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Tiziano
rimarrà nella mia memoria come l'ho conosciuto, come l'ho sempre
visto, prima che la malattia lo offendesse: una gran testa di capelli
ed una folta barba scura, le dita sottili, che tengono, con gesto
elegante la sigaretta, la voce un po' nasale ed il sorriso, dolce
e provocatorio.
Non era uno che si accontentava dell'ovvio, Tiziano: bastava discutere
con lui per qualche minuto e anche le posizioni più acclarate,
le certezze, quelle che mettono d'accordo tutti, cominciavano a scricchiolare,
indebolite dal suo gusto del paradosso dell'analisi critica, dalla
sua volontà di andare più a fondo.
Non mi è mai sembrato facile passare del tempo in sua compagnia,
ne' riposante, era piuttosto interessante, stimolante, vitale: non
ti permetteva di nasconderti o di accontentarti, con lui bisognava
cercare di capire.
Forse però proprio questa sua acutezza gli ha imposto di pagare
un prezzo.
L'amore per la ricerca, il desiderio di andare più in là,
di capire, il non volersi accontentare, ha nutrito in lui una vena
di insoddisfazioni, di malinconia, di tristezza che credo lo abbia
accompagnato per anni e che si lasciava intravvedere proprio nei momenti
di allegria, quando si beveva un bicchiere di vino in compagnia.
Ma la sua intelligenza sapeva anche lasciare spazio alla dolcezza:
sapeva essere gentile, accogliente, solidale ed amorevole, senza concedere
nulla alla retorica dei buoni sentimenti.
Questo gli ha permesso, credo, di essere un insegnante tanto amato,
oltre che stimato: ha sempre dimostrato la capacità di far
nascere interesse ponendo domande vere, di coltivare negli studenti,
nei suoi ragazzi, l'intelligenza, accompagnandoli su questa strada,
senza nessuna finzione, senza nessun paternalismo.
E questo gli ha permesso di essere un amico squisito, una di quelle
persone che ti rimangono dentro per la vita, che non dimentichi e
senti vicino, anche se le vicende dell'esistenza impongono lontananze
e separazioni.
Sembra un'ingiustizia insopportabile che gli sia stato concesso così
breve tempo e che se ne sia andato, lasciandoci un po' più
soli, ma tutti coloro che lo hanno conosciuto lo porteranno nel loro
cuore per sempre e lui sarà con noi quando guarderemo un bel
quadro o discuteremo di politica o berremo un bicchiere in compagnia.
Tiziana Concina
Montopoli in Sabina, 28.VIII.2006
Dopo una malattia di quelle che non ti lasciano scampo è morto
Tiziano Santi, insegnante ed uomo di cultura. Nato a San Martino di
Lupari nel 1954, viveva a Campolongo del Grappa. Dopo aver frequentato
il liceo classico a Castelfranco Veneto, si è laureato in filosofia
all'università di Padova.
E' stato per molti anni insegnante all'istituto d'arte "Fanoli"
di Cittadella, dove si è fatto apprezzare, oltre che per la
cultura e l'impegno professionali, per la simpatia, il calore umano
e la generosa disponibilità verso allievi e colleghi. All'attività
di insegnante ha sempre affiancato quella di critico d'arte militante.
Infaticabile animatore culturale ha organizzato innumerevoli esposizioni
ed eventi dedicati all'arte contemporanea, spesso di respiro internazionale,
mettendosi in luce come uno dei più acuti e originali critici
della sua generazione. Due fra gli eventi più riusciti ai piedi
del Grappa sono stati "Fluxus in Veneto" a Palazzo Agostinelli
nel '95 ma soprattutto "Sentieri
Interrotti" a Palazzo Bonaguro nel giugno del 2000. Santi
è stato anche autore di saggi e monografie dedicati ad autori
e temi significativi dell'arte del Novecento. In anni più recenti
è stato uno dei promotori delle iniziative della galleria d'arte
"Dieda" di Bassano.
Con la sua scomparsa viene meno non solo una frequente figura di intellettuale
sempre pronto a spendersi sul piano della promozione culturale e dell'impegno
civile, ma anche una persona di grande comunicabilità e fascino
personali la cui mancanza lascia un vuoto profondo in tutti coloro
che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e apprezzarne la qualità
ed il lavoro.
(da Il Gazzettino, 29.VIII.2006)
I testi critici di Tiziano Santi pubblicati in Arte.Go:
Perpetuum Mobile
Museo Umbro
Apollonio,
Dare Ombra,
Vivere e Rivivere,
Il
Pasto Estetico,
Corpo Vile Corpo Glorioso,
Le Case dell'Essere,
L'Essere
dell'Apparenza,
Deterritoriale
(Ciervo),
Deterritoriale
(Zappalorto),
A Porte Socchiuse,
Oscar e i
suoi Nipoti,
Arte Cinetica,
La Testa priva
di Zavorra,
Ritratto
d'Artista,
Terapie,
Blue
Cosmologies,
Liberazione
dell'amore,
L'Immagine
Forte,
Pas De
Deux,
... |
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Blue Cosmologies
La mostra propone due momenti fra i più significativi
di questo aspetto dell'attività dell'artista che si snoda
in un lasso di tempo venticinquennale: una selezione di stampe
della serie intitolata 7. 7. 73 e 9 dei 14 quadri del ciclo
Blue Cosmologies. |
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Arte Cinetica
Il
rapporto che i movimenti "razionalistici" intrattengono
con le avanguardie storiche è un problema molto vasto
ed articolato che è lungi dall’essere completamente
approfondito, come non è ancora risolta la problematica
assai complessa della ... |
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A Porte Socchiuse
Questa mostra è il risultato di una storia, di lunghe
discussioni e di una annosa amicizia.
Parlando e discutendo si mette a fuoco talvolta uno spunto,
si ripetono delle frasi.
Nei discorsi di Oscar ricorrono queste due espressioni... |
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Le Case dell'Essere
Costa
vuole dirigersi verso quella "stanza antica", allargata
a dismisura eppure affollata di cose, zeppa di sentire eppure
solitaria, in cui tutto è netto eppure sfuma di continuo,
in cui fra vita e morte non c'è distinzione, ... |
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Corpo Vile e Corpo Glorioso
Il
corpo sembra poter diventare una superficie informatizzata,
un corposegno totalmente formalizzato, come viene in qualche
modo preannunciato nella top model o nel body-builder.
Si apre un orizzonte postumano, ... |
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Dare Ombra
Per
orientarsi in quel mitico continuum che è la storia dell'arte
e nell'attuale selva di centinaia di migliala di artisti e milioni
e milioni di opere d'arte è indispensabile innanzitutto
uscire da quella, pur affascinante, "histoire bataille"...
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Fluxus Art
Emmet
Williams afferma che FLUXUS non è stato ancora inventato;
Philip Corner sostiene che meno ne sappiamo meglio è;
Ben Patterson osserva che se vi è un bel po' di gente
che dice di sapere di che cosa si tratta, ovviamente si sbaglia.
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L'Immagine Forte
L'immagine,
in senso forte, può essere intesa come ciò che
provoca la realtà a presentarsi, rivelando la realtà
nel suo essere altro. E' la lezione del doppio, l'immagine più
adeguata per antonomasia, il trompe-l'oeil, che inquieta sempre
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