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AK-47, o della violenza – Lo sguardo di Zhang Dali sulla Cina contemporanea

giovedì 1 febbraio 2018 - domenica 4 febbraio 2018

AK-47, o della violenza - Lo sguardo di Zhang Dali sulla Cina contemporanea

sede: Biblioteca d’Arte e di Storia di San Giorgio in Poggiale (Bologna).

Il primo piano di un volto di fanciullo impassibile, derubato di qualsiasi traccia di emozione, emerge da un mosaico di pochi essenziali colori. Solo avvicinandosi alla grande tela si scopre la natura dei tasselli del mosaico: AK-47, la sigla del fucile automatico progettato da Michail Kalashnikov, da cui il nome abbreviato AK (Avtomat Kalashnikova) prodotto per la prima volta in Unione Sovietica nel 1947. Il simbolo universale di guerre, insurrezioni, criminalità in tutto il mondo diventa la materia stessa di cui è permeata l’esistenza.

In mostra nella Biblioteca d’Arte e di Storia di San Giorgio in Poggiale, il dipinto della serie AK-47 è una delle opere più rappresentative di Zhang Dali, uno degli artisti cinesi contemporanei più noti sulla scena internazionale: pittore, scultore, performer, fotografo, nonché padre della graffiti art in Cina, arte di strada che conobbe per la prima volta proprio a Bologna, dove arrivò nel 1989 subito dopo i tragici fatti di Piazza Tienanmen, restandovi fino al 1995.
L’opera esposta a San Giorgio in Poggiale è l’anteprima della prima mostra antologica dell’artista, che Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e Genus Bononiae gli dedicheranno a partire dal 22 marzo a Palazzo Fava.

AK-47 è un’opera che rappresenta il cuore della poetica di Zhang Dali e del suo modo di concepire l’arte come una lente che indaga la realtà circostante, in grado di sollevare domande sulla drammaticità del reale. Nel caso dell’artista lo sguardo è quello – profondamente umano e partecipe – sulla Cina post-maoista e sulle sue contraddizioni, sui rapidissimi cambiamenti che la crescita esplosiva del capitalismo ha portato con sé negli ultimi trent’anni, dalle condizioni di vita dei lavoratori ridotti alla serialità all’incessante urbanizzazione che fagocita la tradizione. “Realismo estremo” quello di Zhang Dali – secondo la fortunata espressione di Yu Ke, caporedattore del mensile Contemporary Artist e professore alla Sichuan Academy of Fine Arts – in quanto artista che “si fa interprete del dovere dell’arte contemporanea di esprimere il dubbio sulla brutalità che permea la vita”.

La sigla AK-47 era già stata utilizzata da Zhang Dali come firma dei suoi graffiti negli anni Novanta, primo artista cinese a utilizzare in patria questa forma espressiva appresa proprio a Bologna. La genesi dei grandi acrilici della serie AK-47 la racconta lo stesso artista: “Nel 2000 andai in Piazza Tienanmen perché pensavo che ci fossero dei fuochi d’artificio e un’atmosfera piuttosto festosa per celebrare l’arrivo del nuovo millennio. Solo dopo che ci eravamo avvicinati alla piazza ci rendemmo conto che i fuochi erano al Millennium Museum. Nei pressi della piazza un poliziotto mi disse in modo brusco di levarmi di torno e non fermarmi. D’un tratto l’atmosfera festosa era stata distrutta. Tornato a casa iniziai a dipingere. AK-47 è un simbolo di violenza. Ho usato questo simbolo per vedere attraverso il volto che vidi quella notte. Volevo dipingere proprio quel tipo di volti, e così ho continuato finora”.

Dettagli

Inizio:
giovedì 1 febbraio 2018
Fine:
domenica 4 febbraio 2018
Categoria Evento:
Tag Evento:
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Luogo

BIBLIOTECA D’ARTE E DI STORIA DI SAN GIORGIO IN POGGIALE
Via Nazario Sauro, 20
Bologna, BO 40121 Italia
+ Google Maps
Telefono:
051 19936351

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