ARTE.GO  
Indice Artisti
news > eventi > artisti > mostre virtuali > multimedia > iniziative > archivio > partecipa > servizi > info
> mostre virtuali > fausto pirandello. il figlio cambiato
Fausto Pirandello. Il Figlio Cambiato

Art Book

Vinilica - Dischi Usati

Hyper Book

Hyper Art

 
  Fausto Pirandello
estratto da "Biografia del figlio cambiato"
di Andrea Camilleri - Rizzoli Editore

Fausto Pirandello - Autoritratto - 1938Fausto sai com'è, scrive Luigi Pirandello in una sua lettera a Lietta. Già com'è Fausto?
Fausto è un giovane di poche parole, tende a chiudersi in se stesso, ad avere una vita propria.
Ha dovuto interrompere gli studi classici per la chiamata alle armi e per la malattia e quindi, dopo la guerra, vocato com'è alla pittura (cosa che riempie di gioia il padre), prende lezioni da Lipinsky. Poi si iscrive all'Accademia del Nudo. Dove segue l'insegnamento di Felice Carena.
Le prime tele "esponibili" risalgono proprio al 1923. Luigi gli ha affittato uno studiolo, gli paga le modelle che talvolta si alternano, due al giorno.

In una lettera dell'11 giugno 1922, Luigi così parla a Lietta di un dipinto di Fausto: È un gran quadro con cinque figure: se sarà finito, come spero, sarà per Fausto una bella e forte affermazione, perché il quadro è bello e significa qualche cosa. Sono tre giovani nude presso uno specchio d'acqua, sorprese, turbate, atterrite dall'apparizione dello spettro della vecchiaja, che è semplicemente una vecchia anch'essa nuda, che fa come per scendere all'acqua e intanto sta tra loro come un pilastro incombente; dietro la vecchia c'è una bimbetta meravigliata: lo sfondo è d'alberi. Questo breve accenno ti basterà per immaginarti il quadro.
La sottolineatura al significa è di Pirandello. Letto dal punto di vista ottocentesco al quale Luigi è legato, il quadro significa effettivamente quello che egli racconta alla figlia, un aneddoto.
Ma in questa lettura narrativa della pittura c'è già il seme della divergenza futura tra Fausto e il padre. Pirandello non parla di colori, di materiali, di volumi, non coglie nemmeno lontanamente il senso della ricerca di Fausto, in quel periodo sotto l'influenza di Cézanne e dell'Espressionismo.

Fin dalle primissime prove pittoriche di Fausto, Luigi tenta d'imporgli un suo personalissimo modo di fare un quadro.
Di Luigi non esistono prove o bozzetti, ma solamente quadri compiutamente terminati e non perché Pirandello abbia distrutto i tentativi precedenti.
Era capace di finire un quadro in due ore e quindi non capiva le esitazioni, i dubbi, i ripensamenti, le tele lasciate a metà dal figlio.
C'è, al riguardo, un episodio rivelatore che risale addirittura al luglio del 1919.
Mentre i Pirandello si trovavano in vacanza a Viareggio con gli amici Fratelli, Fausto volle fare il ritratto della signora Fratelli. La signora posò pazientemente per alcuni giorni e finalmente il ritratto venne terminato. Senonché Fausto ne era rimasto insoddisfatto e, con un colpo di spatola, lo sconciò. Luigi, che era presente, s'arrabbiò: «Ma come? ! Hai scomodato per tanto tempo la signora per niente?».
Si fece dare da Fausto una tavoletta e dei colori e, in due ore, fece lui il ritratto. Lo mostrò in giro soddisfatto, senza tenere conto in alcun modo dell'umiliazione che infliggeva al figlio. Forse Luigi credeva di trovarsi in una di quelle "gare di pittura" che in passato aveva ingaggiato con l'amico Ugo Fleres.
Fausto, schivo, appartato, tormentato nella ricerca, capisce subito quale rischio comporti l'ingerenza del padre nella sua arte e se ne sottrae abilmente (Fausto sai com'è).

Alla fine del 1927 Fausto si reca a Parigi con Capogrossi.
Vi rimarrà tré anni approfondendo l'osservazione di Picasso e Cézanne e frequentando il gruppo degli italiani che comprende, fra gli altri, Severini e de Chirico, Campigli e Savinio.
A Parigi, il 5 agosto 1928 gli nasce il figlio Pier Luigi.
Annota in una sorta di diario: "... è nato il figlio: lui proprio, pare, di prepotenza... Piangevo a studio sul lieto evento perché la funzione importante di padre mi era nuova: che significasse, che importava, come andava inquadrata e risolta. E poiché la pittura non ci entrava, facevo di me un'immagine sprecata di sentimento, allo specchio".
Geloso della sua vita, non comunica niente a nessuno. Luigi apprende casualmente da un amico che suo figlio Fausto ha messo su casa e che c'è un bambino. Per tutta la vita Fausto sarà per lui un amatissimo estraneo. Che ha fatto perché il figlio sia tanto lontano da lui? È un'altra ripetizione, dolorosa, di quello che capitò tra lui e don Stefano, solo che qui non ci sono caratteri di scontro o di drammaticità. Fausto sai come,
E Maria Luisa Aguirre D'Amico scrive di Fausto: "Contrariare le sue scelte era impedirgli di lavorare.
E la sua vita si identificava con il lavoro. Non voleva esseme distratto".
E il padre le sue scelte le contrariava, appena gli si presentava l'occasione.

