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Raccontando le
cose che divengono
Se
si rimanesse ritti sulla soglia, inadatti al passaggio e nello stesso
tempo nolenti al ritorno, lo sguardo biologico, l'occhio, probabilmente
vedrebbero il senso delle cose che divengono.
A noi, invece, è dato il passaggio, e la soglia è costantemente
colta e perduta.
Resa presente, infine, nella memoria e nel ricordo, deformata e costantemente
rinnovata, nuovamente diveniente.
La testimonianza della possibilità di vedere il transitorio,
è affidata all'arte.
Concetti rintracciabili in Stefano Momentè, per prima cosa
nell'affidamento al simbolo: icona ontologicamente contradditoria,
fissità mutevole, proprio perché, necessariamente, il
simbolo rimanda ad altro.
L'oltre che si apre nelle strutture simboliche (il percorso di Momentè
poggia su icone note, talvolta su parole chiave, altre volte ancora
su figure) non consente la stabilizzazione del punto di vista e provoca
l'oscillazione dei significati.
Vacilla, allora, anche la volontà di dare ordine all'idea raccontata
dall'espressione artistica, talvolta contraddicendo le stesse intenzioni
dell'autore.
Non
c'è mai stato, peraltro, astrattismo o assenza di forma in
Momentè, così per la volontà dichiarata di fare
dell'arte un discorso, in cui simboli, parole, lettere e segni (ma
anche brandelli e strappi, colori ed emulsioni) ragionano per cogliere
un senso, e dirlo.
Dichiarazione resa definitivamente esplicita nei lavori 2004-2005,
nell'evidenza di icone che sono figure concrete, lacerate e decontestualizzate,
affiancate a citazioni visive (dal classico alla pop art) e lessicali.
Vicino all'idea delle avanguardie del Novecento, secondo cui anche
il "supporto" è parte concreta dell'espressione artistica,
Momentè sceglie la lastra tipografica (ancora "sporca"
di colore) rafforzando il principio secondo cui l'espressione artistica
è un racconto.
Senza per questo, ovviamente, vedere le cose che divengono. Preferendo,
invece, dirle, preoccupato di una possibilità che continuamente
si mostra, sottraendosi. Aldo Trivellato
Momentè intervista Momentè
Cos’è l’arte per Stefano Momentè?
Il
prodotto di un creatore, l’artista. Le opere d’arte nascono
per sopravvivere al loro creatore e in esse devono rinchiudersi valori
spirituali eterni. Non necessariamente un bravo pittore o scultore
è anche un artista. Mentre un artista può anche non
saper dipingere.
Io nasco dalla figurazione, l’abbandono (quella classica) per
poi tornarci in altri modi, sempre stratificando, velando e mescolando.
Non mi interessa dipingere un soggetto, una volta appurato che lo
so fare. Posso utilizzare una foto, anche scattata da me, e intervenirci.
Senza limitare le possibilità della mia creazione. Disegno,
dipingo e cancello. Incollo e strappo. Scrivo, incido, cito. Tutto
è arte, per me. Più in particolare?
L’arte è memoria, stratificazione, esperienza. È
rientrare in sé, alla fonte universale. Per chi ha una concezione
superficiale del passaggio in vita è difficile da capire.
Quali sono i tuoi ispiratori?
Tutti!
Nel senso che tutti hanno lasciato qualcosa dentro di me e io ho assorbito
da ognuno. L’arte classica ad esempio, che io adoro nel suo
significato più profondo, ha sicuramente lasciato un solco
che può anche non trasparire dalle mie velature ma che è
sempre presente.
Nelle tecniche, che possono essere anche rivisitate, ma sempre di
stampo classico, ma anche nelle formule di riorganizzazione del caos.
Mi riferisco alla sezione aurea, ad esempio. Sono io a decidere se
applicarla o meno, ma ne conosco il significato ed è questo
che per me conta.
Perché l’arte deve avere anche uno scopo sapienziale.
Secondo te l’arte è anche simbolo
Tutto
nella vita è simbolo, e se non è simbolo è metafora
e se non è metafora è parabola.
Usiamo parole per esprimerci e le parole non sono gli oggetti che
indicano, per scrivere usiamo simboli e le lettere non sono i suoni
che esprimono.
Simbolo, infine, e non realtà sono i disegni, i dipinti, ogni
opera d’arte. Ci sono differenze sostanziali
fra le tue opere di qualche anno fa e quelle attuali…
Perché l’arte è anche ricerca, è movimento.
L’artista, in quanto tale, DEVE essere in continua evoluzione:
per assurdo – a tutela del prodotto artistico – le creazioni
sarebbe meglio fossero avulse dal creatore, irriconoscibili.
So che è praticamente impossibile ma non smetto di sperare.
E continuo a sperimentare, tecniche, materiali, pur senza allontanarmi
dal mio pensiero. |
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"I bless you, do you bless me?" - 2005 - 62 x 70 - smalto,
acrilico e collage su lastra tipografica emulsionata
"Non c'è vittoria senza compassione" - 2005
- 70 x 62 - smalto, acrilico e collage su lastra tipografica emulsionata

"Iconoclastìa" - 2004 - 70 x 62 - smalto, acrilico
e collage su lastra tipografica emulsionata 
"Il mio cuore è divenuto capace di accogliere ogni forma"
- 2004 - 62 x 62 - smalto, acrilico e collage su lastra tipografica
emulsionata
"Scuotendo al sole i miei bianchi capelli" - 2004 -
62 x 70 - smalto, acrilico e collage su lastra tipografica emulsionata
"Triplice protezione contro i dolori del mondo" - 2004
- 70 x 62 - smalto, acrilico e collage su lastra tipografica emulsionata
Contatti
Per contattare l'Artista o per richiedere informazioni sulle
opere presentate in questa pagina:
Stefano Momentè
Via Levantina, 169
30017 Lido di Jesolo (Venezia)
Tel. 348 3311280 - stef@nextitalia.it
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