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Quarta di Copertina - 1954 / 1959 - Sala 2

Art Book

Vinilica - Dischi Usati

Hyper Book

Hyper Art

 
  Olio Sasso - particolare In questo scorrere di importanti accadimenti politici, economici, militari, l'apparizione sul mercato dei giochi di una particolare bambola tedesca segna, marca ancora di più, l'indirizzo e la configurazione del popolo dei consumatori.
Barbie diviene subito un fenomeno di costume e può essere assunta a simbolo, regina o dea, delle aspirazioni di bambine, madri, padri, mogli, mariti ed amanti.
Del resto, basta interpretare le immagini delle pubblicità per rendersi conto dei vali livelli di aspirazione dell'italiano di quegli anni.
I poderosi segni, perlopiù grafici, incitano all'acquisto di frullatori, lavatrici semi-automatiche, frigoriferi da 120 litri, lucenti stoviglie.
Si promette "aria pura" con i ricambiatori d'aria raffigurati sovrastanti un tavolo da gioco occupato da incalliti fumatori e fumatrici.
Materasso Pirelli - particolareE, se non bastasse, Atkinson promette di mettere a fuoco la personalità in un alone di raffinata eleganza.
Eleganza che, già da queste immagini e fino ad oggi, mostra come dovrebbe essere la casalinga: bella, magra, truccata, ben vestita anche quando passa l'aspirapolvere o usa il prodigioso detersivo Tot che, forse questo era il miracolo, dichiara che in "moltissime scatole" c'è una sorpresa per chi l'acquista.
Non in tutte, è ovvio, e per tirarsi su un po' il morale ecco i pavesini, i crackers soda, la coca cola, i negronetto che la casalinga italiana compra e ricompra ma mai riesce a combinare le direttive dei pubblicitari con le sue esigenze e le sue incombenze.
Parole d'ordine sono sempre: eleganza, raffinatezza, buon gusto e pulizia.
Sono gli anni dei rivestimenti in fòrmica. Terribili. Ancora oggi se ne vedono in giro. E il suo produttore con stabilimento in Magenta lo prometteva a chiare lettere: "non teme l'uso, non teme il tempo".
Altri prodotti hanno "tenuto".
Tra questi la Coca Cola, ancora non troppo baldanzosa nel dichiarare che "quasi tutti apprezzano il meglio", il doppio rappresentato dalle dita a V del Brodo Star e i crackers Pavesi che, al costo di sole 100 lire, ti rigiravano una "confezione di 6 pacchetti sigillati, sempre freschi e croccanti".
Già, i costi: un frigorifero costava, mediamente, 120.000 lire; un materasso con fodera 20.000 lire; la margarina 60 lire l'etto; una confezione di Pavesini 100 lire; una lavatrice 130.000.
Olio Sasso - particolare Il tavolo nel tinello, ovviamente ricoperto di fòrmica, ogni mese si trovava ad essere suo malgrado protagonista di un evento che, il più delle volte, coinvolgeva buona parte del nucleo familiare.
Smesso il grembiule e tirato fuori da anfratti segreti una scatoletta di metallo, la regina del casolare affrontava quello che poteva essere considerato "il momento della verità".
Ben riposti in quel tesoriere, mani consumate da detersivi non troppo biologici, esponevano l'ultimo atto della buona massaia: il conteggio delle raccolte punti.
Piccoli ritagli di confezioni cartonate o plastificate erano ammonticchiati al centro del tavolo che, lui, non soffriva all'operazione. Ma lei si!
Guai a non raggiungere il traguardo sperato. Guardava il viso dei familiari per scovare in loro tracce di colpevolezza, segni di malattie inguaribili dovuti a carenza di cibo o, per meglio dire, di quei cibi fonte dei punti premi.
Punti-brodo, punti-biscotto, punti-lavatutto: il collezionismo raggiungeva qui ansie elevatissime.
Certo, non c'erano pianti di fronte alla delusione ma nei visi degli astanti si leggeva la consapevolezza che avrebbero dovuto ingurgitare ancora per un bel po' cibi-eroga-punti.
Chissà se nelle notti dei creativi degli anni '50, perdurano ancora oggi incubi di colpevolezza.
Buona parte del successo di quei prodotti dipendeva da loro e, in un periodo in bilico tra il modo di promuovere in stile primi novecento e la nuova visione filo-americana dell'advertising, spesso la differenza di comunicazione era abissale.
E' sufficiente osservare le immagini, i pay-off, i layout dei vari Studio Testa per recepire un nuovo stile che avanzava e che, come uno schiacciasassi, si faceva spazio negli anni a venire.
L'illustrazione si metteva in disparte e il gioco tra le parti lo gestiva il copy-writer in combutta con la nuova schiera di grafici, impaginatori, fotografi non di maniera.
Olivetti - particolare Tra l'immagine della scarna tavola di quegli improbabili consumatori di margarina e il dialogo tra un peperone e un occhialuto mezzetà c'e' tanta differenza da fare, oggi, sorridere della nostra ingenuità.

