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Aldo Famà. Lo stato dell’arte

venerdì 15 Febbraio 2019 - lunedì 11 Marzo 2019

Aldo Famà. Lo stato dell’arte

sede: Palazzo Costanzi – Sala Umberto Veruda (Trieste).
cura: Marianna Accerboni.

La mostra si propone di testimoniare in modo esaustivo – attraverso una sessantina tra dipinti a olio, incisioni, collage, esempi di arazzi e installazioni, documenti, supporti audiovisivi e sculture innovative stampate in 3D – la profonda ricerca condotta dal 1975 a oggi da Aldo Famà, che in settembre compirà ottant’anni.
Fiore all’occhiello della rassegna sono proprio queste sculture, create nel 2016 in collaborazione con Studio Arsenal e Daniele Lucà, utilizzando una tecnica di assoluta avanguardia che, partendo dal modello digitale dell’opera, mediante il programma CAD, lo stampa e lo traduce nella terza dimensione. Ultimo step è poi la colorazione delle superfici scultoree con pittura acrilica da parte dell’artista.

Nel testo critico intitolato “Il Razionalismo fantastico di Aldo Famà”, scrive Marianna Accerboni: “È questa, a mio parere, un’antologica coerente ed elegantemente poliedrica, specchio perfetto e calibrato di un artista che con il suo costante, a volte silenzioso ma brillante, lavoro di ricerca e sperimentazione, rappresenta una delle voci più interessanti di riferimento dell’avanguardia triestina e regionale, allargata però anche alle molteplici esperienze che hanno visto Famà presente all’estero. Una sperimentazione originale e razionale, sostenuta da un’attenta e vigile progettualità, che si accende però molto spesso di guizzi improvvisi di libera energia non solo cromatica ma anche segnica e volumetrica, a rappresentare un importante intervento nello spazio tridimensionale. Una corsa vivace verso la vita, tracciata da colori simbolici e brillanti – un rosso, un giallo, un’ocra, il bianco e talvolta il blu – la cui modulazione s’intreccia e respira nell’incontro con una matericità interessante e raffinata, che crea una sorta di melodia nello spazio circostante, e nel rapportarsi con una linea decisa che accende un contrappunto ritmico ogni volta diverso. Una ricerca sul filo dell’avanguardia, che Famà – prossimo a compiere gli ottant’anni, di cui due terzi dedicati all’arte – testimonia in questa rassegna, che va dagli anni settanta a oggi e che ha il suo minimo comun denominatore nella forza della linea, che ne sostiene potentemente il cromatismo acceso. E in quella della sintesi, portata avanti nello spirito di evoluzione del concetto di essenzialità che ha condeterminato molti aspetti della cultura e dell’arte del Novecento e del Duemila, da Montale al ritorno della poesia Haiku”.

Aldo Famànasce nel 1939 a Trieste, dove vive e lavora. E’ autodidatta in pittura e allievo, per quanto riguarda l’incisione, di Carlo Pacifico. La sua pittura prende avvio nella seconda metà degli anni cinquanta con degli appunti veloci e incisivi a olio, dedicati al paesaggio e già orientati verso la dinamica fauve. Si volge quindi verso un infinito geometrico dalle forti, ma più controllate, contrapposizioni cromatiche, segniche e compositive di valenza prettamente simbolica, redatte secondo una personalissima scala di valori. Ha realizzato anche installazioni di grande dimensione, arazzi e sculture in pietra. Molto presente anche sul piano organizzativo, ha fatto parte del Consiglio Direttivo del Sindacato Autonomo degli Artisti Triestini e nel 1982 ha dato vita con altri colleghi al Gruppo 5, con il fine di sondare nuove ipotesi di indagine nell’ambito dell’astrazione, ricerca che Famà persegue da cinquant’anni attraverso una pratica pittorica rigorosa e meditata, intessuta di controllate contrapposizioni cromatiche e di inserti materici ottenuti con lo stesso impasto del colore, inciso e segnato come fosse un antichissimo graffito. Ha allestito 28 mostre personali ed esposto in quasi 400 collettive e di gruppo in Italia e all’estero, meritando numerosi riconoscimenti.

Appuntamenti collaterali:
Nell’ambito della rassegna avranno luogo a Palazzo Costanzi sette appuntamenti collaterali: sabato 23 febbraio, 2 e 9 marzo alle 11 ci sarà un laboratorio condotto dal progettista Daniele Lucà, esperto in stampa 3D, che terrà una dimostrazione pratica sull’uso della stampante 3D in ambito artistico.
Domenica 24 febbraio, 3 e 10 marzo alle 11 la curatrice Marianna Accerboni terrà una visita guidata.
Lunedì 11 marzo alle 17.30 avrà luogo il finissage condotto da Accerboni sotto l’egida dell’Associazione Amici dei Musei Marcello Mascherini.

Inaugurazione: venerdì 15 febbraio ore 19

Dettagli

Inizio:
venerdì 15 Febbraio 2019
Fine:
lunedì 11 Marzo 2019
Categoria Evento:
Tag Evento:
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Luogo

PALAZZO COSTANZI
Piazza Piccola, 2
Trieste, 34121 Italia
+ Google Maps
Sito web:
www.retecivica.trieste.it