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  Museo Storico dei Bersaglieri

Museo Storico dei BersaglieriIl Comune di Roma mise a disposizione i locali nel 1931 e il 18 settembre 1932 avvenne l'inaugurazione, in concomitanza con quella del monumento al Bersagliere nella piazza antistante.
Passando sotto il grande arco della Porta esterna del Vespignani si entra nel cortile interno del Museo ove sono collocati busti in bronzo dei più illustri rappresentanti del Corpo, unitamente al monumento ad Enrico Toti, il più romano tra i bersaglieri, volontario per vocazione.
Dal lato nord del cortile si accede ai locali interni in cui sono esposti i cimeli ed i ricordi relativi alla istituzione e all'evoluzione del Corpo, seguento il filo logico delle vicende alle quali parteciparono reparti di bersaglieri. Al piano terreno sono ubicati: la saletta La Marmora, il Salone d'Onore ed il Sacrario.
Nella saletta La Marmora, sotto il busto del Fondatore, sono esposte due carabine, con fiaschetta per polvere a misurazione automatica per il rapido caricamento, da lui ideate prima del 1836; uno dei due modelli fu adottato nel 1839 quale armamento base per i primi reparti di bersaglieri. Nel Salone d'Onore tra i diversi prezioni cimeli c'è la Proposizione originale, uno scritto di pugno da La Marmora per ottenere dal re Carlo Alberto la costituzione del Corpo, documento che è alla radice di tutta la sua successiva e gloriosa vicenda.
Il pianterreno si conclude con il Sacrario dedicato agli oltre centomila Caduti per la Patria; la Sala, al cui centro è esposta la sciabola che La Marmora impugnò l'8 aprile 1848 a Goito, ha nella parete di fronte un ritratto ad olio del Fondatore affiancato da due grandi teche contenenti le medaglie al valore collettivo assegnate ai reparti bersaglieri dal 1848 ad oggi.
Nei locali del primo piano sono esposti i cimeli, le documentazioni ed i ricordi relativi alle campagne del Risorgimento, dal 1848 al 1866, taluni di estremo interesse storico e documentario, quali uniformi, armi da fuoco e armi bianche personali fino ai ricordi delle campagne contro il brigantaggio nelle province meridionali dopo il 1860.
Il piano superiore del lato sud dell'edificio è dedicato, con le sue tre ampie sale, alle campagne coloniali, dal primo sbarco dei bersaglieri a Massaua, il 5 febbraio 1885, ai combattimenti di Agordat (1890 e 1893) e di Cassala (1894), alla battaglia di Adua (1896), alla spedizione in Cina (1900), alle operazioni per la conquista di Libia e del Dodecanneso (1911 - 1913), alla conquista dell'Africa Orientale (1935 - 1936).
Il piano inferiore, primo piano del lato sud, è dedicato alla 1^ Guerra Mondiale (1915 - 1918): targhe, fotografie, gagliardetti di reparto, statue celebrative, ritratti e medaglieri di comandanti e bersaglieri semplici, armi italiane ed austriache e, tra queste, la mitragliatrice che falciò, alle ore 16 del 4 novembre 1918 al Quadrivio di Paradiso, il diciannovenne sottotenente Alberto Riva di Villasanta ed i suoi bersaglieri, ultimi Caduti della guerra.
Alla 2^ Guerra Mondiale (1940 - 1945) è dedicato il pianterreno del lato sud. Sono qui raccolti ed esposti i cimeli e gli oggetti relativi ai numerosi teatri operativi nei quali i bersaglieri combatterono con tanto valore e sacrificio nella buona e nella avversa fortuna.
Il Museo affianca, alle sue strutture espositive, una biblioteca ed un archivio storico, i quali detengono rispettivametne volumi ed opuscoli rari e di edizione esaurita e documenti originali di coloro i quali militarono, in anni lontani, nel Corpo, che ci tramandano la testimonianza dello spirito, delle modalità di addestramento e dell'impiego dei suoi primi reparti.
Porta Pia è una delle vie di accesso ricavata sulle antiche mura Aureliane, le mura urbane del periodo classico. Esse sono un capolavoro di architettura militare, avviato dall'imperatore Aureliano nell'anno 271, rimasto in efficienza grazie alla cura costante dei papi per ben sedici secoli. Percorrendo le mura lungo il Corso d'Italia si giunge a Porta Pinciana e di lì a Villa Borghese.

Il Museo ha sede in Roma, Porta Pia, via XX Settembre.
Può essere visitato da gruppi o singoli il lunedì, il mercoledì e il venerdì, dalle ore 09.00 alle ore 13.30.
Si consiglia di prendere accordi preventivi con la Direzione (tel. 06 486723 oppure 06 47355522).


