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Beba Stoppani. 0° a 5000 mt – Spazio-Tempo

domenica 11 settembre 2016 - domenica 18 settembre 2016

La fotografa Beba Stoppani espone il suo ultimo lavoro “0° a 5000 mt” a Settembre presso la Scuola Grande San Teodoro di Venezia nell’ambito di “Spazio-Tempo” e a Ottobre negli spazi della Sala Ligari del Palazzo della Provincia di Sondrio nell’ambito di “FAI S.O.S. Pianeta Terra”.
Il lavoro è stato presentato al MIA 2016 nel progetto di condivisione “X-Change” (Stoppani, Miola, Lee) proposto dalla galleria Amy-D Arte Spazio.

“0° a 5000 mt” è un eco-progetto sul ghiacciaio del Rodano e il suo drammatico scioglimento che la fotografa Beba Stoppani ha immortalato nella torrida estate del 2015. Beba Stoppani ha realizzato il progetto “0° a 5000 mt” per stimolare, attraverso la potenza delle immagini, soprattutto le nuove generazioni a una riflessione sullo stato del nostro pianeta e su come poterlo preservare per poterne godere bellezza e risorse il più a lungo possibile.
Già nel titolo del suo lavoro, 0°a 5000 mt. , Beba Stoppani ci annuncia che il suo è un grido di dolore di fronte al dramma dello scioglimento dei ghiacciai, per l’esattezza quello del Rodano (Svizzera). L’autrice si trovava lì, ai piedi di questo ghiacciaio, quando l’ondata di calore “anomala” del luglio 2015, raggiunte le Alpi, lo faceva sciogliere come un “ghiacciolo nelle mani di un bambino” – così lei stessa racconta con scoramento.
I dati geologici parlano chiaro e sono incontrovertibili: dal 1850 il ghiacciaio del Rodano è diminuito di oltre 3 chilometri. Nelle tre settimane di canicola del luglio 2015 è arretrato di ben 6 metri.
Ma un conto è venirne informati, tutt’altra cosa vedere tale disastro sotto gli occhi, partecipare emotivamente al declino e alla sofferenza di questo gelido gigante, come riesce a fare Beba Stoppani. Lei non si limita infatti a documentare la tristezza e al contempo la grandiosità del ghiacciaio, ricoperto di teli riflettenti in un inane combattimento contro il sole e il riscaldamento planetario.
Ma lo vede, e ce lo fa sentire, come l’esito simbolico e pregnante del nostro comportamento folle nei confronti di una natura che pure ci nutre e di cui facciamo parte. Lo osserva, quasi fosse un malato grave, con uno sguardo impotente, carico di pietas. Lo sguardo di chi assiste amorevolmente un sofferente, cui si dovrebbero prestare subito cure appropriate.
Così il ghiacciaio – riparato sotto teli che ne lasciano scoperte alcune parti, simili a membra consunte – rivela ancor di più il suo declino, la sua scoraggiante vulnerabilità.
Sembra una “persona”, a cui si vorrebbe, in un gesto d’amore, restituire anche la forza perduta, la dignità e la sua storia.

Dettagli

Inizio:
domenica 11 settembre 2016
Fine:
domenica 18 settembre 2016
Categoria Evento:

Luogo

SCUOLA GRANDE DI SAN TEODORO
San Marco 4810
Venezia, 30124 Italia
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Ufficio Stampa
Chiara Fossati