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Antonio Tamburro. Eros

mercoledì 3 Febbraio 2021 - lunedì 15 Febbraio 2021

Antonio Tamburro. Eros

sede: Sesto Senso Art Gallery (Roma).

La bibliografia sul tema dell’Eros è molto vasta, riguarda soprattutto singoli pittori, ridotti sono i saggi e testi complessivi sull’argomento.
Il corpo della donna: dipinto, fotografato, ritratto nei dettagli e in movenze sensuali racconta la donna?
Attualmente la maggior parte delle immagini postate online di corpi di donne, fanno pensare ad un uso strumentale, spogliare per pubblicizzare al ritmo di algoritmi social.
Nudi gratuiti. Manichini privi di personalità.

In passato, invece, l’eros era fonte d’ispirazione per molti artisti, vi erano sia immagini esplicite che non.
Si ricordano alcune ceramiche greche decorate con scene erotiche e gli affreschi di Pompei ed Ercolano, testimonianza di una civiltà aperta a tutti i costumi sessuali.
Eros per i greci si manifestava in una grande varietà di rapporti, ma il nudo femminile era raro nell’arte greca rispetto a quello maschile che prevaleva in tutte le forme artistiche.
I romani invece nella loro arte parietale, nella scultura e nell’oggettistica domestica utilizzavano evidenti richiami fallici evocanti la fertilità della natura, che avevano più un significato propiziatorio e benaugurante, non esclusivamente erotico.

Durante il Rinascimento le Veneri nude dipinte da Giorgione e da Tiziano erano prive dell’ideale divinizzato dal Botticelli, erano corpi veri.
La Venere di Urbino: sguardo erotico, audace, l’intimità e l’interiorità della donna entravano in scena.
Che dire poi di un Eros chiaramente espresso nei Modi di Giulio Romano?
Come si evinceva dalle parole di Vasari: “in quanti diversi modi, attitudini e positure giacciono i disonesti uomini con le donne” si intuiva aria di Controriforma.
I Modi contenevano sedici immagini considerate disoneste, ma in realtà più che immagini disoneste, venne messo in risalto il tono muscolare, amalgamato in pose ginniche.
Secondo la ricostruzione della studiosa Betta Talvacchia costituirebbero il primo caso in Italia di una serie raffigurante situazioni sessuali esplicite.
Solo stampe e xilografie si conoscono, gli originali non esistono più, diffusi da Marcantonio Raimondi.

Nel Rinascimento il confine tra sacro e profano era sottile, sfumato.
Molti erano i quadri religiosi carichi di allusioni erotiche.
L’Eros ha sempre suonato alla porta degli artisti, pronti ad accoglierlo dall’ingresso principale e da quello succursale.
L’attuale uso martellante di corpi svestiti, nudi che girano nei media, nella pubblicità, nel web non hanno nulla da raccontare.
Non hanno un’anima.
Sono corpi inermi privi di sentimenti.

Contro questa smisurata sovraesposizione d’immagini, Antonio Tamburro dipinge senza sosta, si destreggia tra una pennellata ed un’altra ancora, predilige il colore nei suoi molteplici soggetti, ombrelli, strade, spiagge e donne sempre presenti nella sua pittura, comunicando uno stato d’animo, un’inquietudine, una gioia.
Il tema dell’eros, ha sempre affascinato l’artista.
Di recente la storica libreria Bocca di Milano, ha presentato una poesia di Anais Nin. La poesia con il titolo Sensualità è stata corredata da un disegno originale di Antonio Tamburro.
La donna disegnata in una chiara posa sessuale è scarna di metafore, s’impone su carta pregiata, con tratto marcato non ricorre in fraintendimenti.
In tutta la sua produzione non è mai mancato il tratto sensuale delle sue donne.
Tamburro non si tira indietro dianzi a tale tema, ritorna con il suo pennello e plasma sulla tela corpi nudi, senza filtri, senza veli, corpi che ammaliano e disturbano nel contempo lo spettatore per la loro veridicità.
In una società dove la pelle femminile è esposta compulsivamente, le tele di Antonio Tamburro, sono la metafora della creazione artistica.

La sensualità ormai dispersa nell’infinta rete del web, irrompe, invece, in questi dipinti.
Carne autentica e desideri nascosti sono mostrati senza filtri.
Nel dipinto il Bacio, il corpo della donna è il fulcro della scena, come in un passo di danza, circondata da candido lenzuolo, si perde in un bacio.
Frutto del suo inconscio, il collo languido – in contrasto con la posa perfetta- combacia del tutto con l’elmo di un guerriero, avvolto nell’ombra.
Nella Stanza Proibita un turbine di grigi si staglia alle spalle di una donna che mostra con eleganza le sue gambe, in un gioco di estasi e di inquietudini, il bicchiere vuoto di fianco e la camicia semi aperta, trasportano in un’altra dimensione.
La donna in un atmosfera cinerea è in un atteggiamento voluttuoso, nell’atto di sfilarsi la lingerie viene assecondata dalla mano di un uomo che irrompe dal buio.
Maria Chiara Spiezia, Barbara Tamburro

Dettagli

Inizio:
mercoledì 3 Febbraio 2021
Fine:
lunedì 15 Febbraio 2021
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Luogo

SESTO SENSO ART GALLERY
Via Margutta, 43
Roma, 00187 Italia
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Telefono:
349 7075469
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