Il 1° giugno 1928 così scrive Pirandello, da Pordenone, al figlio a Parigi: È curioso come tu, che sai vedere ed esprimere così bene ciò che avviene in tè, non trovi poi la via per uscire da cedeste opprimenti condizioni di spirito. Perché, quando ti metti a dipingere, guardi con gli occhi degli altri, tu che hai così buoni occhi per guardare in tè? Bisogna che tu ti liberi da ogni preoccupazione di modernità e finisca di dipingere come tutti oggi dipingono, cioè brutto. Ho visto a Venezia i Novecentisti: orrori, da un canto, e insulsissima accademia, dall'altro; e tutti uguali. È veramente una sconcia aberrazione, di cui non si vede la fine.
Per ritornare ingenui scarabocchiano come ragazzini, per dimostrarsi saputi copiano freddamente e stupidamente. Nessuna sincerità. Sforzi inani.
Aborrimento d'ogni naturalezza, d'ogni spontaneo abbandono. E nessuno pensa che l'unico pittore moderno che sia riuscito a fare qualcosa, a esser lui, è stato lo Spadini per quest'unica e semplicissima ragione: che a un certo punto non volle sapere più nulla e s'abbandonò alla gioja di dipingere come vedeva e quel che vedeva.
Non c'è altra via, non c'è altra salute che questa. Se la tua sincerità è pensare in un tuo modo particolare che riesci a esprimere così singolarmente nelle tue lettere, ebbene dipingi questi tuoi pensieri, sarai sincero e ti esprimerai: esprimerai qualche cosa.
La sorveglianza critica uccide l'arte. La critica d'arte moderna è micidiale. L'avete tutti nel sangue. Bisogna liberarsene. Vederti così incerto, così malcontento è per me una grande afflizione...


In sostanza, Fausto comunicava al padre alcune fasi della sua ricerca pittorica, soffertamente autentica e non facile.
A questo stato d'animo Pirandello si dichiara negato, tanto da chiamarlo semplicemente malcontento.
E l'invito a seguire l'esempio di Spadini, a un giovane pittore che sta interrogandosi su Picasso, è ai limiti dell'offesa.
Luigi invita il figlio a cedere a uno spontaneo abbandono: proprio l'opposto di quello che egli, come scrittore e drammaturgo, è solito fare.
Una incomprensione totale, una incomprensione pari a quella di don Stefano nei suoi riguardi.
Lo stesso Fausto sottolinea, con molto garbo e ironia, quanto padre e figlio fossero diversi.
Racconta di un giorno che Luigi lo va a trovare in campagna, dove Fausto, la moglie e il piccolo abitavano in un "porcume di casalaccio ottuso e intasato di verde".
Luigi si guarda attorno, non vede nessun quadro in lavorazione e domanda: «Che fai?».
Per tutta risposta, Fausto l'invita a seguirlo attraverso un castagneto a scivolo, "e poi giù a rompicollo per il nocchieto sterposo di un verde austero e profondo, finché s'andava allo sconquasso tra il canneto e le fosse del ruscello".

Finalmente arrivano, Luigi ha il fiato grosso.

"Ma si era giunti, e sedemmo sui sassi tra lo sciacquio delle acque correnti e lingueggianti tra i ciottoli grandi, levigati e il frusciare di quella miriade di canne impannocchiate di foglie ricadenti e cuspidate come estensori.
Gli mostrai in silenzio le famiglie dei ghiri in corsa sui rami praticabili di quei nocchi contorti e il loro sbertucciare e rincorrersi e rodere e sgranocchiare furtivo, e poi il volo dei merli tra canna e canna, che al primo richiamo si faceva domestico, e l'abbeverarsi della faina appuntita, scattante, e l'armeggiare dei rospi scosciati sulle foglie sommerse, a sgravarsi del loro catarroso richiamo, quasi un rimbrotto sgangherato, protervo.
"Mio padre guardava e mi guardava per rimettere il nesso tra me e quelle cose.
Ma poi l'incanto di quell'ineffabile stato dovette penetrarlo.
Era una condizione da limbo, un po' spaurita ma non aliena di perdersi in una svagatura da cui il ritomo fosse forse astniso o problematico.
Facile invece apprendersi al tanto verde tenero del canneto proclive, arrendevole per una antica metamorfosi.
Ma già l'essere in due, guardandoci, ci riteneva al limite di una nostra ragione reciproca che ci faceva consapevoli.
Ha detto piano riscuotendosi:
'La stupida natura' e annuiva.
'Quanto è stupida!' beandocisi.
"Ce ne tornammo per mano aiutandoci, più tardi.
Avrà pensato ch'ero un ozioso di buon sentimento e di pochi desideri."
 

Fausto Pirandello - Opera
"La pioggia d'oro"
olio su tavola- cm. 100x130, 1934
Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea - Roma
Fausto Pirandello - Opera
"Ritratto di Luigi Pirandello"
olio su tavola - cm.76,5x62, 1933
collezione privata
Fausto Pirandello - Opera
"Composizione con nudi e pantofole gialle"
olio su tela - cm. 104x150, 1923
collezione privata
Fausto Pirandello - Opera
"Veduta da Villa Medici"
olio su tavola - cm. 39x55, 1944
collezione privata
Fausto Pirandello - Opera
"Ritratto di Virgilio Guzzi"
olio su tavola - cm. 66x48,5, 1937-38
collezione privata
Fausto Pirandello - Opera
"Spiaggia affollata"
olio su tavola - cm. 64x100, 1939 ca
collezione privata
Fausto Pirandello - Opera
"Crocifissione laica"
olio su tavola - cm.72x100, 1935 ca.
collezione privata
Fausto Pirandello - Opera
"Donne con salamandra"
olio su tela - cm.93x80, 1928 - 30
collezione privata
Fausto Pirandello - Opera
"Il bagno"
olio su tavola - cm 149x111, 1934
collezione privata

INFORMAZIONI

estratto da "Biografia del figlio cambiato"
di Andrea Camilleri - Rizzoli Editore
 
 
links © dgpixel multimedia communication