sede: Galleria Ranarossa (Modena).
S’ispira al tema proposto quest’anno dal Festival Filosofia, “parola”, la collettiva alla galleria Ranarossa 3.0. Il progetto si identifica nella condivisa creazione di in un neologismo, “Anadramma”, sulla cui essenza resta fortemente ancorato il lavoro di ciascuno dei 7 artisti che vi sono impegnati: Marco Lombardo, Alessandro Monti, Ersilia Sarrecchia, Demis Savignano, Alberto Zecchini, Gaetano Tommasi, Cetti Tumminia.
La parola che connota il percorso espositivo, nasce dalla fusione tra anagramma (dal Greco “anĆ ” (sopra) e “gramma” (lettera) e la lettura letterale del termine dramma, sempre dal Greco “drama”, azione, che ha assunto il significato di “qualsiasi componimento destinato alla rappresentazione”. Nel titolo della mostra, il nuovo termine ĆØ declinato al plurale, poichĆ© il lavoro ha alla propria base una volontĆ collettiva: attribuire all’arte unicamente il carattere di rappresentazione che le ĆØ proprio, sgravando il termine “dramma” dagli schemi interpretativi più recenti che gli hanno attribuito un significato negativo e conflittuale. In realtĆ , com’ĆØ noto, una tragedia ĆØ un dramma, ovvero una rappresentazione, ma un dramma non deve necessariamente essere una tragedia. Giocando sulla parola, esattamente come si fa con gli anagrammi, gli artisti hanno seguito un filo interpretativo che riassume il principio che ĆØ la radice dell’arte: conoscere e comunicare la realtĆ tramite la pura rappresentazione.
L’arte ĆØ un linguaggio. Attraverso la mente creativa, l’immagine, il concetto, il messaggio prendono vita per mezzo di tecniche diverse, cosƬ come la parola si serve degli alfabeti, e divengono rappresentazione per essere comunicati al mondo. Sopra gli stereotipi e oltre le rigiditĆ , il dramma ĆØ azione; e l’arte ĆØ quell’azione che, da sempre, mira alla traduzione universale della consapevolezza e va oltre il verbo.
Cristina Boschini
Inaugurazione
9 settembre alle 18:30
Immagine in evidenza
di Alberto Zecchini (part.)