ARTE.GO  
Indice Musei
news > eventi > artisti > mostre virtuali > multimedia > iniziative > archivio > partecipa > servizi > info
> mostre virtuali > musei > apollonio > tendenza > modulo > cinetismo > percezione > colore > viewer
Museo Umbro Apollonio: Il Cinetismo



sostieni Arte.Go
Vinilica - Dischi Usati

iniziative Arte.Go


partecipa Arte.Go


 
  Il Cinetismo

Alberto Biasi - ParticolareNelle ricerche artistiche contemporanee e specialmente nella tendenza che il Museo documenta il fattore del movimento assume un'importanza decisiva.

Il termine "cinetico" infatti acquista definitivamente il diritto di cittadinanza nel mondo dell'arte negli anni '50, quando artisti-teorici come Vasarely e Agam parlano di "arti cinetiche", di "plastica cinetica" e di "arte cinetica".

A partire dal 1960 l'espressione arte cinetica entra nel vocabolario degli storici e dei critici d'arte e viene utilizzato per definire opere bi e tridimensionali in movimento reale e in movimento "virtuale", ossia di opere che si muovono effettivamente e opere in cui l'occhio dello spettatore è guidato in modo evidente, vale a dire oggetti in cui i fenomeni ottici del movimento svolgono una funzione predominante o che richiedono una partecipazione attiva dello spettatore, vuoi con il suo spostamento o con la manipolazione che va a modificarne l'assetto plastico.

Di fatto le opere d'arte cinetiche, secondo una classica categorizzazione, si possono suddividere in tre gruppi:
- il gruppo delle opere stabili con effetti ottici,
- il gruppo delle opere che richiedono il movimento fisico dello spettatore,
- e infine il gruppo delle opere che sono esse stesse in movimento. (F.Popper, L'arte cinetica, Einaudi, Torino 70).
In Italia Bruno Munari e Umberto Eco definiscono così l'arte cinetica:
"Un genere di arte plastica in cui il movimento delle forme, dei colori e dei piani è il mezzo per ottenere un insieme mutevole.
Lo scopo dell'arte cinetica non è dunque quello di ottenere una composizione fissa e definitiva."
(Arte programmata, catalogo della mostra, Milano, 1962)

Giuseppe Minoretti - Particolare L'opera d'arte cinetica può essere definita anche, secondo la nozione, introdotta da Eco, di "opera aperta", come un genere formato da una costellazione di elementi, in modo che l'osservatore può rivelare, attraverso una scelta di 'interpretazioni', differenti combinazioni possibili dunque differenti possibilità di distinte configurazioni: al limite, l'osservatore interviene effettivamente modificando la modificazione reciproca degli elementi."
(Arte programmata, cit.).

Riferendoci alla nomenclatura appena proposta, possiamo dire che alla prima categoria, quella delle opere stabili con effetti ottici, appartenga il gruppo più consistente delle opere del museo.
Se vogliamo trovare degli esempi di movimento virtuale, del cinetismo come puro fenomeno ottico, possiamo rivolgerci innanzitutto a un gruppo di opere degli artisti del GRAV che, su una superficie omogenea, con l'ausilio di forme geometriche anonime, colorate o meno, e composte a sequenza all'interno di una griglia a scacchiera, creano strutture instabili e ambiguità percettive.
Nell'opera di Julio Le Parc la serie è formata da un modulo costituito da un quadrato e un cerchio inscritto: sia la posizione del cerchio all'interno del quadrato, sia la posizione di alcuni quadrati all'interno della griglia risultano leggermente eccentriche, facendo leggere nello scacchiere una forma romboidale in rotazione.
Giorgio Scarpa - Particolare Lo stesso cinetismo è ottenuto da Francisco Sobrino mediante una serie di quadrati di diverse dimensioni e colori inscritti in altrettanti quadrati modulari, mentre Joel Stein ottiene una sequenza di vibrazioni diagonali in un lavoro in cui diventa importante la componente cromatica, essendo il modulo sempre ripetuto in modo identico a livello formale.
La percezione di un movimento rotatorio illusorio è più evidente nelle opere di Horacio Garcia Rossi e Jean Pierre Yvaral, in cui l'effetto è dato da un accrescimento progressivo e ordinato di uno stesso elemento.
L'instabilità del campo è ottenuta invece da griglie di rette parallele che si incrociano con angolazioni diverse da Francois Morellet e da Mark Verstock o da semplici incroci di fasci di linee che sembrano emanare pulsioni luminose da Franco Grignani e Edoer Agostini.
Sempre di movimento virtuale si tratta nelle opere che rivelano la loro struttura temporale relativamente allo spostamento dello spettatore e in particolare in quelle di Alberto Biasi, Hans Jörg Glattfelder, Franco Costalonga, Antonio Asis.
Biasi ottiene l'effetto marezzato con la sovrapposizione di due griglie di linee riportate su supporti diversi e distanziati, l'uno opaco e l'altro trasparente.

