ARTE.GO  
Indice Artisti
news > eventi > artisti > mostre virtuali > multimedia > iniziative > archivio > partecipa > servizi > info
> mostre virtuali > uniformi militari > sala 2 > sala 3 > sala 4 > sala 5
Uniformi Militari - Sala 3

Art Book

Vinilica - Dischi Usati

Hyper Book

Hyper Art

Wikipedia - L'enciclopedia libera
 
  Museo Storico dell'Arma di Cavalleria

Uniformi CavalleriaIl Museo Storico dell'Arma di Cavalleria ha sede in Pinerolo nell'antica Caserma Principe Amedeo, ora Generale Fenulli, eretta per volere ed a spese della Città a partire dal 1845.
La vasta esposizione di reperti, che di giorno in giorno si arricchisce grazie a nuove donazioni, lo rende uno tra i più ricchi Musei d'Arma d'Europa. Nell'utilizzazione degli spazi e nella sistemazione dei reperti, si è cercato di conseguire un filo storico caratterizzato da senso logico e cronologico.
Al piano terra sono stati riuniti carri, carriaggi, selle, gualdrappe ed è stata curata la ricostruzione di una mascalcia reggimentale.
Al primo piano sono esposti Stendardi, Bandiere, bronzi, argenti, quadri, stampe, fotografie, decorazioni ed una ricca raccolta di uniformi risalenti al periodo che intercorre tra l'inizio delle Guerre per il Risorgimento Nazionale ed i giorni nostri.
Il secondo piano è stato dedicato alle Campagne Coloniali ed alle due Guerre Mondiali ed una delle sue gallerie è stata riservata all'esposizione delle armi bianche e da fuoco, africane ed europee.
Interessante il Polo Culturale, costituito da una Biblioteca Militare e da una Biblioteca del Cavallo, che custodiscono importanti e rare opere dei secoli XV, XVI, XVII, XVIII e XIX e la Fototeca nella quale è conservata una ricca documentazione fotografica, attraverso la quale è possibile ripercorrere la vita della Scuola e dell'Arma dal 1861 ad oggi.
Nel Museo Storico dell'Arma di Cavalleria (tre piani espositivi, circa 5000 mq. di ampiezza, 33 sale), il visitatore attento può percorrere tre itinerari diversi:
* Il primo riguarda l'evoluzione dell'uniforme italiana di Cavalleria dal 1861 ai giorni nostri osservata attraverso l'esame di centinaia di fotografie antiche, quasi sempre inedite, corredate da approfondite didascalie, disposte su ben 18 espositori piani.
* Il secondo affronta il tema delle uniformi, i copricapo ed i loro accessori, in uso dall'Unità d'Italia ad oggi, illustrati attraverso lo stralcio dei Giornali Militari dell'epoca e la riproduzione delle relative tavole sinottiche, conservati in circa duecento vetrine espositive.
* Il terzo percorso è dedicato alle Medaglie, Decorazioni e gli Ordini Cavallereschi di cui furono insigniti più frequentemente gli Ufficiali dell'Armata Sarda prima e del Regio Esercito poi, anch'essi corredati da ampie schede informative.
Il Museo, molto frequentato da scolaresche e gruppi organizzati, non solo piemontesi, ospita spesso comitive di stranieri, e ciò a dimostrazione di quanto la Scuola di Cavalleria sia conosciuta all'estero.
Tale Istituto infatti, negli anni compresi tra l'inizio del '900 e lo scoppio del secondo conflitto mondiale ospitò i migliori cavalieri di ben 33 Nazioni, venuti a Pinerolo al fine di apprendere il nuovo metodo di montare a cavallo ideato dal Capitano livornese Federigo Caprilli.
Al centro della città vecchia si può visitare il Duomo, di tipica impronta piemontese, dalla struttura gotica quattrocentesca, e la Collezione Civica d'Arte a palazzo Vittone, situato nella centrale piazza Vittorio Veneto.

Il Museo ha sede a Pinerolo (TO) in via Giolitti, 5
ed è visitabile nei seguenti giorni:
martedì e giovedì:
dalle ore 09.00 alle ore 11.30 e dalle 14.00 alle 16.00;
domenica:
dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00.
I giorni di chiusura sono:
il lunedì, mercoledì, venerdì e sabato, l’1 e 6 gennaio, la domenica ed il lunedì di Pasqua, il 25 aprile, il 1° maggio, il 2 giugno, il 15 agosto, il 1° novembre, l’8 - il 25 - il 26 ed il 31 dicembre.
Eventuali visite da parte di scolaresche o gruppi organizzati (minimo 10 persone) possono essere effettuate prevî accordi con la Direzione (tel. 0121 376344), su richiesta, anche nei giorni di non prevista apertura.
L'ingresso è gratuito.


