ARTE.GO  
Indice Artisti
news > eventi > artisti > mostre virtuali > multimedia > iniziative > archivio > partecipa > servizi > info
> mostre virtuali > vorrei un di riviver la mia vita
Vorrei un di riviver la mia vita - Oscar Girardin

Art Book

Vinilica - Dischi Usati

Hyper Book

Hyper Art

Wikipedia - L'enciclopedia libera
 
  Vivere e Rivivere

LA LOCANDINA"Cominciavo a vivere solo quando mi guardavo come un morto."

(J.J. Rousseau)












L'essere è e non può essere; il non essere non è e non può essere.
Così la Dea, la protagonista del poema di Parmenide, nel descrivere la sfericità dell'essere immutabile ed assolutamente immobile, ingenerato ed incoruttibile, unico e sempre uguale a se stesso.


L'essere non ha passato, perché in tal caso non sarebbe più e non ha neppure futuro, perché non sarebbe ancora.

Nessuno ha espresso più icasticamente del filosofo di Elea il presupposto vitalistico del pensiero occidentale, la cui determinazione fondamentale è appunto l'equivalenza di essere e presenza.

Il divenire, il differire, l'apparire e lo scomparire sarebbero solo apparenze, "illusioni" e con loro sarebbe accidentale anche la morte.

La cancellazione delle opposizioni e l'ostracismo che la metafisica ha decretato per tutto ciò che intaccherebbe la presenza, non sono però l'ultima parola, è la presenza stessa piuttosto a rivelarsi finalmente un trompe l'oeil.

L'Uno non si concepisce senza i Molti, l'identità senza la differenza è vuota, la morte non è il semplice fuori della vita.

E' perché la vita è al suo interno abitata dalla morte, una morte differita, che sono possibili un mondo ed un linguaggio.

E' proprio la morte, come afferma Derrida, ad inaugurare l'economia di presenza ed assenza e con ciò i segni e le parole, quella struttura di ripetizione, rinvio e supplenza che è la Scrittura.

Per Heidegger solo l'anticipazione della morte può dischiuderci la serietà dell'esistenza e la verità della coscienza.

Noi però non possiamo guardare in faccia la morte, non esperiamo mai la nostra morte. Io sono me stesso solo in quanto mi rapporto all'altro, in quanto mi costituisco come ripetizione ed allegoria funebre della morte dell'altro.

"Anche nel nostro più stretto e vivente essere in noi presso di noi, siamo sempre popolati dai morti, dall'esperienza della morte altrui che ci ha costituiti come coscienze viventi, dalle lettere opache di una tradizione che non ci appartiene e che potremmo mai riportare integralmente in vita, da cripte scavate nella 'nostra' coscienza che fanno del più spontaneo vivere una mimesi del morto".

Se vivere e comprendere per noi sono inscindibili, allora il vivere è sempre autenticamente un sopra-vivere, un rivivere, il rapportarsi ad una dimensione altra da quella meramente presente, e ciò in base a quella legge che Proust elesse a chiave di volta della sua Recherche a quell'inflessibile legge che vuole che solo ciò che è assente sia immaginabile.

Ritrovare, riafferrare quelle realtà da cui viviamo lontano, quelle realtà che rischieremo di morire senza avere conosciuto e cioè semplicemente la nostra stessa vita, è possibile solo in quei territori della memoria che sono l'arte, la letteratura.

"La vita vera, la vita finalmente scoperta e tratta alla luce, la sola vita quindi realmente vissuta, è la letteratura; vita che, in un certo senso, dimora in ogni momento in tutti gli uomini altrettanto che nell'artista."

(Tiziano Santi)




L'evento

OSCAR GIRARDIN"Vorrei un dì riviver la mia vita"

… Saprei quel dì giocare la partita, non perderei nel gioco o nel rimpianto ma riderei là dove un giorno ho pianto.
Quante cose cambierei e solo te che ho veramente amato, non so perché non l'ho mai confessato saprei quel dì parlarti del mio amor…


La rassegna multimediale "Vorrei un dì riviver la mia vita" si è svolta domenica 2 ottobre 1994, con inizio alle ore 11.00, dentro "Le Motte" a S.Martino di Lupari (PD). All'inaugurazione, presenziata dal Sindaco e da Tiziano Santi, hanno partecipato oltre 500 persone.

La manifestazione si è svolta interamente all'aperto nella suggestiva area preistorica de "Le Motte".

Il percorso ha consentito ai visitatori di immergersi in uno spazio ai confini del tempo, in bilico tra la vita e la morte, nella contrapposizione tra positivo e negativo.

La prima opera "Il corteo funebre", un telo di oltre 20 metri sollevato da terra di circa 10 mt.

Attorno ad esso i suoni delle campane.

La seconda installazione "Il tavolo", lungo 15 metri, di colore nero, su cui l'artista ha sparso le foto catturate sulle tombe del cimitero del suo paese, invitandoli, in questo modo, a partecipare ad un banchetto a base di frutta (bianca e nera), vino (nero) e pane (bianco).

Da sotto il tavolo si elevava la voce e i canti di Jijo Luigi Girardin, padre scomparso di Oscar, registrata decine di anni fa su bobine.

La terza parte espositiva era rappresentata da tre opere di Giradin (rimembranze) accompagnate dal canto dei merli sempre registrato da suo padre.

Chiudeva la rassegna il video realizzato da dgPIXEL su idea dell'artista. 
 
I Video di Arte.Go Servizio DVD
DVD Euro 12,00 + spedizione

Guarda il video (bassa qualità)
Ordina il DVD con il video in alta risoluzione di questa mostra:

Oscar Girardin - Video
Frame dal Video
Oscar Girardin - Video
Frame dal Video
Oscar Girardin - Installazione
"Il Corteo Funebre"
Oscar Girardin - Installazione
"Il Corteo Funebre"
Oscar Girardin - Installazione
"Il Tavolo"
Oscar Girardin - Installazione
"Il Tavolo" - particolari
Oscar Girardin - Installazione
"Il Tavolo" - particolari
Oscar Girardin - Evento
I visitatori
Oscar Girardin - Evento
I visitatori
Oscar Girardin - Installazione

Oscar Girardin - Installazione
Curiosità e stupore
Oscar Girardin - Video
Davanti al video

Links correlati

Oscar Girardin
Catalogo delle Opere
A Porte Socchiuse
La Testa Priva di Zavorra
Oscar e i Suoi Nipoti
A Porte Chiuse

 

Informazioni

Per ogni ulteriore informazione sulle opere, sulle installazioni e sugli eventi realizzati da Oscar Girardin, potete contattare gli eredi dell'Artista:
richiedi informazioni
 
 
links © dgpixel multimedia communication