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Presentazione
Mimmo
Rotella (Catanzaro il 7 ottobre 1918 - Milano, 8 gennaio 2006) è
stato un pittore italiano.
Conclusa la scuola media si sposta a Napoli per intraprendere gli
studi artistici, ma ottenuto un impiego al Ministero delle Poste e
Telecomunicazioni, nel 1941, si trasferisce a Roma. Resta nella capitale
solo per un breve periodo, perchè viene richiamato alle armi.
Nel '44 lascia l'esercito ed ottiene il diploma al Liceo Artistico
di Napoli. Tra il 1944 e il 1945 insegna Disegno a Catanzaro.
Nel 1945 è nuovamente a Roma e, dopo gli inizi figurativi e
le prime sperimentazioni, inizia a dipingere quadri neo-geometrici.
Inizia nel 1947 a partecipare alle esposizioni, con la Mostra Sindacale
di Arti Figurative e con quelle annuali dell'Art Club. Nel 1949 inventa
la poesia fonetica, che denomina epistaltica (un neologismo insensato).
Nello stesso anno ne redige il Manifesto (pubblicato da L.Sinisgalli
in "Civiltà delle macchine", 1955). La prima mostra
personale, con opere astratto-geometriche, nel 1951, presso la Galleria
Chiurazzi di Roma, non riscuote il favore della critica.
Nel
1951 ha un primo contatto con l'arte francese esponendo a Parigi al
Salon des Realistés Nouvelles. Tra il 1951 ed il 1952, ottiene
l'assegnazione di una borsa di studio da parte della Fullbright Foundation,
che gli permette di recarsi negli Stati Uniti in qualità di
"Artist in Residence", all'Università di Kansas City.
Sempre nel 1952 realizza la seconda personale alla Rockhill Nelson
Gallery di Kansas City. Negli Stati Uniti ha l'opportunità
di conoscere i rappresentanti delle nuove correnti artistiche: Rauschemberg,
Oldenburg, Twombly, Pollock e Kline.
Nel 1953, soffre di una crisi, durante la quale interrompe la produzione
pittorica. Ormai convinto che non ci sia più niente da fare
di nuovo nell'arte, ha improvvisamente quella che egli definisce "illuminazione
Zen": la scoperta del manifesto pubblicitario come espressione
artistica della città. Così nasce il décollage
(all'inizio collage): incolla sulla tela pezzi di manifesti strappati
per strada, adottando il collage dei cubisti e contaminandolo con
la matrice dadaista del ready made. Nel 1955, a Roma, nella mostra
"Esposizione d'arte attuale", espone per la prima volta
il 'manifesto lacerato'.
In seguito, pratica il cosiddetto doppio décollage:il manifesto
staccato prima dal cartellone, poi, strappato in laboratorio. In quegli
anni si serve anche dei retro d'affiche, adoperando i manifesti dalla
parte incollata ed ricavandone opere non figurative e monocrome.
I
primi riconoscimenti arrivano nel 1956 con il Premio Graziano e nel
1957 con il Premio Battistoni e della Pubblica Istruzione. Con la
serie Cinecittà, del 1958, seleziona figure ed volti delle
pubblicità cinematografiche orientando la produzione verso
opere di tipo maggiormente figurativo.
Alla fine degli anni '50, Rotella, è etichettato dalla critica
come strappamanifesti o pittore della carta incollata. Di notte, strappa
non solo manifesti, ma anche pezzi di lamiera dalle intelaiature delle
zone d'affissione del Comune di Roma. Nel 1958 riceve a Roma la visita
del critico francese Pierre Restany, con il quale inizia un lungo
sodalizio. Nello stesso anno partecipa a Roma nella mostra "Nuove
tendenze dell'arte italiana" organizzata da Lionello Venturi
nella sede della Rome - New York Art Foundation.
La
curiosità del pubblico per le stravaganze dell'artista, si
concretizza nel 1960 con la realizzazione, ad opera di Enzo Nasso,
di un cortometraggio dedicato ai Pittori arrabbiati, del quale Rotella
cura il commento sonoro.
Sempre nel 1960 aderisce al Nouveau Réalisme (anche se non
ne firma il manifesto), teorico del quale è Pierre Restany
e che riunisce, fra gli altri, Klein, Spoerri, Tinguely, César,
Arman e Christo. Al gruppo prendono parte anche i francesi Hains,
Dufrêne e Villeglé, che operano sul décollage
negli stessi anni, ma autonomamente. Insieme ai décollages,
Rotella esegue anche assemblages di oggetti acquistati da rigattieri:
tappi di bottiglia, corde, etc..
La Pop Art e l'Espressionismo astratto americani, assieme all'Informale
ed alle ricerche spaziali e materiche che in quegli anni Fontana e
Burri stanno svolgendo in Italia, giocano un ruolo di rilievo nell'orientamento
di Rotella.
Nel 1961 espone nella storica mostra À 40° au-dessus de
Dada, curata a Parigi da Restany. Nel 1962 conferisce sulla su arte
alla School of Visual Arts di New York e nel 1964 è invitato
alla Biennale Internazionale d'Arte di Venezia.
Usando strumenti tipografici, fra il 1967 e il 1973 realizza gli Art-typo,
stampe scelte e riprodotte liberamente sulla tela. Con questo procedimento
riesce ad accavallare e sovrapporre le immagini pubblicitarie, invertnedo
il precedente modo di procedere.
Agli
inizi degli anni Settanta produce alcune opere, intervenendo sulle
pagine pubblicitarie delle riviste con l'impiego di solventi e riducendole
o allo stadio di impronta (frottage) o cancellandole (effaçage).
Nel 1972, pubblica la sua autobiografia dal titolo Autorotella.
Nel 1975 incide il primo disco di poesie fonetiche e nel 1976 prende
parte al "Recital Internazionale di Poesia Sonora - Poesia Azione".
Altra sperimentazione, in quegli anni, è quella di accartocciare
i manifesti e chiuderli in cubi di plexiglas.
Definitivamente lasciata Parigi per stabilirsi a Milano (1980), negli
anni Ottanta elabora le "blanks" o coperture d'affiches:
manifesti pubblicitari azzerati, ricoperti da fogli bianchi, come
avviene per la pubblicità scaduta. Nel 1984 realizza il secondo
ciclo di opere dedicate al cinema: Cinecittà 2.
Dopo il 1986 seguito realizza le sovrapitture, ispirandosi al graffitismo:
interviene pittoricamente su manifesti lacerati ed incollati su tela.
Vi traccia scritte anonime, come quelle che si possono leggere sui
muri cittadini: messaggi d'amore, scritte politiche, etc., in un doppio
messaggio.
Nel
1990 partecipa al Centre Pompidou di Parigi alla mostra "Art
et Pub" e al Museum of Modern Art di New York all'esposizione
"High and Low". Si sposa nel 1991 con la russa Inna Agarounova,
che nel 1993 mette alla luce Asya.
Riceve nel [1992]] dal Ministro della Cultura francese, Jack Lang,
il titolo di Officiel des arts et des Lettres. È invitato
al Guggenheim Museum di New York nel 1994 per la mostra "Italian
Metamorphosis", poi nuovamente al Centre Pompidou nel 1996 in
"Face à l'Histoire", e nel 1996 al Museum of contemporary
art di Los Angeles in "Halls of Mirrors", mostra successivamente
esportata in tutto il mondo. Al cinema di Federico Fellini dedica
il ciclo di lavori chiamato Felliniana.
(da Wikipedia) |
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