Presentazione
La
Pinacoteca Nazionale di Bologna ha sede nella zona universitaria,
nello stesso edificio storico che ospita l’Accademia di Belle
Arti e la Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico
di Bologna, così da costituire un complesso dove si fondono
esposizione, tutela, conservazione e studio del patrimonio storico
artistico cittadino e regionale.
Con le sue trenta sale espositive, ed uno spazio adibito esclusivamente
alle mostre temporanee ed alla attività didattica, la Pinacoteca,
rinnovata ed adeguata agli standard europei, è oggi da annoverare
tra le più moderne ed importanti Gallerie nazionali conosciute
ed apprezzate all’estero.
Il suo patrimonio si è arricchito negli anni con nuove acquisizioni
statali, lasciti e donazioni di privati che hanno completato il già
vasto percorso artistico dell’arte emiliana che va dal XIII
all’ inizio del XIX secolo.
La Collezione
La collezione ha il suo nucleo principale nelle opere che provengono
dalle chiese e dai conventi bolognesi soppressi in età napoleonica,
privilegiando quindi la scuola pittorica bolognese ed emiliana dal
suo fiorire trecentesco con Vitale da Bologna fino alla pittura settecentesca
dei Gandolfi.
Non mancano però testimonianze fondamentali di artisti non
bolognesi che ebbero contatti diretti e non con la città come
Giotto e Raffaello.
Ruolo dominante e caratterizzante nella raccolta riveste l’arte
del seicento bolognese, rappresentata dai capolavori di Ludovico,
Agostino ed Annibale Carracci e dalla grandezza riconosciuta in tutto
il mondo di Guido Reni e del Guercino.
Bologna e i suoi edifici
La Pinacoteca Nazionale di Bologna sorge oggi nell'antico quartiere
San Donato che dagli inizi dell'800 rappresenta il cuore culturale
di Bologna.
Frutto del riassetto napoleonico delle istituzioni cittadine, già
nel XVIII secolo l'aria mostrava sempre più evidenti caratteri
di specializzazione culturale, fissati definitivamente con il trasferimento
delle scuole dell'antico Studio (dal 1803, Università Nazionale).
Il quartiere oggi ospita, insieme alla Pinacoteca, l'Università
di Bologna ed il suo Rettorato, la Biblioteca Universitaria, l'Accademia
delle Belle Arti e i Musei Universitari, oltre ad alcuni dei luoghi
cittadini più rappresentativi come il teatro comunale, tutti
legati, da ormai due secoli, in un armonico progetto culturale e urbanistico.
Accademia di Belle Arti
Nata ufficialmente nel 1802 come Accademia Nazionale, grazie ad una
nuova legge dell'amministrazione napoleonica che ne evidenziò
il carattere didattico, l'Accademia delle Belle Arti di Bologna ha
da sempre la sua sede nell'ex noviziato gesuita di Sant'Ignazio, affacciato
in quella via della Paglia da allora denominata “delle belle
arti”.
Nell'edificio, comprendente il convento e la chiesa progettata da
Alfonso Torreggiani nel XVIII secolo - ora Aula Magna - vennero trasferiti
i materiali appartenuti all'Accademia Clementina e le opere provenienti
da chiese e conventi soppressi a partire dal 1796.
Sarà questo il nucleo della futura Pinacoteca, legata all'Accademia
fino al 1882, data che vedrà la definitiva separazione tra
i due istituti: l'uno eretto a museo autonomo, l'altro come scuola
delle arti tuttora attiva.
L’Istituto delle Scienze e delle Arti
L’Istituto delle Scienze e delle Arti dal cui nucleo nascerà
la collezione della pinacoteca bolognese, ebbe sede unica e ideale
in Palazzo Poggi, in quella che era Strada San Donato (oggi via Zamboni).
Il palazzo, già Cellesi, poi dei signori Poggi che lo ricostruirono
nel 1549 come residenza cardinalizia, fu acquistato nel 1712 dal Senato
cittadino bolognese espressamente per ospitarvi l’Istituto,
per tutto il ‘700 unico esempio italiano capace di emulare le
esperienze delle accademie dei paesi più moderni d’Europa,
l’Académie des Sciences parigina e la Royal Society inglese.
Ancora oggi è sede del Rettorato dell’Università
di Bologna, del Museo Astronomico e, nelle sale affrescate da Nicolò
dell’Abate, dei Musei Universitari.
Palazzo Poggi
Costruito nel 1549 come residenza cardinalizia subì a partire
dal 1711 una serie di interventi architettonici resi necessari dalla
nuova destinazione dell'edificio in sede dell'Istituto delle Scienze.
Fu inoltre costruita la torre atta ad ospitare la Specola, uno dei
più importanti osservatori astronomici europei del XVIII secolo
(oggi Museo della Specola).
Nel 1930 fu ampliato con due corpi laterali ispirati a quello centrale
cinquecentesco, che contribuiscono a dare l'impressione di un fronte
continuo lungo la storica via Zamboni.