Anche se non mancano i capolavori di quelli che, a buona ragione, ancora si potevano definire come pionieri della comunicazione:

"Leggera come una sillaba
completa come una frase.
Le lettere di ogni giorno
le scritture domestiche
le copie di documenti
saranno ordine e chiarezza
su questa portatile
discreta leggera agevole
alla mano meno esperta.
Su questa portatile
che vi accompagna ovunque
in casa come in viaggio
scriverete le parole
che vi uniscono
al mondo degli amici
e a quello del vostro lavoro"

Testo e grafica d'autore per la nascita di un mito-oggetto che perdura ancora oggi: Olivetti Lettera 22.

CGE - particolareAncora più affascinanti rimangono le forme che i designer davano a tutto ciò che era "macchina": dalle automobili alle lavatrici, dai più piccoli elettrodomestici ai grandi impianti industriali.
Il tondo era a tutto tondo. Per la gioia di penitenti a testa china, non c'erano spigoli vivi.
Nella progettazione di quei manufatti tecnologici doveva influire, certo, un desiderio di proiezione futuristica che accompagnava le matite di architetti e dei disegnatori e progettisti meccanici.
Pensate, ad esempio, alle autovetture del periodo: solide, pesanti, lucenti, scure e insicure ma tondeggianti.
Guardate l'areatore e la lavatrice della Compagnia Generale Elettricità (CGE) presenti in queste immagini.
La lettura di queste "quarte di copertina" determina anche il divario e il distacco che, in molti casi, esisteva tra il produttore e il consumatore.
La "qualità" era un'aspirazione collettiva a cui il mercato rispondeva, spesso, solo a parole.
L'uso e l'abuso della parola confortante gli animi sensibili genitoriali veniva attivato a più non posso senza, di fatto, alcuna corrispondenza produttiva.
Dovrà passare ancora molto tempo, superando anche lo scoglio un po' industrial-anarchico degli anni '60 per iniziare ad essere ricettori di comunicazioni un po' più trasparenti e veritiere.

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Il Cd-ROM di Quarta di Copertina
CdROM > Euro 25,00 + spese di spedizione
 
Quarta di Copertina
Gli anni del boom economico rivissuti attraverso le pubblicità. I fatti di cultura e costume interpretati attraverso i tratti grafici e i prodotti del primo consumismo. Il Cd contiene 92 immagini tratte da "La Cucina Italiana" del periodo 1954 - 1964.
 

Tot - Lavatutto
1956
"Tot - Lavatutto"
Pavesi - Pavesini
1956
"Pavesi - Pavesini"
Coca Cola
1957
"Coca Cola"
Crackers Pavesi
1957
"Crackers Pavesi"
Olio Sasso
1958
"Olio Sasso"

Informazioni

"Quarta di Copertina"
e' una mostra ideata da Giorgio De Novellis
con il supporto di Arte.Go;
immagini tratte da "La Cucina Italiana"
1954 - 1959
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