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Manifesti: Il Mito della Velocità

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Dalla lentezza alla velocità

La Velocità nel Futurismo Nella relazione "La comunicazione: l'elogio della lentezza" del Prof. Domenico De Masi, Preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione, Università degli Studi di Roma, l'incipit è significativo per capire la nascita di un mito prettamente "moderno": "L’uomo è tra i più lenti esseri viventi che esistano in natura. Se si fa la proporzione con la grandezza del corpo, anche la formica è molto più veloce. Ha ovviato a questa debolezza, come ad altre, con tutta una serie di espedienti; trasformando talvolta i propri punti deboli in grandi opportunità."
La mania del "valore della velocità", per taluni in contrapposizione con la "saggezza della lentezza", nella storia dell'uomo, si forma in epoca recente.
Dalle origini fino al Medioevo, le diverse civiltà che ci hanno originato non hanno mai perseguito "velocemente" alcuna azione di crescita e di sviluppo.
Anzi.
Aristotele esortava, nei suoi scritti, a dedicare ogni azione al miglioramento e al progresso dello spirito, ritenendo che la "tecnologia" fosse già abbondantemente sufficiente al mantenimento della qualità della vita quotidiana.
Eppure, gli antichi greci e così altre grandi civiltà del passato, hanno dato origine a straordinari livelli in tutti gli ambiti in cui si sono espressi: la filosofia, la drammaturgia, la poesia, l'architettura, la musica, la pittura...
La Firenze dei Medici, in un arco di tempo di poco più 200 anni, con un numero di abitanti che a malapena ha raggiunto la soglia delle 20.000 anime, ha visto emergere figure come Leonardo, Michelangelo, Botticelli, Donatello ed ha saputo produrre, dall'economia alle scienze, la più grande ricchezza di tutti i tempi.
Il XII Secolo segna la svolta degli obiettivi dell'umana generazione.
Le invenzioni ed il progresso tecnologico iniziano ad accavallarsi in un crescendo oggi vorticoso.
Alla fine del ‘500 Bacone scriverà un libro, il "Novum Organum", che comincia proprio con la frase opposta a quella di Aristotele:"...tutto ciò che si poteva scoprire per il progresso dello spirito è stato scoperto, dedichiamoci dunque d’ora in poi a migliorare la vita pratica dell’uomo!!"
Prende avvio l'epopea della società industriale, si teorizza la formula dell'efficienza, si tende a ridurre il tempo di produzione di ogni bene per raggiungere la più alta efficienza.
Il Mito prende forma alla fine del 1800 e viene definitivamente acquisito agli inizi del 1900. Ogni singola azione viene percepità come relativa al tempo per il suo svolgimento. Così nell'ambito lavorativo e, conseguentemente, in tutte le manifestazioni individuali e collettive, fino a quelle private.
Nel film di Chaplin, "Tempi Moderni" del 1936, viene per la prima volta "fotografata" l'alienazione come prodotto dei ritmi imposti dalle nuove esigenze economiche e sociali.
Ma, evidentemente, la ricerca assoluta della velocità diviene un male affascinante, tanto che nascono ricerche continue di nuovi records, nuovi traguardi da raggiungere in ogni "movimento" messo in atto dall'uomo con i suoi mezzi, i muscoli, e con le forme meccaniche che atta e adatta alle sue nuove esigenze.
Che sia un velocipede o un mezzo a vapore, poco importa. La soglia, la barriera da abbattere si colloca, giorno dopo giorno, sempre più in là.
Anche a rischio della propria vita. Numerosi i pionieri che hanno cessato di essere tali per trasformarsi in "vittime" del progresso. Fino anche ai giorni nostri.
Parte del fascino risiede anche in questa sfida estrema che vede i più gracili esseri di questo Pianeta combattere contro gli stessi dettami della Natura.
Il moderno Icaro vola sempre più vicino al Sole, viaggia sempre più oltre i limiti apparenti, abbatte barriere sempre più solide, come se tempo e luce fossero elementi con confini raggiungibili.

Giorgio De Novellis


La Mostra

In questa mostra, suddivisa in 10 Sale, i Manifesti con soggetti legati al "Mito della Velocità".
In ordine cronologico, le immagini divulgative di grandi eventi, fiere, esposizioni, gare internazionali.
Si parte dalla Mostra del Ciclo e dell'Automobile di Milano, del 1905, fino ad arrivare al Grand Prix di Monaco del 1985.
Manifesti scelti per commentare, attraverso la straordinaria "mano" di Artisti grafici e disegnatori, il crescente legame che unisce, in modo quasi indissolubile, la continua ricerca della velocità e della sfida tecnologica messa in atto dall'Uomo moderno.
 

Galleria Immagini
 
Georges Boillot
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Georges Boillot
Georges Boillot taglia vittorioso il traguardo del Gran Premio di Francia del 1912 a Dieppe.
Stirling Moss
Stirling Moss guida la sua Lotus–Climax nel Gran Premio di Germania del 1961 corso al Nürburgring.
Bugatti
Bugatti Type 59 Grand Prix
Juan Manuel Fangio
Juan Manuel Fangio sulla Mercedes-Benz W196 in una esibizione al Nurburgring nel 1986. Fangio ha segnato la prima decade della F1 con i suoi cinque titoli mondiali vinti.
 
Informazioni

Citazioni tratte da:

"La comunicazione: l'elogio della lentezza" del Prof. Domenico De Masi, Preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione, Università degli Studi di Roma
XV Convegno Tecnico ACI "La sicurezza nella mobilità: pianificare la formazione” - Roma, 20 e 21 febbraio 2004

Immagini tratte da:

Wikipedia
L'Enciclopedia Libera

All Posters.it
Tutti i manifesti qui rappresentati sono disponibili, come riproduzioni in stampe e poster, nel sito di riferimento.
 
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