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Alessandra Parisi. Esternazioni

sede: Galleria Vittoria (Roma).
cura: Tiziano M. Todi.
Esternazioni raccoglie una serie di lavori recenti di Alessandra Parisi, realizzati con tecnica ad acquerello, dove il colore si fa veicolo di emozioni, visioni e memorie. La mostra offre una selezione di acquerelli di medio formato, accanto a un’opera monumentale su carta lunga circa 8 metri, concepita come un attraversamento fisico e simbolico del paesaggio interiore dell’artista. Quest’opera, pensata sin dalle prime fasi in dialogo con il curatore, si impone come fulcro dell’esposizione: un gesto pittorico continuo, libero.
Come dichiara Tiziano M. Todi, curatore della mostra: “L’idea di realizzare un acquerello su rotolo di 8 metri è nata da un dialogo profondo con Alessandra. Abbiamo immaginato insieme un’opera che potesse contenere l’ampiezza del suo sguardo e la fluidità del suo pensiero. Lei ha accolto questa sfida con entusiasmo e coraggio, traducendo in pittura un gesto libero e potente, capace di accompagnare lo spettatore dentro una narrazione visiva senza confini. ”
Il testo della mostra è affidato a Flavia Parisi, che conosce e osserva il lavoro dell’artista sin da bambina, restituendone oggi una lettura poetica e strutturata. Il suo sguardo critico accompagna il visitatore alla scoperta di un linguaggio fluido, stratificato, sempre in divenire. La stessa così dichiara: “Il racconto visivo che ne emerge è frammentato, fluido, sempre in divenire: cieli mutevoli, esplosioni di colore, forme d’acqua che si espandono in molteplici declinazioni. A questi frammenti si affianca la tacita presenza di alcuni elementi di flora e fauna, a ricordare la connessione tra mondo celeste e mondo terrestre, tra universo interiore e universo esteriore. ”
Il titolo Esternazioni richiama la necessità di far emergere ciò che nasce all’interno: pensieri, sensazioni, memorie che trovano forma attraverso il colore e la materia. L’opera della Parisi si muove tra gesto intimo e paesaggio simbolico, tra contemplazione e urgenza espressiva.
“Dipingere si è rivelata per me, sempre, un’attività salvifica. La mia pittura nasce sempre dall’osservazione della natura, anche se l’ammirazione per lo splendore del creato è a volte resa in maniera fantasiosa. Solo pochi dipinti sono realmente astratti: dietro quasi tutti c’è un luogo, una luce, una fotografia reale”, afferma l’artista. La sua ricerca attraversa tecniche, materiali, oggetti, e approda oggi a una pittura finalmente libera, dove l’acquerello diventa mezzo privilegiato per restituire emozioni e visioni interiori.
Inaugurazione
martedì 29 aprile alle ore 18.00
Immagine in evidenza
Pietre In Madagascar, 2025, acquarello, 38×57 cm (part.)