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Alberto Timossi. Fata Morgana – La fonte sospesa

venerdì 18 maggio 2018 - sabato 16 giugno 2018

Alberto Timossi. Fata Morgana - La fonte sospesa

sede: Università La Sapienza – Fontana della Minerva (Roma).

“Fata Morgana” è quel miraggio che, in presenza di condizioni atmosferiche particolari, permette di visualizzare immagini non vere.
Nei mesi di luglio e agosto 2017, Alberto Timossi ha realizzato un’installazione, composta da 33 sculture galleggianti, sul laghetto del Rock Glacier del Col d’Olen, a 2722 metri di quota, in valle d’Aosta.
L’evento, chiamato “Fata Morgana / Dentro l’Antropocene”, simulava la nascita di un canneto artificiale come risposta della natura agli sconvolgimenti in atto a causa del riscaldamento globale. I 33 elementi, di misura diversa, emergevano per la metà della loro lunghezza.
L’intervento scultoreo è stato possibile grazie alla collaborazione dell’Università di Torino, che da anni segue una ricerca sulle caratteristiche del piccolo lago bagnato da una rara forma di ghiacciaio.

Sulla Vasca della Minerva dell’Università La Sapienza, “Fata Morgana / La fonte sospesa” pone l’attenzione su di un tema di grande attualità: l’acqua.
La linea di galleggiamento / equilibrio dell’installazione, che equivale alla quota 2722 del precedente intervento, rimane fissa a mezz’aria, segnalata da una sottile linea nera, ben al di sopra della superficie della vasca.
Alcuni elementi risultano quindi sospesi, precari, mentre altri si abbassano in tutta la loro lunghezza fino alla superficie.
La differenza di quota segnala la mancanza di questa importante risorsa naturale, l’acqua, fondamentale per la vita, e denuncia la sofferenza degli equilibri naturali di fronte al clima che cambia.
Il valore simbolico della Fontana, che rappresenta il desiderio di conoscenza, alimentato dalla statua di Atena / Minerva (opera di Arturo Martini del 1935), coincide qui con la necessità di studio e di indagine dei fenomeni che indicano il cambiamento.
Ancora una volta, come sul laghetto valdostano, il miraggio ci pone dinnanzi la visione di una realtà non vera ma possibile, che non distinguiamo con precisione, e che vuole essere un segnale di allarme.
L’installazione è composta da 14 tubi rossi, col diametro di cm 16, di varie lunghezze (da cm 100 a cm 500).
Gli elementi più corti sono sospesi con un “gambo” metallico nero, per consentire il perfetto allineamento con gli altri.
Dalla ideale quota di galleggiamento in giù, la superficie dei tubi è modellata a ricordare la presenza fluida dell’acqua.
Ne consegue che la visione corale dell’installazione ricorda guglie rosse sospese, come un organo o come un canneto artificiale e immaginario, che, sospeso, si libra in aria e leggermente ondula al vento.