Museo Storico degli Alpini

Una breve scalinata conduce all'entrata, "protetta" da due cannoni controcarro da 47/32 ed un pezzo da 100/17.
All'interno, nella grande sala, nelle otto nicchie perimetrali, è raccolta in sintetiche rassegne la documentazione della storia del Corpo degli Alpini, dalla sua fondazione ai giorni nostri; mentre cimeli, pubblicazioni e materiale illustrativo vario sono esposti nelle vetrine. Sulla parete d'entrata, i grandi ritratti del Generale Giuseppe Perucchetti, ideatore del Corpo e di Cesare Battisti; la bandiera austriaca che un tempo sventolava sulla "Verruca" di Trento, e il Medagliere del Generale Giuseppe Adami. Egli, già comandante del 5° reggimento alpini nella Campagna di Russia, fu uno dei valorosi protagonisti della battaglia di Nicolajewka.
Commissario prima e Presidente poi della Fondazione Acropoli Alpina, vi dedicò tutta la sua intelligente ed appassionata attività, fino alla morte, avvenuta il 31 luglio 1964. Sulla parete di fronte il pannello raffigurante "La morte del Capitano" del conte Paolo Caccia Dominioni, con parole tratte dalla motivazione della Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria del Capitano Giuseppe Grandi del Battaglione Tirano del 5°, caduto in Russia. Negli angoli gli stendardi dei reparti e il busto de "l'Alpino".
Trofei, armi e cimeli vari sono esposti sui pilastri tra le singole nicchie. Nella saletta all'entrata del Museo, uniformi e materiale di equipaggiamento. Un breve rialzo porta al Sacrario delle Medaglie d'Oro delle Truppe Alpine. Nel mezzo, un masso del Monte Grappa; alle pareti, i nomi dei decorati delle guerre del 1896 al 1945 incisi su grandi lastre di marmo bianco; sopra, tutt'intorno, la significativa e suggestiva rappresentazione dei luoghi che furono testimoni delle gesta di guerra degli Alpini, anch'essa opera del conte Caccia Dominioni.
Nella saletta è conservato un prezioso trittico di Mario Urbani "Falchi e prede" dipinto in trincea nella 1° Guerra Mondiale. Ai lati due pezzi da montagna che hanno fatto la storia delle Truppe Alpine: il glorioso 65/17 e lo SKODA da 75/13, che accompagnò gli Alpini durante tutta la 2° Guerra Mondiale, ed oltre.

Il Museo Storico degli Alpini si trova a Trento, sulla rocca del Doss, detta anche "Verruca", che domina la città.
Il Museo è aperto, ad ingresso libero, nei giorni di martedì - mercoledì - giovedì dalle 09,00 alle 12,00 e dalle 13,30 alle 16,30. Il venerdì è aperto dalle 09,00 alle 12,00.
Il Sabato ed i giorni festivi è aperto dalle 15,00 alle 17,00 nel periodo estivo, mentre nel periodo invernale apre soltanto su prenotazione.
Il lunedì il Museo osserva il turno di chiusura
Ulteriori informazioni possono essere richieste telefonando al nr. 0461/827248 (anche fax), scrivendo alla casella postale 33, Trento, oppure all'indirizzo e-mail museoalpini@libero.it.


Museo Nazionale dell'Arma di Artiglieria

Il Museo dispone di circa 11.000 reperti che, partendo dalla preistoria, giungono ai tempi moderni. Essi sono suddivisi in diverse categorie: artiglierie e relativi accessori, modelli vari, munizionamento, armi portatili lunghe, armi portatili corte, piastre a ruota, a pietra focaia e luminello, inneschi ed accesori per armi antiche, armi bianche, bandiere, trofei vari, medaglie e quadri.
Sono presenti, inoltre, armi preistoriche in pietra e cimeli archeologici. Tra i più importanti reperti si annoverano: un'ascia bipenne risalente al 3.000 a.C., un "elmo apulo" risalente al IV secolo a.C., un "falconetto con la gioia di bocca zoomorfa" del XV secolo, un "organo manesco da 13 canne" del XVII secolo, una "pistola corta a fucile montata a stiletto", una "bombardella" in ferro battuto proveniente dal Castello di Morro del XIV secolo, artigliera più antica presenta al Museo, ed altri.
Nel corso degli anni il Museo si è notevolmente arricchito di nuovi materiali, tanto da rendere necessario l'ampliamento dell'area espositiva; quindi le artiglierie dal XVI al XVIII secolo e quasi tutti gli altri reperti sono custoditi nel Mastio, mentre quelle del XIX e XX secolo ed altri pochi cimeli sono allocati in una sede distaccata, presso un'infrastruttura militare dismessa, già Magazzino Artiglieria e Difesa Chimica, sita in via Bologna 190; contestualmente le poche sale del Mastio lasciate libere sono state destinate ad ospitare mostre tematiche.
Nei pressi del Museo, è consigliabile la visita all'armonioso complesso urbanistico di piazza San Carlo, nonché al Palazzo dell'Accademia delle Scienze, eretto nel XVII secolo, che ospita tre musei, tra i quali il notissimo Museo Egizio.