Aeronautica: Museo Storico

Nel 1913, su iniziativa dell’allora Maggiore Giulio Douhet, Comandante del Battaglione Specialisti del Genio, venne costituito il primo museo aeronautico con sede nel Castel S. Angelo in Roma, dove gia si trovava il Museo storico del Genio.
In esso venne raccolto tutto il materiale storico relativo all’attività aeronautica in Italia dal 1884 in poi, dall’anno cioè della costituzione, in Roma, della prima Sezione Aerostatica nell’ambito della Compagnia del Genio.
Nel 1933, dieci anni dopo la creazione dell’Aeronautica Militare come Forza Armata, il materiale storico aeronautico esposto in Castel S. Angelo venne trasferito, sempre in Roma, nelle casermette della Batteria bassa sul Tevere per passare, nel 1939, in una sede più adatta sul lungotevere delle Vittorie.
Durante ed immediatamente dopo la seconda guerra mondiale, purtroppo, molto materiale aeronautico di estremo interesse storico, in special modo velivoli e motori, andò perduto irrimediabilmente.
Dal 1950 in poi, negli anni della ricostruzione, cominciò tuttavia a manifestarsi nuovamente l’idea di un Museo Storico Aeronautico, a similitudine di quanto si era già realizzato o si stava realizzando, nello stesso campo, presso diversi Paesi stranieri; ecco pertanto i primi tentativi di ricercare una sede idonea e definitiva al Museo stesso.
Ma le soluzioni adottate, praticamente fino al ’77, furono sempre di carattere provvisorio e frammentario e non consentirono, nel frattempo, la conservazione di esemplari di velivoli, motori ed altro materiale veramente significativi per la storia dell’aeronautica italiana.
Una prima sede del Museo storico A.M. sembrava, nel 1961, il «Palazzo della Vela» di Torino, preso in affitto ed utilizzato dall’A.M. per lo scopo fino al ’74, anno in cui la locale amministrazione comunale reclamò l’edificio per un altro impiego.
Anche la soluzione di costituire a Milano una Sezione Aeronautica presso il Museo della Scienza e della Tecnica non fu adottata, a causa dell’altissimo costo richiesto per la costruzione ex-novo delle infrastrutture necessarie.
Il materiale storico aeronautico, di proprietà della Forza Armata, venne pertanto trasferito quasi totalmente presso l’aeroporto di Vigna di Valle dove era già stato costituito, a cura della stessa A.M., un Centro di raccolta del materiale storico e scientifico del volo.
Mentre il problema restava ancora irrisolto, si ripresento la necessità da parte dell’Aeronautica di ricercare in proprio ed al più presto una sede dove poter finalmente raccogliere ed esporre – preservandolo così dalla distruzione, dovuta agli agenti atmosferici e alla mancata manutenzione – tutto il materiale aeronautico di interesse storico e scientifico esistente e di futura acquisizione, per la radiazione dalla Forza Armata.
Verificata l’impossibilità per motivi economici di adottare soluzioni entro i grandi centri urbani, considerando anche l’eventuale utilizzazione di aree demaniali, si giunse cosi nel 1975 alla scelta di Vigna di Valle dove peraltro esisteva la possibilità di impiegare infrastrutture gia esistenti con un onere finanziario relativamente contenuto.
Su questo aeroporto, divenuto ai primi del ’900 sede del Cantiere Sperimentale Aeronautico – fu realizzato, nel 1907, il primo idroplano di Crocco e Ricaldoni ed ebbero luogo i voli di collaudo di tutti i dirigibili italiani.
Divenuto successivamente, fino al 1945, Centro Sperimentale per gli idrovolanti e per l’armamento navale, fu poi sede di un gruppo di volo del Soccorso Aereo. Oltre al Museo Storico, Vigna di Valle comprende oggi il «Centro di Selezione del Personale A.M.» ed il «Centro sportivo dell’A.M.».
In un prossimo futuro e prevista anche la costituzione, presso l’aeroporto di Guidonia (ex Montecelio-Roma) – sede durante le due guerre del Centro Sperimentale dell’Aer. Ital. – di un Museo della Scienza e della Tecnica del volo, dove troveranno posto, oltre ai velivoli sperimentali italiani, i velivoli storici plurimotori che, per le loro dimensioni, non sarà possibile trasferire a Vigna di Valle.
A giusto riconoscimento, infine, va ricordato che l’attuale Museo Storico A.M. e stato realizzato in tempi brevissimi grazie alla sensibilità per la storia aeronautica del Gen. G. Pesce, al tempo Sottocapo di Stato Maggiore, che – con la piena adesione dell’allora Capo di Stato Maggiore Gen. D. Ciarlo – si avvalse della collaborazione di altri ufficiali quali il Gen. A. Nencha, il Col. E. Ripamonti, il Col. R. Gasperini, il T.Col. V. Zardo ed il Magg. A. Rampelli.

