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Presentazione
La pittura veneta esprime un espressionismo non tanto come categoria
storico-artistica, bensì quale categoria "spirituale"
che coinvolge lo stesso pensiero culturale e letterario quale atteggiamento.
Il che ne ha fatto discendere un'applicazione concettuale che si è
estesa anche alle altre forme d'arte non obbligatoriamente figurative
come l'informale e l'astratto.
Basti ricordare qui come in Venezia ci fosse l'Espressionismo Astratto
importato da Peggy Guggenheim direttamente dagli Stati Uniti ed al
quale si ispirarono il Tancredi, il Bacci, Santomaso e certo Afro,
tutti veneti.
Infine gioca pure la crisi del giudizio critico di fronte all'opera
d'arte in genere che è essa stessa mutata spesso in testo culturale
e che pone problemi di "collocazione estetica" non indifferente.
La coesistenza di più situazioni artistiche poste sullo stesso
piano con le medesime ragioni di esistenza, crea una situazione storica
senza differenze particolari o probabilmente concettualmente non contrastanti
anche se non affini.
Tutto è accettabile! Siamo con ogni probabilità di fronte
ad una situazione culturale e spirituale di fine epoca molto vicina
o analoga al nostro periodo "Barocco".
Dove solo ora a distanza abbiamo o si è potuto definire quel
coacervo di stili in un unico stile assunto sotto la forma del Barocco,
quale concetto di unità spirituale e ideologica.
Pertanto vanno recuperate alcune dualità come concetti polari,
non tanto di confronto, ma come situazione categoriale dentro un sistema
formato a costellazione, fatto cioè di sottosistemi in un sistema.
Si può pertanto ragionare sulla crisi fra significato e significante
o fra colore e disegno, adducendo a criterio estetico, nel tentativo
di una formulazione epocale, l'equazione di Renato Barilli riferita
ai due poli, o gradi di misura, quali i concetti di Caldo e Freddo.
Dirimendo così nell'attuale area veneta, dalle origine della
sua modernità alla contemporaneità post moderna due
filoni artistico-estetici come appunto quelli del Caldo e del Freddo,
che ci aiuteranno a contenere e meglio comprendere una pittura che
passa dall'800 alla modernità con Cosimo Privato e Fioravante
Seibezzi, passando poi per una figurazione espressionista e arrivando
sino ad una pittura informale con punte che sfondano fino ad un astratto
oggettuale.
(Boris Brollo - estratto dal testo critico)
Artisti
presenti
PITTURA:
Vittorio Basaglia,
Giorgio Celiberti,
Paolo Del Giudice,
Max Gaudenzi,
Mario Guadagnino,
Roberto Joos,
Cesco Magnolato,
Marco Novati,
Riccardo Schweizer,
Moreno Fortunato,
Pino Guzzonato,
Anna Lombardi,
Natà,
Franco Ule,
Giancarlo Venuto,
Pierluigi Ceola,
Lino Dinetto,
Cosimo Privato,
Fioravante Seibezzi,
Masi Simonetti,
Antonio Sofianopulo,
Federico Chiecchi,
Eugenio Degani Zerman.
CERAMICA:
Graziano Alberti,
Gloria Bagnara,
Paola Gasparotto,
Massimo Gelonese,
Antonietta Manea,
Nicoletta Paccagnella,
Vania Sartori,
Vittore Tasca,
Antonio Bernardi,
Mariano Fuga,
Francesco Rigon,
Bruny Sartori,
Giancarlo Scapin,
Enrico Stropparo.
ORO:
Piero De Martin,
Pino Guzzonato. |
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Vittorio Basaglia 
Marco Novati 
Pino Guzzonato 
Franco Ule 
Giancarlo Venuto 

Paolo Del Giudice 
Mario Guadagnino
Informazioni
La mostra si è svolta dal 30 novembre al 9 dicembre 1990,
presso il Palazzo Saint Benin - Aosta.
Organizzazione generale: Biblioteca Cominiana.
Tratto dal Catalogo: Pier Luigi Rebellato.
Titolo Originale: "Serenissima
- Dall'espressionismo veneto al post-moderno".
Presentazione: Augusto Fosson.
Curatore: Boris Brollo.
Testi critici: Valerio Dehò, Tiziano Santi, Boris Brollo,
Mario Pinton, Enzo Dose. |
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