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Art Kane. Visionary

giovedì 3 maggio 2018 - sabato 14 luglio 2018

Art Kane. Visionary

sede: Fondazione Bottari Lattes – Spazio Don Chisciotte (Torino).
cura: Guido Harari.

Art Kane (New York, 1925-1995), visionario e sperimentatore, ha realizzato celebri immagini diventate icone, legate al mondo della musica, della moda, della pubblicità e dell’impegno civile.
A sessant’anni anni dalla sua Harlem 1958, una delle fotografie più significative della storia del jazz, che vede riuniti cinquantasette grandi jazzisti su un marciapiede della 126esima Strada, la Fondazione Bottari Lattes propone per la prima volta a Torino le immagini più note e rappresentative del fotografo con la mostra “Art Kane Visionary”.

Art Kane è stato un modello da imitare per intere generazioni di fotografi per il suo approccio visionario, sperimentatore e rivoluzionario, che lo ha portato a inventare uno sguardo nuovo, a liberare la fotografia dal suo presunto verismo, a non fermarsi a rappresentare la realtà, ma a cercare di interpretarla amplificandola. La sua opera copre un arco temporale che va dagli anni Sessanta fino a tutti gli anni Ottanta, abbraccia la fotografia editoriale e di moda, il ritratto di celebrities, i reportage di viaggio, il nudo, le campagne sociali, la ricerca pura. Le innovazioni tecniche, dagli obiettivi grandangolari alle pellicole dai colori saturi, sono stati per lui strumenti di cui sperimentare ogni possibile variante. Lui, più di chiunque altro fotografo, ha utilizzato e reso popolare la tecnica del “sandwich”, trent’anni prima della fotografia digitale, che diede vita ai suoi scatti onirici, frutto di una visione interiore: due o più diapositive stratificate, messe a registro posizionandole al contrario o sottosopra nello stesso telaio. Grazie a questa tecnica è diventato un pioniere della narrativa fotografica, caricando le proprie immagini di metafore e poesia.

“Art Kane è stato la mia principale fonte di ispirazione – ha ammesso più volte Guido Harari –, il mio vero motore creativo, quando ho cominciato ad avvicinarmi alla fotografia nei primi anni Settanta. La musicalità delle sue immagini, la loro inventiva audace, indicavano una strada ricca di appassionanti avventure e deviazioni per un fotografo in erba qual’ero, e così è stato fino alla scomparsa di Kane nel 1995 e oltre”. A lui Harari ha dedicato una prima mostra nel 2012 alla Wall Of Sound Gallery di Alba, e poi, nel 2015, una grande retrospettiva a Palazzo Santa Margherita di Modena, prodotta dalla Galleria civica di Modena e dalla Solares Fondazione delle Arti, frutto di un profondo lavoro di recupero dell’archivio di Kane. A Torino lo Spazio Don Chisciotte propone un estratto di quella mostra, con circa quaranta opere che attraversano tutti gli ambiti in cui Kane ha operato, raccolte nel catalogo realizzato per l’occasione modenese, che comprende più di cento immagini.

Art Kane decise di dedicarsi interamente alla fotografia alla fine degli anni Cinquanta, dopo aver compiuto trent’anni e dopo importanti esperienze professionali come art director nel settore editoriale. La sua prima foto fu appunto Harlem 1958, che immortala i più famosi jazzisti dell’epoca, chiamati a raccolta dallo stesso Kane, al tempo giovane giornalista freelance e art director di Esquire. Da allora il suo obbiettivo si è posato sui grandi del rock, del pop, del soul e ancora del jazz (Rolling Stones, Bob Dylan, Doors, Janis Joplin, Frank Zappa, Aretha Franklin, Louis Armstrong, Duke Ellington), creando una serie infinita di icone, come, una su tutte, quella memorabile degli Who, addormentati ai piedi di un monumento e avvolti dalla bandiera britannica.
Mentre infuriavano la battaglia per i diritti civili (i diritti degli afroamericani come quelli degli indiani d’America) e la guerra del Vietnam, Kane elabora una risposta alle istanze di quel periodo con fotografie a tema sociale e politico di forte impatto, che sono soprattutto immagini simboliche, come il Cristo sulla sedia elettrica a commento della canzone With God on Our Side di Bob Dylan, il volto di un anziano Hopi rugoso come una corteccia, un reduce del Vietnam ridotto a tronco umano su una carrozzella.
Kane ha affinato il suo talento soprattutto su testate di moda e reportage della sua epoca (negli Stati Uniti come in Gran Bretagna o in Europa), quali Look, Life, Esquire, Harper’s Bazaar, McCall’s e Vogue, che lo cercavano sapendo di poter ottenere solo da lui immagini che “eliminano il piccolo e il brutto per enfatizzare il grande e l’eroico”. Ha inoltre creato campagne pubblicitarie per grandi marchi della moda e della bellezza, scardinando la classica liturgia degli abiti e delle modelle.
“Penso ad Art Kane come ad un colore acceso, diciamo, come un sole color zucca in mezzo a un cielo blu. Come il sole, Art fissa il raggio del suo sguardo sul suo soggetto, e quel che vede, lui fotografa – e di solito si tratta di un’interpretazione drammatica della sua personalità”.
(Andy Warhol)

Dopo essersi laureato con lode alla Cooper Union nel 1950, Kane esordisce come grafico impaginatore alla rivista Esquire e a 27 anni viene nominato art director di Seventeen. Nel 1956 studia alla New School sotto la guida di Alexey Brodovitch, insieme con altri studenti come Richard Avedon, Irving Penn e Diane Arbus. Nel corso della sua vita Kane è stato premiato da quasi tutte le associazioni di photo design degli Stati Uniti: American Society of Magazine Photographers, Photographer of the Year, Newspaper Guild of America, Page One Award, Augustus Saint-Gaudens Medal for Distinguished Achievement, Cooper-Union, New York Art Directors Club, 14 medaglie e 28 Awards of Distinctive Merit. Nel 1984 ha ricevuto il Lifetime Achievement Award dell’American Society of Magazine Photographers, oltre a premi dell’Aiga, Society of Typographic Arts and Communication Arts Magazine e degli art director club di Filadelfia, San Francisco, Chicago e Detroit. Di quella piccola schiera di fotografi del secondo dopoguerra, che include Guy Bourdin (1928-1991) e Helmut Newton (1924-2004), Kane è stato il ragazzo selvaggio: deciso, irremovibile e spassionato.

Luogo

FONDAZIONE BOTTARI LATTES – SPAZIO DON CHISCIOTTE
via della Rocca 37
Torino, 10123 Italia
+ Google Maps
Telefono:
011 197717
Sito web:
www.fondazionebottarilattes.it