimostra il discendere dèi cinque cerchi fino alla palude Stige, le torri e le mura della Città di Dite con l'arche di dentro da quelle, la ruina che cala ne' tre gironi del primo cerchietto: il secondo cerchietto, cioè Malebolge, ed il pozzo profondo della ghiaccia, ch'è il terzo cerchietto. Malabolge è partito in dieci bolge, ossìano grandi fosse, formate da altrettanti argini incrocicchiati da ponticelli, eccetto che nella bolgia sesta, nella quale tutto intorno gli scogli o ponticelli sono rotti.
Nel diritto mezzo di questo secondo cerchietto vaneggia il pozzo, il fondo del quale è un lago agghiacciato, distinto in giro da quattro partizioni. I Giganti presso alle pareti stanno metà dentro e metà fuori del pozzo; Lucifero è nel mezzo, costretto al punto centrale dell'Inferno e della Terra, con la testa nell'uno emisperio ed i piedi nell'altro.
La V Tavola è dimostrativa del Purgatorio. Questo è parimente diviso in nove parti. La prima si è quella che da' chiosatori fu detta Antipurgatorio. Seguono poi le sette cornici in cui si purgano i sette vizj capitali. L'ultima parte è il Paradiso terrestre. Si è notato che 1' ordinamento del trattato morale dell'Inferno è aristotelico, questo del Purgatorio è platonico. Quindi le colpe vi sono considerate non secondo gli effetti, ma secondo le cagioni, e però tutte riduconsi a disordine di amore {Convito trat.IV;Purgatorio, XVII, 85 e segg.).
L'antipurgatorio è il luogo "ove tempo per tempo si ristora" (Purgatorio, XXIII, 84) da coloro che furono negligenti a pentirsi fino all'estremo della vita. Ivi sono confinate le anime fino al momento che sia loro concesso di salire alla purgazione. Sono elle poste sotto la balia di Catone, siccome quegli che fu, più che altri, splendente per virtù stoica al tutto opposta a negligenza. I suoi sette regni {Purgatorio, I, 82) sono le sette condizioni di quegli spiriti che furon lenti al pentimento, "e peccatori infino ali'ultim' ora {Purgatorio, V, 53) in alcuno dei sette amori, disordinati. Tali amori poi sono puniti sopra ciascuna cornice dalla più grave alla men grave colpa, manifestandosi la spirituale purgazione delle anime sensibilmente con atti di amore ordinato in opposizione al peccato commesso. Purgata la colpa, giungono gli spiriti al Paradiso terrestre, ch'è figura dello stato d'innocenza, perché finalmente "mondi e lievi Possano uscire alle stellate rote" (Purgatorio, XI, 35-36). II viaggio del Poeta, da poi che usci "a riveder le stelle" (Inferno, XXXIV, 139), dalla burella in su l'isoletta, comincia andando verso la montagna a travèrso la dimora de' negligenti, dove, sopraggiunta la notte, si addormenta ed è preso da Lucia che il depone a pie del balzo di Purgatorio.
Entra egli quindi per la porta della Penitenza, e giunge in su la prima cornice; poi, "salendo e rigirando la montagna" (Purgatorio, XXIII, I25).sempre a mano diritta, di cornice in cornice perviene alla divina Foresta, dove perde Virgilio e ritrova Beatrice, "puro e disposto a salire alle stelle" (Purgatorio, XXXIII, 145).
La VI Tavola dichiara la figura e l'ordinamento del Paradiso. Anche questo ha nove parti significative del Creato; ma più una decima, ossia "il Ciclo quieto e pacifico ch'è lo luogo di quella somma Deità che sé sola compiutamente vede. Questo luogo è di spiriti beati, secondo che la santa Chiesa vuole. Questo è il sovrano edificio del Mondo, nel quale tutto il Mondo s'inchiude e di fuori del quale nulla è, ed esso non è in luogo, ma formato fu solo nella prima mente" (Convito, tr. II). Le altre nove parti sono i nove Cieli mobili, su per li quali Dante ascende, condotto da Beatrice, visitando i sette pianeti. In ciascun pianeta poi succede una apparizione di beati spiriti (Paradiso, IV), per fare a Dante manifesti i vari gradi di beatitudine che hanno nell'Empireo e la virtù di esso Cielo che adoperò in essi come causa seconda delle azioni loro in prima vita. Oltrepassati i sette cieli de' pianeti, sale il Poeta nell'ottavo, ch'è il Cielo stellato, e ritrovasi nel segno de' Gemelli, da cui riconosce tutto il suo ingegno (Paradiso, XXII, 112 e segg.). In questo e nel nono Cielo cristallino gli si manifestano, sotto appariscenze di semplici splendori, il Trionfo di Cristo e la Corte celeste, la quale vede poi tutta riunita nell'Empireo "in forma di candida rosa" (Paradiso, XXXI, 1), le cui foglie sono i seggi de' beati. Di sopra è Dio, risplendente e circondato dai nove cerchi delle tré angeliche Gerarchie. Questi si girano intorno a Lui con più velocità, quanto gli sono più vicini: e ciascheduno muove con diversa virtù informante quel cielo che ad esso corrisponde (Paradiso, II, 136 e segg.) per guisa che i cerchi angelici men veloci e men prossimi a Dio muovono i cieli più tardi e più alla Terra vicini (Paradiso, XXVIII, 25 e segg.). Finalmente, ogni Cielo ha simiglianza con alcuna scienza: e di sotto al Cielo della Luna sono i quattro elementi nell'ordine assegnato dagli antichi.
 

Indice Micro Liber

Sala 1: Le Tavole di Michelangelo Caetani
Sala 2: La Carmen di Merimee e Mendes
Sala 3: Ricordo di Firenze
Sala 4-6: Esposizione Catalogo
 

Michelangelo Caetani - Opera 1
Tavola I
Michelangelo Caetani - Opera 2
Tavola II
Michelangelo Caetani - Opera 3
Tavola III
Michelangelo Caetani - Opera 4
Tavola IV
Michelangelo Caetani - Opera 5
Tavola V
Michelangelo Caetani - Opera 6
Tavola VI


Informazioni

  Copertina
Tratto da
"La materia della Divina Commedia di Dante Alighieri dichiarata in VI Tavole da Michelangelo Caetani"
Nuova Edizione a cura di G.L. Passerini
Nuova Tiratura
Firenze, G.C.Sansoni Editore, 1914

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