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Adrian, George, Peter, Sofia e Tamina – Mostra collettiva

sede: P420Ā Arte Contemporanea (Bologna).
Cinque artisti, cinque processi pittorici, diverse geografie, storie, battaglie con la forma. Adrian, George, Peter, Sofia e Tamina esalta le diversitĆ allāinterno di unāunica disciplina, contrastando lāidea di network e di connessione necessaria.
Si sono riunite cinque personalitĆ ; le si espone nella maniera più schietta possibile in una mostra che sin dal titolo ĆØ denotata unicamente dal nome proprio dellāartista. Lo spazio di P420 ospita in un sol colpo innumerevoli battaglie pittoriche.
Adrian, George, Peter, Sofia e Tamina ĆØ unāesposizione fortemente convinta del fatto che la pittura, quella astratta come quella figurativa, vada ben oltre lāimmagine e la rappresentazione. Per questo si ĆØ selezionato un gruppo di artisti fortemente process-based, artisti che giocano la propria intelligenza umana e visiva nellāintuizione e nel tempo del fare, anche a costo di fare male, di rinunciare alla politezza dellāopera, in favore di una violenza costruttiva ed emotiva che va oltre il risultato, oltre lāoggetto, e agisce e basta.
Con lāopera del polacco Adrian Buschmann si entra nei segreti passaggi della più raffinata, studiata seduzione mitteleuropea; la pittura ĆØ docile, silenziosa, si nasconde dietro un grande ventaglio di linee impercettibili e superfici ampie ed eleganti, si svela āsorella apertaā di unāarchitettura e di un design di area austro-tedesca coltivati dal chirurgico occhio di Adrian, mago urbano, saltuario commentatore della societĆ .
Assenza di contrasto tonale, languore e profonditĆ del pigmento, danza, monolitico sfiorarsi dei corpi, composizioni dominate dalla carne liscia, bruciature sulla carne spessa: ecco il dominio dellāinglese George Rouy. Lāopera di George ĆØ portabandiera della speranza che in pittura il corpo possa tornare a essere pericoloso e ribelle; nella sensualitĆ dei suoi dipinti, George ĆØ vicino alla pittura sacra.
Lāamericano Peter Shear sperimenta cento diverse intuizioni. In ogni opera del suo vasto repertorio si dedica a una particolare sfida pittorica; ogni sfida si giostra in una definita economia dei mezzi e in un dato, seppur inconscio, riferimento storico-artistico. Il suo processo ĆØ aperto, ironico, fortemente intellettuale senza per questo perdere la propria intimitĆ che ĆØ forte, attenta agli edges del dipinto, esplosa e spessa
Lāitaliana Sofia Silva gioca dāazzardo, in territori brulli, sul filo del rasoio pittorico. Le opere e le stoffe dellāartista sono tagliate con la spada di Giovanna dāArco, contro ogni illusione, ogni tecnicismo, ogni luogo comune, persino contro ogni opposto del luogo comune, per una pittura più crudele, artaudiana, capace di esprimere una violenta sessualitĆ femminile. Sofia presenta.
La tedesca Tamina Amadyar circoscrive le proprie pennellate in aree di due colori la cui interazione permette dāinterrogarsi sullo spazio, sulla profonditĆ visiva. Le luminose tele di Tamina parlano di azioni, permettendo di riconoscere i movimenti compiuti dal corpo dellāartista nel dipingerle; ricordano che lāopera, sia essa grassa o scarna, deve respirare e saper accogliere il tempo del silenzio, ponendo un dito dinanzi alle proprie labbra.
Obbiettivo di Adrian, George, Peter, Sofia e Tamina ĆØ quello di essere una mostra difficile, felice di causare un leggero mal di testa.
Inaugurazione: Sabato 2 febbraio ore 18.30 ā 24
- Peter Shear
- Sofia Silva
- Tamina Amadyar