Con il riassetto napoleonico (fine '700) divenne sede dell'Università
bolognese, che ancora oggi ricorda con il Museo storico dello Studio
e dell'ottavo Centenario (1888), in cui sono esposti i significativi
documenti sulla storia dello Studio di Bologna.
Le sale del palazzo, affrescate da Pellegrino Tibaldi e Niccolò
dell'Abate rimangono oggi sede del Museo di Palazzo Poggi, dell'Accademia
delle Scienze, di uffici amministrativi e dipartimenti universitari.
Palazzo Pepoli
Costruito a partire dalla seconda metà del XVII secolo, Palazzo
Pepoli Nuovo, conosciuto dai bolognesi anche come Pepoli Campogrande
(dal nome dell'ultima famiglia che lo detenne in proprietà
prima di passarne una parte in cessione al comune di Bologna) è
uno dei maggiori palazzi di Bologna.
Affrescato nel piano nobile dai più famosi artisti del barocco
bolognese - Canuti, Rolli, Crespi e Creti - sorge lungo l'antica via
Castiglione, tuttora una delle più rappresentative del centro
storico bolognese.
Sede oggi di una sezione staccata della Pinacoteca nazionale, dell'archivio
e del servizio fotografico territoriale, raccoglie i depositi del
museo ed espone gran parte della settecentesca quadreria Zambeccari
(105 quadri) che il marchese donò alla città alla fine
del '700, “affinché rimanesse per sempre unita e conservata
a decoro del nome Zambeccari e della città di Bologna, a vantaggio
e diletto degli studiosi di belle arti e del pubblico”
Storia
Nel 1712 da un'idea del conte Luigi Ferdinando Marsili nasceva infatti
l'auspicato “Istituto delle Scienze e delle Arti” con
lo scopo di superare la vecchia struttura corporativa delle arti e
rilanciare un'idea nuova e attiva del movimento delle Accademie che
tanta forza aveva avuto in tutta Europa.
Nel nuovo istituto l'Accademia delle “oneste e liberali arti”,
poi Accademia Clementina, accudiva alla scuola del nudo e offriva
servizi al pubblico come concorsi e premiazioni.
Nel 1762 l'Istituto delle Scienze entrò in possesso di un primo
nucleo di dipinti, destinati all'Accademia Clementina. Si trattava
della cospicua donazione di Mons. Francesco Zambeccari: il nucleo
iniziale da cui avranno seguito ed incremento le raccolte bolognesiNel
1796 l'arrivo delle truppe napoleoniche cambia l'intero scenario culturale
bolognese. Per l'Istituto delle Scienze è la soppressione,
così come per molte chiese, collegi e ordini religiosi. Tra
questi il Noviziato dei Gesuiti di S. Ignazio, nella cui sede nel
1803 si insedierà la nuova Accademia delle Belle Arti di Bologna,
nata al pari di quella milanese per assumere un ruolo educativo. Il
nucleo di dipinti che l'Accademia Clementina aveva raccolto intorno
a se viene di legge trasmesso alla nuova accademia, diventandone quadreria.
Nel 1815 la caduta dell'Impero napoleonico segnò l'ora del
ritorno in patria di molte delle opere che avevano preso la via di
Parigi qualche anno prima. Numerose opere entrarono così a
far parte della collezione cittadina formando, insieme al cuore della
donazione Zambeccari e a quello dell'Accademia Clementina, il nucleo
originale dell'attuale Pinacoteca Nazionale. Del 1827 è il
primo catalogo delle opere, per iniziativa di Gaetano Giordani, Ispettore
presso la Pinacoteca. Vi venivano elencati 274 dipinti.
Dal 1817 al 1860 vari lavori di ampliamento e riqualificazione architettonica
interessarono la Pinacoteca, che rimase tuttavia legata all'Accademia
fino al 1882, anno in cui due Decreti Reali separarono gli istituti
addetti alla conservazione dei monumenti e delle opere d'arte dagli
istituti di insegnamento. Nasceva ufficialmente la Pinacoteca. Sempre
in questi anni arrivarono ad ampliare le collezioni due ingenti elargizioni:
la donazione del conte/marchese Giacomo Zambeccari forte di ben 400
quadri che andavano a correggere il panorama quasi esclusivamente
chiesastico della raccolta bolognese - in realtà datata 1788
ma vittima delle sopravvenute vicende politiche, giuridiche e statali
che ritardarono l'effettivo esercizio della donazione - e la famosa
raccolta di stampe di Papa Benedetto XIV destinata al futuro Gabinetto
di disegni e stampe che ancora oggi le conserva. Le nuove acquisizione
resero necessaria una totale ristrutturazione architettonica della
Pinacoteca e un riordino de materiali. I lavori diedero un volto nuovo
al complesso, rimasto tale fino al 1957.
