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Video-Documento: L'Atelier di Emilio Isgrò

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  L'Arte Cancellatoria di Emilio Isgrò

Emilio Isgrò Nasce a Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, il 6 ottobre 1937.
Trasferitosi a Milano nel 1956, Isgrò è una figura unica nel panorama artistico internazionale per la vastità e la complessità dei suoi interessi - oltre che per la novità del discorso e la sua irriducibilità a schemi critici di comodo. Isgrò è uno dei più significativi artisti del gruppo dei poeti visivi; le sue ricerche, infatti, si volgono ad un'arte non legata solo alla visualità ma determinata anche da interventi concettuali.
Emilio Isgrò ha cominciato a produrre le prime "cancellature" nel 1964, dando luogo nel tempo a una vera e propria "arte cancellatoria" i cui esiti, sempre sorprendenti per varietà di forme e di stili, sono stati accolti progressivamente da importanti musei italiani e stranieri. Nel 1979, alla Rotonda della Besana di Milano, ha installato lo Chopin per 15 pianoforti. Nel 1985, sempre a Milano, ha realizzato su commissione del Teatro alla Scala l'installazione multimediale La veglia di Bash, seguita nel 1986 da un'altra installazione, L'ora italiana, progettata per gli spazi del Museo Civico Archeologico di Bologna, mentre è del 1998 il gigantesco Seme d'arancia, destinato alla città natale e inaugurato alla presenza di migliaia di persone come simbolo di rinascita sociale e civile per i paesi del Mediterraneo.
E' stato invitato alla Biennale di Venezia negli anni 1972, 1978, 1986, 1993. Nel 1977 ha vinto il primo premio alla Biennale di San Paolo del Brasile. Nel 2001 la Città di Palermo gli ha dedicato una grande antologica nella chiesa arabo- normanna di Santa Maria dello Spasimo. Tra i suoi scritti teorici sono da ricordare Dichiarazione 1 ( Il Traghetto, Venezia 1966), in cui l'artista postula per la prima volta la necessità di una poesia come "arte generale del segno", e Teoria della cancellatura (Fonte d’Abisso, 1990), in cui circoscrive con lucidità e rigore il raggio di un’esperienza conoscitiva che mal si presta ai facili aggiustamenti del gusto e delle mode. Di forte rilievo è anche la sua attività di scrittore e uomo di teatro, consolidatasi con la pluriennale Orestea di Gibellina (1983/84/85) e una serie di romanzi, libri di poesia e testi critici.
Vive e lavora a Milano dal 1956. Annoveriamo tra le sue principali mostre personali: Il Traghetto (Venezia 1966), Galleria Apollinaire (Milano 1967), Il Naviglio (Milano 1969),Galleria Schwarz (Milano 1970), Galleria Blu (Milano 1972), La Bertesca (Genova 1973),Studio G7 (Bologna 1974), Lia Rumma (Napoli 1974), Scuderie della Pilotta (Università di Parma 1976-antologica), Padiglione d'Arte Contemporanea (Ferrara 1977), Rotonda di via Besana (Milano 1979), Istituto Italiano di Cultura (Madrid 1987), Fonte d'Abisso (Modena 1987), Cantieri Culturali della Zisa (Palermo 2001-antologica).
L'opera in oggetto, dal titolo paradossale, è stata esposta ed acquistata alla I Biennale del Museo progressivo d'arte contemporanea di Livorno assieme a "Eventuali, telex cancellato" (1974).

(“Io cancello le parole per custodirle, è un gesto di salvezza”, ha ribadito recentemente l’artista) che è diventato il segno inconfondibile di una ricerca che, pur legandosi alla costellazione concettuale, non si è mai pienamente identificata con essa, mantenendo una riconoscibile autonomia.
Quello di Isgrò è un percorso scandito da opere ormai storiche - Enciclopedia Treccani cancellata, Il Cristo cancellatore e Jacqueline, risposta di profonda umanità al mito pop di Kennedy- che documentano una sensibilità sempre disposta all’incontro, alla costruzione di spazi di dialogo capaci di rispondere ad ogni forma di omologazione e di passività con la paziente e infaticabile alacrità (umiltà) degli insetti - e appunto alle Api e alle Formiche l’artista ha dedicato recentemente la sua attenzione. Presente in più occasioni alla Biennale di Venezia, l’opera di Isgrò è stata oggetto nel 2001 di un’ampia mostra antologica curata da Achille Bonito Oliva negli spazi di Santa Maria dello Spasimo.
 
L'Atelier di Emilio Isgrò
 

L'Atelier di Emilio Isgrò
durata: 5'40"
anno: 2008
regia: Giorgio De Novellis
produzione: Arte.Go / dgPIXEL
video produzione: dgPIXEL
   
note:
Milano, 1996: lo studio di Emilio Isgrò. Una documentazione tratta dalle riprese effettuate per "Atelier d'Artista: Esposizione in tempo reale n. 22" di Franco Vaccari.
Approfondimenti sulla mostra.

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