Praticamente sconosciuta, se non per una manciata di addetti ai lavori, ritorna visibile al grande pubblico dopo 75 anni l’ importante collezione di opere d’arte di Riccardo Molo, uomo d'affari di origine ticinese, attivo a cavallo tra Ottocento e Novecento tra Ticino, Berlino, Rio de la Plata, in Argentina, e soprattutto in Italia.
La grande raccolta d'arte che egli riunì nel tempo nella sua bella villa di Balerna, nel corso degli anni Venti comprendeva opere di Previati, Mosè Bianchi, Segantini, Delleani, Cabianca, Pasini, Fattori, Delbono.
Un’accurata scelta di alcuni di questi capolavori viene ora presentata poco oltre il confine tra Italia e Svizzera, e precisamente alla Pinacoteca cantonale Giovanni Züst di Rancate.
In ricordo della permanenza di Riccardo Molo in terra ligure, dove avevano sede alcune delle sue attività, e in sintonia con il tema del collezionismo d'arte che connota da vicino il polo museale di Genova Nervi, l'esposizione sarà poi riproposta (dal 6 marzo al 6 giugno 2010) proprio alla Galleria d'arte Moderna di Genova Nervi, dove le opere acquisite dal Molo troveranno nel patrimonio del vicino museo delle Raccolte Frugone un'ideale prosecuzione e un interessante momento di confronto.
Riccardo Molo effettuò numerosi tra i suoi acquisti d'arte a Milano, innanzitutto presso la Galleria Pesaro tra il 1926 e il 1928 in occasione delle due vendite all'asta della importante raccolta formata dall'industriale Giuseppe Chierichetti, contraddistinta dalla presenza al suo interno di artisti di spicco del secondo Ottocento italiano e con particolare interessi nei confronti del Liberty e del Secessionismo e addirittura del Novecento italiano.
Anche le frequenti e incalzanti vendite indette dalla Galleria Geri videro la presenza di Riccardo Molo tra i compratori.
L'imprenditore ticinese diede inoltre alla propria raccolta una fisionomia "nazionale": con oculate scelte cercò di assicurarsi dipinti di artisti lombardi (Mosè Bianchi, Pietro Bouvier, Gaetano Previati, Giovanni Segantini), piemontesi (Lorenzo Delleani), veneti (Vincenzo Cabianca, Antonio Fragiacomo, Marius Pictor), emiliani (Giovanni Muzioli, Alberto Pasini), toscani (Tito Conti, Giovanni Fattori, Ruggero Panerai), napoletani (Edoardo Dalbono) estendendosi anche alla Francia, sia pur limitatamente al settore della grafica.
A seguito dell'immissione sul mercato di un ingente numero di opere di Gaetano Previati seguito alla morte di Alberto Grubicy e alla liquidazione della sua celebre galleria d'arte, Molo acquistò anche alcuni importanti dipinti del maestro divisionista, tra cui una versione preliminare di ‘Maternità’ (1891), opera cardine nel percorso dell'artista.
Il collezionista stabilì inoltre una sorta di rapporto mecenatistico con Guido Gonzato, giovane pittore originario di Verona trasferitosi nel Canton Ticino: ne acquistò infatti un nucleo scelto di opere e, forse su sua indicazione, aggiunse alla raccolta una grande tela d'impronta novecentista di Pier Angelo Stefani, noto caposcuola vicentino. Dopo la scomparsa di Riccardo Molo, avvenuta nel 1934, i dipinti appartenenti alla collezione non sono più stati oggetto di studio e conoscenza pubblica fino ad oggi.
Oltre alle quattro opere di Previati, tra le più importanti spiccano ‘Donna con calice’ di Bianchi, ‘La lezione di recitazione’ di Cabianca, la coppia di Teste di Delleani, ‘La diligenza a Sesto’ di Fattori, ‘All'abbeveratoio’ di Fragiacomo, ‘La casa di Satana a Venezia’ di Marius Pictor, ‘Porta di un bazar del Cairo’ di Pasini.
Si tratta di opere fin qui considerate disperse, quando non sconosciute del tutto, che contribuiscono a completare il catalogo dei rispettivi artisti e ad approfondire la conoscenza della pittura dell'Ottocento e le vicende del suo collezionismo tra il Ticino e l'Italia.
Questa rassegna, curata da Sergio Rebora con la collaborazione di Paolo Plebani, è corredata da un catalogo illustrato pubblicato da Silvana Editoriale comprendente i testi dei curatori e ampie schede delle opere esposte.
Fabio Giuliani Tel. 02 2360140; 338 5903037 E-Mail
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