Nel 1906 erano 638 i dipinti antichi esposti e 59 quelli moderni (XIX
secolo). In questi anni entrano a far parte delle collezioni interessanti
opere frutto di oculate acquisizioni, come il famoso “ritratto
della madre” di Guido Reni. Durante il conflitto mondiale buona
parte dei dipinti fu custodita presso sedi esterne, cosicché
nessuna opera fu distrutta o perduta. Intanto la progressiva opera
di restauro, riqualificazione e acquisizione di nuove opere spinse
ad una nuova e complessa ristrutturazione dell'intero itinerario espositivo
con una nuova ricomposizione museografica e teorico-storica, dovuta
a Cesare Gnudi per mano dell'architetto Leone Pancaldi. Dal 1997 al
percorso espositivo classico si sono aggiunte, nel piano interrato
dell'Edificio, le Sale delle belle Arti, locali modernamente attrezzati
per ospitare esposizioni temporanee di medio e grande respiro e accogliere
seminari e convegni.
La Pinacoteca Nazionale di Bologna sorge oggi nell'antico quartiere
San Donato che dagli inizi dell'800 rappresenta il cuore culturale
di Bologna.
Frutto del riassetto napoleonico delle istituzioni cittadine, già
nel XVIII secolo l'aria mostrava sempre più evidenti caratteri
di specializzazione culturale, fissati definitivamente con il trasferimento
delle scuole dell'antico Studio (dal 1803, Università Nazionale).
Il quartiere oggi ospita, insieme alla Pinacoteca, l'Università
di Bologna ed il suo Rettorato, la Biblioteca Universitaria, l'Accademia
delle Belle Arti e i Musei Universitari, oltre ad alcuni dei luoghi
cittadini più rappresentativi come il teatro comunale, tutti
legati, da ormai due secoli, in un armonico progetto culturale e urbanistico.
Servizi didattici
Presso la Pinacoteca Nazionale è presente una Sezione didattica
curata da due insegnanti e rivolta a studenti di ogni scuola e grado.
Il servizio è completamente gratuito, vi si può accedere
previa prenotazione telefonando tutti i giorni – sabato escluso
– dalle 12:00 alle 13:00
Per molti dei percorsi viene fornito ad ogni ragazzo un quaderno di
lavoro con domande ed immagini che guidano all’osservazione,
da utilizzare sia in galleria nel corso della visita, sia a scuola
per la rielaborazione dell’esperienza.
In sede di prenotazione si potrà scegliere il percorso preferito
tra quelli presenti nelle seguenti sezioni:
* Scuola elementare
* Scuola elementare (1º ciclo)
* Scuola elementare (2º ciclo)
* Scuola elementare (4ª e 5ª classe)
* Scuola elementare (5ª classe)
* Scuole elementari e medie
* Scuola media inferiore
* Scuole medie inferiori e biennio delle superiori
* Scuole medie inferiori e superiori
* Scuola dell’obbligo
* Qualunque ordine di scuola
* Ragazzi dai 10 ai 14 anni accompagnati da un adulto
Per maggiori informazioni
Servizi
Didattici |
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| Galleria
Immagini |
| Pinacoteca Nazionale di Bologna |
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 |
Vitale da Bologna
Gesù Cristo in pietà fra i Santi Antonio Abate
e Cristoforo |
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Michele di Matteo
San Procardo |
 |
Costa Lorenzo
Adorazione del Bambino con i Magi in lontananza(Presepio) |
 |
Raffaello
San Giovanni Battista |
 |
Vasari Giorgio
Gesù Cristo in casa di Marta |
 |
Reni Guido
Sibilla |
 |
Cagnacci Guido
Giuditta con la testa di Oloferne |
 |
Gambarini Giuseppe
Autunno(La raccolta dei bozzoli) |
Informazioni
Pinacoteca Nazionale di Bologna Via Belle Arti, 56
40126 Bologna
tel: +39 051 4209411
fax: +39 051 251368
www.pinacotecabologna.it
Orari: da martedì
a domenica e festivi 09:00 - 19:00
Lunedì chiuso
La Pinacoteca è aperta dal martedi alla domenica con
orario continuato 09:00 - 19:00.
Aperto al pubblico anche il 15 agosto e nelle festività
natalizie e pasquali.
Chiuso il lunedi, il 1 maggio e il 16 agosto.
Possibilità di accesso ai disabili:
* alla biglietteria tramite rampa;
* alle sale espositive mediante ascensore e piattaforme dedicate;
* ai servizi nelle Sale delle Belle Arti mediante ascensore
La Pinacoteca non ha al suo interno alcun punto di ristoro
ma è situata in prossimità di numerosi bar e
ristoranti.
Palazzo Pepoli Campogrande Via Castiglione, 7
tel: +39 051 229858
Orari d'apertura: Sede della Collezione Zambeccari è
aperto al pubblico nelle giornate di sabato (13.00/19.00) e
domenica (9.00/19.00).
Per studiosi e gruppi può essere aperto previo appuntamento
telefonico.
Ingresso gratuito.
Il Palazzo non ha al suo interno alcun punto di ristoro ma è
situata in prossimità di numerosi bar e ristoranti. |
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