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Erotismo iconografico,
ironia e satira politica
Vintage
è una serie di stampe multi - cromatiche risalenti alla metà
del 1800.
I soggetti, altamente erotici, sono al tempo stesso pruriginose situazioni
lussuriose e forti critiche sociali e politiche.
Infatti i contenuti ed i protagonisti delle "vignette" sono
indirizzati al clero, all'apparato militare e ai "nobili"
signori dell'epoca.
Le didascalie sottolineano ed evidenziano, con elevata fantasia e
capacità da parte dello sconosciuto autore, la forte satira
che traspira da queste immagini.
Le stampe sono conservate in ottimo stato, sono parte di una collezione
privata e sono in vendita a lotto unico. La dimensione di ogni stampa
è all'incirca di 38x30 centimetri. Erotismo
letterario CASANOVA
Nelle sue Memorie egli dice: "Quando si avvicinò l'ora
mi recai nel tempio dell'amore. Mentre attendevo la mia dea, mi divertii
a curiosare fra i libri di una piccola biblioteca che si trovava nel
boudoir. Non erano numerosi, ma scelti con cura e degni del luogo
in cui si trovavano. Vi era là ogni genere di scritti contro
la religione e tutto ciò che le penne voluttuose hanno scritto
sulle gioie dell'amore: libri corruttori che fanno ardere il lettore
e gli fanno desiderare di conoscere la realtà di cui quei libri
descrivono solo l'immagine. Molti volumi in folio riccamente rilegati
contenevano solo incisioni lascive. Il loro grande pregio tuttavia
stava nella purezza del disegno, piuttosto che nell'oscenità
delle posizioni. Si trattava delle incisioni inglesi per Le portier
des Chartreux, le immagini per l'Aloysia Sigaea
Toletana di Meursius e tutti erano di rara bellezza. Inoltre, numerosi
piccoli quadri coprivano le pareti dello studio: opere d'arte nello
stesso stile delle incisioni in rame. Era ormai un'ora dacché
mi ero immerso nella contemplazione di queste cose, ed ero notevolmente
eccitato, quando vidi apparire la mia amata (M.M) in vesti maschili".
VALERIO CATULLO "Celio, la Lesbia mia,
quella Lesbia,
che amò, lei unica, Catullo più
di se medesimo, di tutti i suoi,
or pe'quadrivii, per gli angiporti
munge i magnanimi figli di Remo." ARMAND COPPENS
MEMORIE DI UN VENDITORE DI LIBRI EROTICI (1969) "Faceva molto
caldo nella soffitta e, dato che la maggior parte delle ragazze aveva
bevuto abbastanza, cominciarono. Naturalmente, il fatto non era particolarmente
degno di nota, dato che nella maggior parte delle feste le donne si
spogliano e se ne vanno in
giro nude alla prima opportunità. Lo strano è che pochissimi
uomini seguono il loro esempio e quelli che lo fanno sono noti esibizionisti.
Elise, la lesbica, si era denudata completamente ed era meravigliosa,
con quel viso da ragazzo, i corti capelli biondi, il corpo snello
ed i seni aggraziati. Così nuda, si gettò senza esitazione
tra la folla dei danzatori in cerca di quel che le piaceva, una ragazza,
che, in quel momento, stava ballando con barra." MATTIA
CORVINO "Le donne del popolo si lamentano anche
presso le autorità ché il loro pascolo è diventato
troppo magro, le donne di strada e le serve mangiano giornalmente
una parte del loro pascolo...
Si lamentano anche delle monache, che possono così agevolmente
saltare il fosso, perché quando vanno a farsi salassare o al
fiume invitano il cavaliere Corrado." MARGUERITE
DURAS
L'AMANTE (Feltrinelli Editore, Milano 1985) "Mi guarda parlare,
mi fissa contempla la mia bocca mentre parlo, sono nuda, mi accarezza,
forse non mi ascolta neppure, no so... I baci sulla pelle fanno piangere
e sono una consolazione. In casa non piango. Quel giorno in quella
camera le lacrime mi consolano del passato e anche dell'avvenire...
Piango, appoggia la testa sul mio corpo e piange perchè mi
vede piangere.
Mi siedo accanto a lei. Sono sopraffatto dalla bellezza del suo corpo
appoggiato contro il mio. E' un corpo sublime, libero sotto il vestito,
a portata di mano. Seni come quelli non li ho mai visti, non li ho
mai toccati. E' impudica Helene Lagonelle, e non se ne accorge, va
in giro nuda per i dormitori. Una delle cose più belle che
Dio abbia creato è il corpo di Helene Lagonelle, incomparabile,
con quel suo equilibrio tra statura e i seni sporgenti che sembrano
esistere per se soli, separati dal corpo.
Nulla è più straordinario di questa rotondità
dei seni portati come un accessorio e offerti alle mani altrui.
La guarda a occhi chiusi continua a guardarla. Respira il suo viso,
respira la fanciulla ad occhi chiusi ne respira il respiro, l'aria
calda che esce da lei. Discerne sempre più vagamente i contorni
di quel corpo, un corpo diverso dagli altri, ancora non finito, che
continua a crescere nella camera, ancora incondito, ad
ogni istante continua a formarsi, non è soltanto dove lo vede
ma anche altrove, si estende oltre la vista, verso il gioco, la morte
è duttile, partecipa tutto al piacere come se fosse adulto,
se ne avesse l'età, senza malizia, è di un'intelligenza
spaventosa.
Potrei illudermi, credere di essere bella, di appartenere alla categoria
delle donne belle e ammirate, perchè davvero tutti mi guardano.
Ma io so che non si tratta di bellezza, ma di qualcosa d'altro, di
qualcosa di diverso, che appartiene forse allo spirito. Sono come
voglio apparire anche bella se gli altri lo vogliono, o carina, carina
diciamo per i famigliari. E crederci. Anche credere che sono affascinante."
GUSTAVE FLAUBERT
MADAME BOVARY "Era così triste e così calma,
così dolce a un tempo, e così riservata che vicino a
lei si era presi da un fascino glaciale come nelle chiese si rabbrividisce
sotto il profumo dei fiori misto al freddo dei marmi.
... Continuava però a scrivergli lettere amorose, ligia all'idea
che una donna deve sempre scrivere al suo amante. Ma, mentre scriveva,
essa vedeva un uomo diverso, un fantasma fatto dei suoi ricordi più
forti; e quest'uomo diventava alla fine così vero, così
accessibile, ch'ella ne vibrava meravigliata, senza riuscire tuttavia
a immaginarlo nettamente, tutto egli si perdeva, come un Dio, sotto
l'abbondanza dei suoi attributi. Abitava il paese azzurro dove le
scale di seta oscillano ai balconi sotto il soffio dei fiori, al chiarore
della luna. Essa lo sentiva vicino, stava per venire, e l'avrebbe
rapita tutta, in un bacio. Poi ella precipitava a terra, affranta:
perchè quegli impeti d'amore vago la stancavano più
di grandi lussurie." |
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Il ballo angelico 
La fedeltà premiata 
La piramide lussuriosa 
Preparativo al bersaglio 
La Rivista
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