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Emilio Vedova - 1986

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  Presentazione

Emilio VedovaPossono i quadri portare in sé l'impronta del luogo dove sono stati fatti?
Mi sono posto questa domanda dopo esser tornato da un viaggio a Dublino, in Irlanda: «riverrun past Eve and Abram's, from swerve of shore to bend of bay...» («fluido fiume, dai tempi di Adamo ed Eva, da scarto di sponda a curva di baia ...»).
Ho sentito gli irlandesi parlare la loro lingua, - non solo l'inglese, ma anche, impresso nella melodia della voce, l'antico gaelico che da il suo ritmo meravigliosamente cupo al loro inglese.
Li ho sentiti parlare per la strada e nei pubs, e mi sono accorto che potevo leggere e capire «Finnegan's Wake» un po' meglio di prima.
Come sarebbe stato parlare con James Joyce?
Ma posso andare a Venezia, la Serenissima, piena di suoni umani, - come quella prima volta che andai a trovare Emilio Vedova, qualche anno fa', in marzo.
Emilio Vedova - Emerging '82-8 Una foschia sottile stesa sulla laguna, si muoveva quasi andasse alla deriva, lenta come profumo si diffondeva nei canali più stretti.
Dalla chiesa della Salute dovevamo farci strada attraverso strette calli dove i nostri passi risuonavano chiari, distinti, come se non ci appartenessero più - tanto profondo era il silenzio che ci circondava.
La casa di Vedova è un labirinto come la città che la circonda.
Semplicemente: la città continua dentro la sua casa - e il «viaggio» attraverso questa casa, - in realtà un 'amalgama' di case, per arrivare fino allo studio del pittore è un'avventura...
per corridoi oscuri, su e giù per scale scricchiolanti, attraverso stanze piene di disegni, poi per un ballatoio lungo un muro esterno - è come andare per una stampa di Piranesi - entrando ancora da una finestra nella casa accanto, giù per un'altra scala, e, infine, eccoci in uno studio molto grande, dai soffitti altissimi.
Lo studio di Mondrian era chiaro come un prisma.
In questo di Vedova troviamo un caos ordinato.
Emilio Vedova - Non dove '85-II I suoi quadri farebbero grande impressione dovunque; i quadri infatti sono di per sé «mobili», spostabili da un luogo all'altro, articolati in ambienti diversi, per trovare la loro strada nel mondo e per aggiungere qualcosa alla loro biografia.
Ma nello studio dell'artista si vedono al meglio.
Sotto l'alto tetto, in piena luce diretta, ci appaiono stranamente segreti, malgrado siano molto grandi: intimi, penso, perché lavorati a diretto contatto: pennellate, colori..., un colpo di pennello ne sfregia un altro -, tutti questi particolari hanno quasi l'intimità, l'atmosfera di un disegno.
Questa è stata sempre la qualità della pittura veneziana; è qualcosa che deve avere a che fare con l'ambiente.
Venezia è come una casa, con corridoi e passaggi, stanze e lucernai, voci, e musica nella stanza accanto, dietro l'angolo.
In una casa ci si «muove» in modo diverso; e la pittura di Vedova è strutturata attraverso uno specifico tipo di movimento, esuberante e, nello stesso tempo, attento.
Emilio Vedova - Emerging '82-6 Qualcuno poi mi disse che la pittura di Vedova era di un espressionismo vecchio stile.
A tale giudizio io non posso replicare perché è meschino e, in ultima analisi, si basa solo su una concezione dogmatica di qualche altro stile.
Mi è impossibile pensare così: per categorie.
Io so che Vedova possiede l'inquietudine del vero artista moderno, che sa che la sua arte non può essere sempre uguale perché in continuo dibattito con l'arte che la circonda.
Un quadro, un'opera, deve sfidare ciò che noi crediamo essere arte, deve opporre una resistenza contro le estetiche accettate.
Questa, dopo tutto, è la causa, il modo, per cui l'arte moderna è nata, e non c'è nessuna ragione, «specialmente oggi», di abbandonare questo ruolo controverso e polemico.
Per un certo periodo, negli anni 'Sessanta' e nei primi 'Settanta', Vedova smise di fare questo tipo di pittura'.
C'è ritornato quando sentì l'esistenza di una sua nuova necessità di espressione.
Ma non è certo la stessa pittura di allora: ora è molto più dura, e molto meno fisica.
I colori sono molto più freschi.
Vedova, però, non ha cambiato il suo occhio.
Le sue opere, i suoi quadri, sono «aperti» come quelli di Tintoretto, come quelli di Piranesi, e sono ancora una grande avventura, piena di rischio.

Rudi Fuchs
(1984)




Emilio Vedova - Particolare... e gli "oltre"?
dischi intrappolati? che eccedono? ...sbandano, debordanti...
Quella terra-di-nessuno - grigio, illimitato neutro-,
d'improvviso emersa a realtà tanto-quanto,
nel filo del separato l'ambigua conflittualità il precario...
negli "oltre" il senso dell'imprendibile limite,
dello sporgersi oltre...
Dal fare, l'interrogativo del dopo-, le possibili "teorie" sempre del dopo -, interrogativi sospesi, sincopati, ...trampas -, ...
fermenti latenti di nuovi inneschi, di non facili prese,
di impulsi strasversi
 

Emilio Vedova - Opera
"Senza titolo - rosso '85"
1985 - 272x272 - pittura su tela
Emilio Vedova - Opera
"Di umano '85 III"
1985 - 280x280 - pittura su tela
Emilio Vedova - Opera
"... da dove ... '83-5"
1983 - 235x235 - pittura su tela
Emilio Vedova - Opera
"Registrazione '83-4"
1983 - 235x235 - pittura su tela
Emilio Vedova - Opera
disco "Non dove '86 III (Op.6)"
1986 - d.280 - pittura su legno (bifrontale)


Links Correlati

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Emilio Vedova. Absurdes Berliner Tagebuch '64
Emilio Vedova. Arbitrii luce...
Emilio Vedova. Grafica e Didattica
Emilio Vedova. Oltre
 

Informazioni

Emilio Vedova - Catalogo
Tratto dal catalogo
"Vedova" - Collana "Attraverso le avanguardie" n.8 -
Edizione Galleria d'Arte Niccoli - Parma - 1986
 
 
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