Mirella Forlivesi - ParticolareL'occhio dello spettatore in posizioni diverse percepisce forme e vibrazioni diverse.
Costalonga sfrutta l'effetto del rispecchiamento di un cilindretto colorato su uno specchio semisferico, che si riempie di colore in quantità variabile in ragione del punto di vista.
L'opera di Glattfelder è formata da una serie di rilievi modulari, piramidi a base quadrata, dipinti a temi diversi di colore che ad una visione frontale risultano integrati in un insieme armonico e invece si separano e si riuniscono di volta in volta allo sguardo di uno spettatore che si sposti da destra a sinistra o viceversa.
Mentre al centro si scorge la totalità delle variazioni cromatiche, ai lati l'oggetto sembra monocromatico.
Altre opere, di carattere plastico, richiedono la partecipazione attiva dello spettatore che va a modificarne l'assetto mediante la manipolazione e lo spostamento di alcuni elementi, creando così nuove configurazioni.
E' il caso degli oggetti di Nato Frascà, Mirella Forlivesi, Giuseppe Minoretti, Giorgio Scarpa, Victor Simonetti.
Per quanto riguarda l'ultima categoria, quella degli oggetti che sono essi stessi in movimento,la collezione del museo presenta come esempio un lavoro di Colette Dupriez, un oggetto tridimensionale posto in movimento da un motore elettrico.
 

Le Opere di questo Percorso

Edoer Agostini Marina Apollonio Antonio Asis
Edoer Agostini
Marina Apollonio
Antonio Asis
Alberto Biasi Ennio Chiggio Franco Costalonga
Alberto Biasi
Ennio Chiggio
Franco Costalonga
Colette Dupriez Mirella Forlivesi Nato Frasca'
Colette Dupriez Mirella Forlivesi Nato Frasca'
Hans Jörg Glattfelder Franco Grignani Edoardo Jonquieres
Hans Jörg Glattfelder Franco Grignani Edoardo Jonquieres
Julio Le Parc Giuseppe Minoretti Francois Morellet
Julio Le Parc Giuseppe Minoretti Francois Morellet
Antonio Niero Horacio Garcia Rossi Giorgio Scarpa
Antonio Niero Horacio Garcia Rossi Giorgio Scarpa
Victor Simonetti Francesco Sobrino Joel Stein
Victor Simonetti Francesco Sobrino Joel Stein
Marc Verstockt Jean Pierre Yvaral Nane Zavagno
Marc Verstockt Jean Pierre Yvaral Nane Zavagno
Guarda tutte le Opere del Museo Apollonio

Hans Jörg Glattfelder - Opera
Hans Jörg Glattfelder
Edoardo Jonquieres - Opera
Edoardo Jonquieres

Percorso di lettura

Allo scopo di orientarsi fra le opere della collezione del museo, per aprirsi un percorso interpretativo, può essere utile riferirsi a quattro elementi fondamentali che costituiscono alcune fra le chiavi di lettura privilegiate:
il modulo e la serie
il cinetismo
la percezione
il colore
 

Links correlati

Arte Cinetica
Gruppo N
 

INFORMAZIONI

Tutti i materiali sono tratti dal cd-rom "Museo Umbro Apollonio" - © Museo Umbro Apollonio - Tutti i diritti riservati - Vietata la duplicazione e la distribuzione non autorizzata.

produzione: Provincia di Padova , Settore Beni Culturali - a cura di: Tiziano Santi - realizzazione: dgPIXEL Sas, Giorgio De Novellis, Sabrina Girardin - testi: Tiziano Santi - si ringraziano : Giuseppina Dal Canton, Davide Banzato e Manfredo Massironi per aver gentilmente concesso l'uso dei loro testi e si ringraziano per la gentile collaborazione: Maria Agostini, Giuseppina Agostini, Ivano Foresta, Gianni Foresta, Oscar Girardin, Antonio Pasqualin.
 
 
links © dgpixel multimedia communication