Alberto Timossi (Napoli 1965, diplomato all’Accademia di Belle Arti di Carrara), intende la scultura come intervento nello spazio urbano e installazione ambientale. In un primo periodo è interessato ad indagare il “peso” con l’esercizio della scultura in cemento, marmo e pietra (“Se voir”, Kunsthaus Beim Engel, Lussemburgo, 1993; Galerie Ymage, Nizza, 1994, e nei Simposi di Whei-Hai, in Cina nel 1993; Horice V Podkrkonosi, nella Repubblica Ceca, 1994; “Moto perpetuo” di Pescocostanzo (1996-98) di cui è stato l’organizzatore), e la “leggerezza” delle forme realizzate in tondini di ferro e corde, come disegni nello spazio (Galleria Centro di Sarro, Roma, 1994; Premio di Scultura Renato Carnevale, Museo di Villa Croce, Genova, 1996; Premio Marche, Ancona, 1996; “Simple dialogues”, Plaza Gallery, Tokyo, 1997; “Periplo della scultura italiana contemporanea 2”, Chiese rupestri di Matera, 2000; “Giovani artisti all’inizio del nuovo millennio”, Chiostro del Bramante, Roma, 2000; Premio giovani scultura 2002″, Accademia Nazionale di San Luca, Roma). Dai primi anni 2000 privilegia la forma del tubo, capace di dialogare con gli spazi interni e esterni degli edifici (“Largo gesto”, Albornoz Palace Hotel, Spoleto, 2003; “Innesti”, Fondazione Pastificio Cerere, Roma, 2006; “Parti del discorso”, Galleria Tralevolte, Roma e Musma, Museo della scultura, Matera, 2008; “Accento in rosso”, Torre Civica di Pomezia, 2012; “Sinonimi”, Facoltà di Architettura dell’Università degli studi di Napoli, 2015, a cura di Anywhere art Company, Napoli) ma anche di proporsi come elemento strutturale a sé immerso nella natura (Beelden in Gees, Olanda, 2015; Bad Ragartz, 6° Triennale di Scultura, Svizzera, 2015; “Il sogno verde”, Orto Botanico di Napoli, 2016). Ha lavorato insieme con il musicista elettroacustico Simone Pappalardo nella realizzazione di sculture sonore e di performance (Anywhere, Galleria Trebisonda, Perugia e Teatro Furio Camillo, Roma, 2005; “Crisalide”, Emufest, Conservatorio Santa Cecilia, Roma, 2009; nel progetto mai realizzato su Porta San Paolo intitolato “S. U. Segnali urbani” (Roma, 2009- 10), fino alla recente collaborazione per Spilli (2018). Nel 2013 ha tenuto una personale nella Collezione Manzù di Ardea, l’anno successivo ha dialogato con le architetture medievali del palazzo dei Consoli di Gubbio nella personale “Flussi, il rosso, il giallo” e con la Fonte medievale di S. Nicolò e il Museo Archeologico di Assisi con la personale “Flussi”, a cura della Minigallery di Assisi. E’ stato presente alle prime tre edizioni della Biennale di scultura di Piazzola sul Brenta (2013-15- 17) sempre cercando il dialogo con lo spazio aperto, l’acqua dei canali e l’architettura storica. Partecipa a “Fragili eroi”, allestita nel Museo Bilotti di Roma (2016)e aderisce al Manifesto della Fragilità (2017) promosso da Roberto Gramiccia. Sue sculture ambientali sono presenti nel MAAM di Roma (2014), nel Parco di sculture della Scala Santa di Roma (2014) e nel DIF di Formello (2016), nonché nel nuovo Museo dei Bocs Art di Cosenza (2017) e nel parco “Sculture in Campo” di Bassano in Teverina (2018). Negli ultimi anni dedica maggiore attenzione ai temi dell’ambiente che muta (“Illusione”, Cave Michelangelo, Carrara, 2015, con la cura di Takeawaygallery; “Spilli”, Lago ex Snia, Roma, 2018) e al cambiamento climatico (“Fata Morgana, dentro l’antropocene”, Lago del Rock Glacier del Col d’Olen, Gressoney La Trinité, 2017). Fra le ultime esposizioni (2018) si segnalano: “Dissonanze” con Monica Pennazzi (MAP, Ancona), e “Bosco rosso”, arricchita da una performance di Tiziana Cera Rosco, nella Galleria Curva Pura di Roma.

L’evento fa parte del Maggio Museale, promosso da la Sapienza Università di Roma, durante il quale il campus universitario si trasforma in uno spazio aperto a persone di tutte le età: esposizioni temporanee, seminari e conferenze, laboratori ludico-didattici, concerti MuSa e visite guidate alle collezioni.
Ufficio Stampa per Alberto Timossi: Melasecca PressOffice
Inaugurazione: venerdì 18 maggio 2018 alle ore 11.00

Dettagli

Inizio:
venerdì 18 maggio 2018
Fine:
sabato 16 giugno 2018
Categoria Evento:
Tag Evento:
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Luogo

UNIVERSITÀ LA SAPIENZA – FONTANA DELLA MINERVA
Piazzale Aldo Moro, 5
Roma, Italia
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Sito web:
www.uniroma1.it