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Art in motion: AI creatives at the Singapore night race

sede: The Arts House (Singapore).
cura: Nadia Stefanel.
Arte, motorsport, cambiamento climatico, intelligenza artificiale e sostenibilità. Per il sesto anno consecutivo, DZE Asia con sede a Singapore, azienda controllata da DZ Engineering di Dino Zoli Group, e Fondazione Dino Zoli presentano a Singapore un progetto d’arte contemporanea in occasione del Gran Premio di Formula 1.
La mostra “Art in Motion: AI Creatives at the Singapore Night Race”, a cura di Nadia Stefanel, è allestita presso The Arts House, tra gli edifici più antichi di Singapore, in passato sede del Parlamento.
Il progetto presenta le opere di sei artisti di base in Italia e a Singapore – Francesca Fini, Debora Hirsch, Giuseppe Ragazzini, Martin Romeo, Jake Tan, Ker Siang Yeo – che sperimentano strumenti innovativi di intelligenza artificiale, studiandone le possibili integrazioni nell’arte.
Opere sonore, visive e sperimentali incentrate su tre tematiche principali: il cambiamento climatico, l’avvento dell’intelligenza artificiale (AI) e la sostenibilità. Un’occasione per gli artisti e per il pubblico per connettersi e condividere idee, superando le distanze geografiche e culturali.
“Art in Motion: AI Creatives at the Singapore Night Race” intende esaminare l’influenza dell’intelligenza artificiale sull’arte digitale, evidenziandone la ricaduta sia sulle nostre vite che sul progresso tecnologico, considerando anche l’impatto ambientale dell’umanità attraverso l’espressione creativa, al fine di proporre possibili soluzioni per il futuro.
«Il riconoscimento di Singapore come il secondo miglior hub di intelligenza artificiale a livello globale – spiega Nadia Stefanel, curatrice della mostra e direttrice della Fondazione Dino Zoli – ci conferma l’importanza di esplorare le possibilità del digitale nel contesto dell’arte. Molti artisti utilizzano, infatti, l’intelligenza artificiale non solo come strumento, ma anche come partner creativo. Di conseguenza, l’esposizione organizzata da DZE Asia e Fondazione Dino Zoli fungerà da piattaforma per mostrare l’intersezione innovativa tra arte e IA, evidenziando il potenziale metamorfico della tecnologia nel regno della creatività. La mostra è l’esito di un’attività di ricerca e di scouting condotti in Italia e a Singapore. Un ringraziamento a Davide Sarchioni, curatore ed esperto di arte digitale, per le connessioni con Giuseppe Ragazzini e Martin Romeo».
L’artista italiana Francesca Fini, protagonista di una mostra personale presso la Fondazione Dino Zoli, prologo di Ibrida – Festival Internazionale delle Arti Intermediali, mette in mostra a Singapore un mix di media tradizionali, tecnologia, dispositivi di design interattivo ed elementi audiovisivi generativi. Il video Meccanimus è incentrato sulla figura di un cyborg che si muove nella Città del Leone, abbandonata dagli uomini e ora ricoperta dalla natura. Esplorando i temi della solitudine e della scoperta di sé in un mondo senza ruoli prestabiliti, il cyborg tenta di capire cosa sarà il futuro. Il video propone una riflessione sulla potenziale armonia tra tecnologia e natura, offrendo uno sguardo sulle implicazioni del nostro futuro tecnologico.
Deborah Hirsch, artista, ha ideato e facilitato il workshop Il pensiero creativo attraverso l’arte contemporanea per aziende e università, esplorando i temi della natura e della connessione degli esseri umani. Attraverso il progetto Plantalia (Courtesy Hutchinson Modern & Contemporary, New York), le specie vegetali in via di estinzione vengono “fotografate” utilizzando una miscela di intelligenza artificiale e abilità artistica e successivamente registrate in un archivio permanente sulla blockchain, fungendo da registrazione simbolica di ciò che rischiamo di perdere. Hirsch approfondisce, così, il rapporto tra natura e ambienti urbani, sottolineando il ruolo cruciale degli habitat protetti nel preservare la biodiversità. Questo progetto è stato ispirato dalla sua conoscenza delle specie vegetali, scoperte anche nelle riserve protette di Singapore, come la Riserva naturale di Bukit Timah e la Riserva naturale del bacino centrale. Il lavoro di Hirsch evidenzia l’urgenza della conservazione di fronte all’urbanizzazione e la necessità di un impegno globale per garantire la sopravvivenza di diverse specie vegetali in tutto il mondo.
Giuseppe Ragazzini presenta in questa mostra la sua edizione Race della scultura cinetica interattiva The Face Wheels. Ragazzini, pittore, scenografo e artista visivo italiano, espone un lavoro composto da cinque dischi che rappresentano ciascuno una diversa componente facciale: la bocca, il naso, gli occhi e la testa, generati dall’intelligenza artificiale ed elaborati dall’artista. Questi dettagli, che possono essere controllati e ruotati, si ispirano a personalità iconiche del mondo delle corse, trasformando l’installazione in un generatore dinamico di 1.024 volti-collage unici.
L’artista visivo italo-argentino Martin Romeo presenta Anthropic Cloud, un video interattivo realizzato con CGI, tecniche di intelligenza artificiale e audio stereo. Noto per esplorare la connessione tra natura, tecnologia e corpo attraverso media immersivi, Romeo utilizza l’intelligenza artificiale nel suo lavoro per approfondire eventi ambientali e umani. L’artista traccia, in una dimensione spazio-temporale statica, creata con l’intelligenza artificiale, il transito degli aerei nel cielo di Singapore durante l’evento del Gran Premio, innescando la formazione video di una nuvola rosa ogni volta che uno di essi passa nelle vicinanze.
L’artista singaporiano Jake Tan esplora spesso i temi della natura, della tecnologia e della società. MR(AI) visualizza le fluttuazioni in tempo reale della sua frequenza cardiaca durante l’eccitazione dell’evento di Formula 1 di Singapore. Un’opera che invita alla riflessione su un mondo in cui i sentimenti e i dati umani sono modellati dall’apprendimento automatico.
L’artista singaporiano Ker Siang Yeo presenta in mostra l’opera The Audience Comes First. Cercando di trasformare le prospettive del pubblico in una creazione coinvolgente e collaborativa, l’artista fonde le esplosioni delle luci a LED che fiancheggiano il circuito cittadino di Marina Bay con strumenti come Generative Adversarial Networks (GAN). Un lavoro interattivo che offre agli ospiti la libertà di modellare il risultato dell’opera stessa attraverso personali suggerimenti creativi. Il pubblico diviene così parte integrante del processo artistico.
Favorendo il dialogo su questioni di estrema attualità ed esaminando la relazione tra tecnologia ed esistenza umana, “Art in Motion: AI Creatives at the Singapore Night Race” traccia la strada per un futuro più sostenibile, in cui l’intelligenza artificiale generativa diventi un catalizzatore di innovazione e progresso responsabile.
Immagine in evidenza
Martin Romeo, Anthropic cloud, 2023-24, interactive video made with CGI and AI techniques + stereo audio