Per raggiungere il Museo Storico A. M. da Roma, bisogna seguire la Via Cassia fino a La Storta ed inserirsi sulla Braccianese - Claudia da percorrere per 18 chilometri sino al bivio, situato sulla destra, per Vigna di Valle. Sempre lungo la Braccianese - Claudia si può uscire in località Osteria Nuova e proseguire per Anguillara Sabazia, da dove, percorrendo il Lungolago si giunge a Vigna di Valle.
Altro percorso alternativo è quello che si può seguire provenendo dalla Via Aurelia per poi immettersi sulla Braccianese - Claudia e percorrerla verso Roma sino al bivio di Vigna Valle.
(da: http://www.aeronautica.difesa.it)
 
Informazioni

Immagini tratte da
"Tavola del Codice Cenni" - proprietà dell'Ufficio Storico dell'Esercito

Cd-Rom Uniformi Militari
Richiedi il Cd-Rom con tutte le immagini a 25,00 Euro + Spese di Spedizione Postali
 

 

Museo Virtuale Guarda anche l'Esposizione Virtuale 3d
Uniformi Militari
Le Tavole del Codice Cenni


free download
(file eseguibile, 29.3 Mb)

 Uniformi, copricapi e distintivi vari (1871)
Uniformi, copricapi e distintivi vari (1871)

In alto, da sinistra, Soldato del Treno, Trombettiere, nuove uniformi per Fanteria di Linea, Granatieri, Disciplina, Scuole (tenuta da pioggia, piccola tenuta, grande tenuta). Al centro, da sinistra, berretto all'italiana, particolari dei distintivi di grado sulle maniche, Ufficiali inferiori e superiori, fregi dei berretti degli Ufficiali Granatieri di Sardegna, della Fanteria di Linea, della Scuola di tiro di Fanteria, della Scuola di fanteria e Collegi Militari. In basso, da sinistra, Militi a cavallo in Sicilia (Comandante in grande tenuta, Militi in piccola tenuta nell'abitato), Regia Marina, Ufficiale di Fanteria addetto alle Case Militari di S.M. il Re e dei R.R. Principi quale Ufficiale d'Ordinanza o Aiutante di Campo.
 Uniformi di Armi varie - 1871
Uniformi di Armi varie - 1871

In alto, da sinistra, Ufficiale di ordinanza del Re, progetto di uniforme per la Fanteria, Ufficiali di Stato Maggiore in grande e piccola tenuta, Artiglieria in grande tenuta. Al centro, da sinistra, Comando di Piazza, Genio in alta e piccola tenuta, Bersaglieri in piccola e in grande tenuta, Medico, Farmacista, Veterinario. In basso, da sinistra, Luogotenente Aiutante Maggiore, Colonnello, Caporale e Soldato di Cavalleria, Guardie di carcere e penali.
Uniformi varie in uso nel 1871
Uniformi varie in uso nel 1871

In alto, da sinistra, Ufficiali Medici, Farmacisti, Veterinari, Stato Maggiore, Artiglieria, Genio, Bersaglieri, Stato Maggiore delle Divisioni. Al centro, da sinistra, nuova giubba di tela, nuovi berretti alla "Figaro" per Cavalleria e Artiglieria. In basso, da sinistra, nuova divisione dell'Intendenza Militare (Ufficiale e Scrivano) e dei Generali (grande e piccola tenuta).
Uniformi varie in uso nel 1871
Uniformi varie in uso nel 1871

In alto, da sinistra, Commissario e Guardia di Sanità Marittima, Militi a cavallo in Sicilia (Milite, Comandante, Milite in tenuta estiva, Brigadiere in piccola tenuta, Vice Brigadiere in tenuta invernale). Al centro, Carabiniere. In basso, da sinistra, Colonnello in alta tenuta, Aiutante Maggiore, Maggiore, Ufficiali Superiori con spencer e in tenuta da pioggia.
 
links © dgpixel multimedia communication