Apre al pubblico lo Studio dello scultore Iginio Balderi

Apre al pubblico lo Studio dello scultore Iginio Balderi

Aprirà le sue porte sabato 20 novembre alle ore 15 la sede dell’Archivio Iginio Balderi a Milano in via Ausonio 20. L’evento è promosso dall’associazione culturale “Archivio Iginio Balderi” costituita nel 2019 dai tre figli dell’artista, con il supporto scientifico di Andrea B. del Guercio e dello scultore Pino Di Gennaro, già docente dell’Accademia di Belle Arti di Brera.

Un luogo che raccoglierà la dimensione significativa del grande artista e scultore italiano (Pietrasanta-Lucca 1934 – Milano 2005) ma anche realtà viva con un calendario anche eventi espositivi dedicati all’arte e alla fotografia.

L’inaugurazione si articola attraverso una sintesi della mostra “Geometrie della forma, Iginio Balderi”: in evidenza i diversi cicli espressivi con una serie di sculture in bronzo, fibra di vetro e marmo, ma anche disegni e bozzetti. La mostra ripercorre in sintesi, il percorso evolutivo dell’artista: dalle prime colonne degli anni ‘60, totem di espressione plastica e sacrale, alle evoluzioni delle spirali in città contemporanee. L’uovo, la spirale, la città, il totem, simboli archetipici che affondano le radici nella storia dell’uomo che Balderi rielabora, con una sperimentazione formale rigorosa e volta alla ricerca di un simbolismo universale.

La mostra sarà visibile su prenotazione fino al 27 novembre dalle ore 14:30 alle ore 19:30 (ingresso libero, con obbligo del green pass e mascherina), mentre dal 27 novembre al 20 dicembre esclusivamente su appuntamento: archivio@iginiobalderi.org.

“L’attività dell’Archivio – spiegano i figli Egle, Gaia e Ivo Balderi – consiste principalmente nel raccogliere, archiviare, conservare e gestire le opere di nostro padre, le sculture, i disegni, i quadri, i bozzetti e tutto quello che è stato prodotto in qualsiasi forma e di cui siamo in possesso”. “Dobbiamo combattere la dimenticanza, riscoprire nelle nostre radici il lavoro dei nostri autori contemporanei come Iginio Balderi – sottolinea lo storico dell’arte Andrea B del Guercio – un’artista di una stringente attualità e in grado di rappresentare bene il nostro presente. Le sue sculture abbandonano il mondo naturale e danno voce al silenzio. Con Balderi l’arte entra in una fase profonda dove la geometria della materia sviluppa una cultura analitica e dove anche la matematica diventa fonte di poesia ed emozioni. è qui lo scatto in avanti di questo grande artista capace di portare avanti una ricerca che reinventa regole e formule consone alla verità fuggita della creatività”.

L’Archivio allarga i suoi obiettivi verso la promozione artistica nei confronti di grandi autori e movimenti artistici individuati dal Comitato Scientifico e dell’Associazione stessa, anche in collaborazione con gallerie d’arte internazionali. Parallelamente con l’attività espositiva l’Archivio, memore dell’impegno di Balderi nella dimensione didattica dell’arte, punta sulle attività di formazione come corsi e workshop inerenti alle varie forme artistiche con esperti e professionisti del settore.

Iginio Balderi biografia
“Ogni scultura è per me un simbolo misterioso della vita, un segno e una rappresentazione dell’esistenza umana sul nostro pianeta.” Iginio Balderi
Iginio Balderi, nato nel 1934 a Pietrasanta, scomparso a Milano nel 2005, è stato un artista che merita una riscoperta e una rilettura attenta. Diplomato nel 1959 all’Accademia di Brera con Marino Marini, nel corso degli anni Sessanta percorre la ricerca formale relativa all’archetipo della colonna, che culmina, nel 1969, con l’opera “Eos”. Sempre in quell’anno si ricorda una straordinaria mostra di Balderi a Monticchiello nel senese con le sue opere esposte in varie parti dell’antico borgo. Nel 1970 inizia una nuova opera inerente alla forma ovoidale che prosegue per tutta la prima metà dello stesso decennio. Nel 1974 verifica questa ricerca con la mostra “Sette variazioni sul tema” allo Stedelijk Museum di Amsterdam, poi trasferita in varie gallerie pubbliche, tra cui il Museo d’Ixelles a Bruxelles e il Museo Lehmbruck di Duisburg. La fase più recente della ricerca dell’autore si è orientata, a partire dal 1976, verso un nuovo segno iconico: la spirale, realizzata soprattutto in marmo o pietra. Tale esperienza viene proposta in varie mostre personali: tra queste emergono quelle tenute nella Galleria “Schoeller” di Dusseldorf, “Dabbeni” di Lugano, alla Galleria d’Arte Moderna di Forte dei Marmi e alla Galleria Stendhal di Milano. Nel 1989 espone in corso Vittorio Emanuele nel “Percorso della Scultura” a Milano. Una delle sue grandi esposizioni è stata quella a Palazzo Sertoli a Sondrio nel 1992. Le sue opere sono conservate in numerose collezioni pubbliche fra cui il Museo d’Arte Moderna di Dallas; il Museum van Elsene a Bruxelles; il Wilhelm Lehmbruck Museum di Duisburg; il Giardino d’ingresso del Museo Kranenburgh di Bergen. Ha sempre mantenuto costanti rapporti con la Versilia e la Toscana dove ha realizzato opere presso i laboratori di Bertozzi, Frediani e Viti, le Fonderie Mariani e Tesconi a Pietrasanta e il laboratorio Cav. Giovanni Beretta a Carrara. Inoltre nel 2018 e 2020 si sono svolte mostre retrospettive sempre a Pietrasanta e Massa.

Archivio Iginio Balderi
Via Ausonio, 20, 20123 Milano
iginiobalderi.org