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Alfonso Siracusa Orlando e Giuseppe Sinaguglia. Megagalattico

domenica 27 Luglio 2025 - giovedì 30 Ottobre 2025
Alfonso Siracusa Orlando e Giuseppe Sinaguglia. Megagalattico

sede: MeTe Museo della Memoria e del Territorio (Siculiana, Agrigento).

La mostra Megagalattico, bi-personale di Alfonso Siracusa Orlando e Giuseppe Sinaguglia, trasforma il MeTe Museo della Memoria e del Territorio di Siculiana in un osservatorio dell’alterità, in un luogo in cui il confine tra umano e alieno, tra il locale e il cosmico, tra la serietà e il gioco viene costantemente attraversato e messo in discussione.
Con approcci differenti ma complementari, i due artisti indagano da prospettive insolite ciò che ci definisce come esseri umani in un tempo segnato da spaesamenti globali, conflitti e migrazioni. Il titolo stesso, ironicamente ispirato all’immaginario fantozziano, anticipa il tono dell’esposizione: un’operazione capace di tenere insieme leggerezza e profondità, pop e poetico, ironia e politica.

Alfonso Siracusa Orlando – Il cielo sopra Siculiana
Da oltre trent’anni Alfonso Siracusa Orlando utilizza il linguaggio visivo dell’ufologia per osservare la fragilità e la complessità della nostra società. Già dal 1989, molto prima dell’attuale fascinazione estetica per il tema alieno, Siracusa Orlando dipinge dischi volanti, figure silenziose, sospese tra cielo e terra. Nel museo sono esposte installazioni site specific e dipinti a olio su tela, popolati da alieni e navicelle spaziali. Ma non si tratta di invasioni o avventure intergalattiche: gli alieni di Siracusa Orlando sono presenze simboliche, icone interiori, riflessi dell’identità contemporanea. L’installazione site-specific The Sky Above Siculiana (2025), concepita per il Museo #MeTe, è un omaggio diretto e personale a Wim Wenders, che l’artista ha conosciuto proprio in questo luogo. Colloca un disco volante fluttuante sopra il borgo medievale di Siculiana. In questo contesto geografico e simbolico — frontiera mediterranea di migrazioni e incontri tra culture — l’artista sovrappone la metafora dell’extraterrestre a quella del diverso, dell’ospite inatteso, del migrante. Il cielo, così, non è solo spazio astronomico, ma luogo di apparizione e rivelazione. Il visitatore interstellare — un Pleiadiano sospeso — diventa testimone silenzioso delle nostre tensioni, dei nostri naufraghi morali e delle nostre speranze. Come nelle precedenti personali – Extra (2014) e Il Cristo Nero (2021), Siracusa Orlando continua a interrogare lo spettatore su una domanda radicale: Siamo ancora capaci di riconoscere l’altro?

Giuseppe Sinaguglia – Baci interstellari
Accanto alla riflessione poetico-politica di Siracusa Orlando, il progetto Baci Interstellari di Giuseppe Sinaguglia propone un’indagine ironica, giocosa e profondamente empatica sull’universalità delle emozioni. Attraverso l’iconografia pop della fantascienza cinematografica e televisiva, l’artista mette in scena celebri creature aliene in un gesto universale e archetipico: il bacio. Un gesto semplice, ma carico di significati emotivi e simbolici, qui trasposto in contesti surreali che superano i confini biologici, culturali e planetari. L’operazione artistica non è semplice divertissement visivo, ma un’esplorazione della nostra capacità di proiettare empatia e affetto anche su ciò che percepiamo come “altro da noi”. Attraverso tecniche miste — pittura, disegno, collage e installazioni immersive — Baci Interstellari costruisce un percorso visivo e concettuale in cui l’alieno diventa familiare, il diverso diventa riconoscibile, e l’alterità si scioglie in una tenerezza condivisa. Se l’alieno di Siracusa Orlando resta sospeso, enigmatico, come un interrogativo etico, i baci interstellari di Giuseppe Sinaguglia offrono un possibile abbraccio immaginario, una lingua emotiva senza frontiere.

In un mondo attraversato da migrazioni, crisi climatiche, guerre e nuove chiusure identitarie, Megagalattico propone un doppio sguardo: poetico e ludico, intimo e politico. Entrambi gli artisti, attraverso linguaggi diversi, ci invitano a osservare noi stessi da una distanza nuova: la distanza dell’altro. Come nella celebre esclamazione fantozziana, il “megagalattico” qui non è esagerazione, ma piuttosto la misura del nostro spaesamento e del nostro bisogno di ridefinire continuamente i confini dell’umano. Perché – oggi più che mai – forse siamo proprio noi gli alieni di noi stessi.
Danilo Samuele Mendola

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