Il Museo ha sede a Torino in Corso Galileo Ferraris.
Dal 1992 il Mastio della Cittadella è precluso al pubblico, poiché privo dei prescritti requisiti di sicurezza.
I reperti possono, comunque, essere visionati da collezionisti o studiosi, previo appuntamento, telefonando alla Direzione del Museo (tel. 011 56034061 oppure 011 5629223).

 
Informazioni

Immagini tratte da
"Tavola del Codice Cenni" - proprietà dell'Ufficio Storico dell'Esercito

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Museo Virtuale Guarda anche l'Esposizione Virtuale 3d
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 Uniformi varie in uso nel 1876
Uniformi varie in uso nel 1876

In alto, da sinistra, Nizza Cavalleria, Piemonte Reale Cavalleria, Savoia Cavalleria, Reparto Stalloni, Lancieri di Novara, di Montebello, di Firenze, di Vittorio Emanuele, Guide. Al centro, da sinistra, Lancieri di Aosta, Cavalleggeri di Saluzzo, di foggia, di Alessandria, di Piacenza, di Caserta, di Lucca, di Lodi, di Monferrato. In basso, da sinistra, Squadrone Palafreni delle Scuole di Modena e di Pinerolo, Squadrone Allievi della Scuola di Pinerolo, Genova Cavalleria, Lancieri di Aosta, Artiglieria e Genio.
 Guardie Comunali Daziarie negli anni 1870
Guardie Comunali Daziarie negli anni 1870

In alto, da sinistra, Guardia Daziaria di genova, Sampierdarena, Milano (Ufficiale, Guardia in tenuta giornaliera e in grande tenuta), Roma, Como. Al centro, da sinistra, Guardia Daziaria di Bergamo, Napoli, Ancona, Bologna (anche Faenza, Imola e Modena), Padova, Venezia, Vigevano. In basso, da sinistra, Guardia Daziaria di Udine, Monteleone.
 Uniformi, distintivi, ornamenti, bardature - 1879
Uniformi, distintivi, ornamenti, bardature - 1879

In alto, da sinistra, Amministrazione Forestale (Ispettore in tenuta d'inverno, Ispettore Superiore in grande tenuta, Alunno forestale in piccola tenuta, Ispettore in piccola tenuta, Alunno forestale in grande tenuta, Guardia in pastrano, Guardia in mantella a cavallo, Brigadiere a piedi in grande tenuta, Guardie in piccola tenuta estiva e in tenuta di servizio, Guardia di Comune o Provincia), stemma dell'Amministrazione, elmo per Ufficiale, coltello da caccia per Alunni del R.Istituto Forestale. In basso, da sinistra, particolari di paramani e colletto per Ispettori e Sottoispettori, spada per Ufficiali, oggetti di bardatura.
Uniformi, fregi e distintivi vari - 1884
Uniformi, fregi e distintivi vari - 1884

In alto, da sinistra, allievi della Scuola di Applicazione di Sanità in Firenze, particolari delle stelle e dei berretti della Milizia Territoriale (Sottoufficiali e Soldati di Fanteria di Linea, Alpini, Artiglieria, Genio, Sussistenza, Sanità) e delle Compagnie di Sanità e speciali di Disciplina. Al centro, da sinistra, Carabinieri Reali (trombettieri a cavallo e a piedi, Vice Brigadiere), Alpino Territoriale, sciabola e sega per portaferiti, Ufficiali di Contabilità e di Artiglieria della Milizia Territoriale. In basso, sopra, particolari dei distintivi dei Timonieri (Sottufficiale e Caporale) e dei Furieri della R.Marina; sotto, particolari delle nappine e dei fregi dei copricapi e delle spalline delle uniformi della Milizia Mobile (Fanteria, Artiglieria, Genio, Bersaglieri, Sanità, Sussistenza, Alpini, Cavalleria).
 
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