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Belluno – Eventi e luoghi di interesse

lunedì 1 gennaio 2018 - giovedì 31 dicembre 2020

Belluno - Eventi e luoghi di interesse

sede: Varie Sedi (Belluno).

Belluno è un comune italiano, capoluogo della provincia omonima in Veneto.
Fondata come municipium romano nel I secolo a. C. , è attualmente il comune più abitato della provincia e il settimo e più settentrionale tra i capoluoghi di provincia del Veneto. La città è situata alla confluenza del torrente Ardo e del fiume Piave, posizione difensiva strategica per la quale è stata protagonista nelle due guerre mondiali.
L’area più settentrionale del territorio comunale fa parte sia del Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi dal 1988 (si tratta, tra l’altro, dell’unico capoluogo di provincia in Italia il cui territorio comunale sia in un Parco nazionale), sia del patrimonio dell’umanità delle Dolomiti dichiarato dall’UNESCO nel 2009. Belluno inoltre è stata insignita del titolo di città alpina dell’anno 1999.

Sito istituzionale
http://www.comune.belluno.it/

Eventi a Belluno
http://www.comune.belluno.it/retecivica/eventi.htm

Eventi
A Belluno, durante l’anno, si svolgono principalmente tre eventi, due legati ad una festività religiosa ed il terzo vicino ai temi della montagna:

La Sagra de i Fisciòt (“dei fischietti”) è la più caratteristica fiera della città: si svolge due domeniche prima di Pasqua. La consuetudine (nata nel 1716) relativa alla festa, nata come religiosa, prevede una lunga processione con la statua della Madonna Addolorata che durante l’anno è custodita in una cappella laterale della chiesa di Santo Stefano. La festa prevede una fiera con numerosi stand gastronomici e di artigianato locale. Alla sera la città viene illuminata da una festa di fuochi pirotecnici.
La Fiera di San Martino, patrono della città, si svolge a novembre e prevede, oltre alla già citata ex tempore internazionale di scultura su legno, un mercatino dell’antiquariato e di degustazione dei prodotti locali con le immancabili castagne accompagnate da vino novello.
Oltre le vette: metafore, uomini, luoghi della montagna è una rassegna annuale che racchiude una serie di eventi sulla cultura della montagna. Della durata di due settimane, si svolge durante le prime due di ottobre in varie sedi cittadine tra le quali il Teatro Comunale, Palazzo Crepadona e l’ Auditorium

Musei
Nel territorio del comune di Belluno si trovano cinque musei:

Il Museo civico di Belluno si trova a Palazzo Fulcis, affacciantesi su piazza Vittorio Emanuele, ed è stato aperto al pubblico il 26 gennaio 2017. Precedentemente si trovava a Palazzo dei Giuristi, sede storica sin dalla prima inaugurazione del 1876. La collezione si articola su cinque piani e 24 sale (oltre ad un lapidario) nelle quali sono ospitate opere di artisti della città e foresti dalla fine del XIV secolo sino alle soglie del ‘900: tra i più importanti si ricordano il vicentino Bartolomeo Montagna, i veneziani Domenico Tintoretto, Palma il Giovane, il bassanese Jacopo Bassano e gli artisti locali Simone da Cusighe, Matteo Cesa, Francesco Frigimelica il Giovane, Gaspare Diziani, Marco e Sebastiano Ricci, Placido Fabris ed Ippolito Caffi. Notevole anche il patrimonio di sculture ed intagli del museo, con opere di Andrea Brustolon (il Michelangelo del legno per Honoré de Balzac) e dell’allievo zoldano Valentino Panciera Besarel.
Il Museo Valentino Del Fabbro, nel quartiere di Cavarzano, è una collezione privata di attrezzi e oggetti legati alle attività artigianali del seggiolaio, dello zoccolaio, del tornitore, del falegname e dello scalpellino.
Il Museo naturalistico del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, inaugurato nell’ottobre 2015.
L’Esposizione naturalistica permanente è un piccolo museo nella frazione di Tisoi che comprende circa 600 pezzi tra fossili, minerali ed insetti della zona.
Il Museo interattivo delle migrazioni ospita diversi monumenti e opzioni interattive sulla migrazione in America e non solo.

Monumenti e luoghi d’interesse

Architetture civili

Palazzo dei Rettori: edificio realizzato a varie riprese partendo dal 1409 fino al 1536, non si è ancora sicuri sul nome dell’architetto, che potrebbe essere o il veneziano Giovanni Candi o il fiorentino Lorenzo Ghiberti. Inoltre tra il 1536 e il 1547 venne innalzata la Torre dell’Orologio, su progetto del fiesolano Valerio da San Vittore. Fu sede per quasi quattrocento anni dei rettori di Belluno, attualmente ospita la prefettura.
Palazzo Rosso: edificio costruito nel 1833 dall’architetto feltrino Giuseppe Segusini, in stile neogotico, nell’area ove sorgeva l’antica sede comunale, la Caminada, riutilizzando anche il materiale ottenuto dalla demolizione di quest’ultima. Ivi si trova la sede del comune di Belluno.
Palazzo dei Vescovi – Conti: il primitivo palazzo venne edificato nel 1190, ma di questo non restano che i possenti muri nell’atrio di ingresso. Un richiamo alla struttura originale è la torre del lato nord, rifatta nel 1940 e conforme il più possibile alla forma originaria, mentre l’attuale edificio è del 1690 e venne ristrutturato nel XIX e nel XX secolo. Ospita l’Auditorium.
Palazzo Fulcis De Bertoldi: la facciata e alcuni elementi interni, come la scala d’onore e il salone a doppio piano, sono stati realizzati nel 1776 dall’architetto Valentino Alpago Novello, su commissione della famiglia Fulcis in occasione del matrimonio tra Guglielmo Fulcis e la contessa trentina Francesca Migazzi De Vaal; questo intervento è andato ad uniformare in un unico fabbricato tre preesistenti edifici sconnessi, di cui uno almeno già di proprietà della citata nobile famiglia bellunese. Il palazzo ha poi subito vari interventi nel corso del XIX secolo, ai quali ha seguito una lunga fase di abbandono nella seconda metà del ‘900: acquistato dal Comune di Belluno tra il 1982 ed il 1988, è stato oggetto di un intervento di restauro dal 2009 al 2016 al fine di farlo divenire la nuova sede del museo civico cittadino, aperto nel 2017.
Palazzo Crepadona: palazzo nobiliare cinquecentesco, fatto costruire da Niccolò Crepadoni il quale unì insieme una serie di edifici precedenti, di cui l’altana conserva forse l’impianto di una delle antiche torri, che sopravanzavano le mura cittadine. Dal 1981 si trova al pianterreno il sarcofago di Tullio Ostilio. L’edificio ospita mostre, anche di livello internazionale, ed è sede della biblioteca e del centro culturale comunali.
Palazzo dei Giuristi: ex sede del Museo civico di Belluno, è stato eretto nel 1664 dal Collegio dei Giuristi. In stile rinascimentale, conserva numerosi reperti della storia di Belluno. Scelto come sede del museo nel 1873, fu aperto al pubblico nel 1876.
Monte di Pietà: iniziata la sua costruzione nel 1501, sotto la spinta della predicazione di Elia da Brescia, venne completata nel 1531. All’epoca divenne il simbolo delle contestazioni contro il governo della città, anche se il Comune aveva stanziato una grossa somma di denaro per la costruzione. Conserva il portone originale rinforzato e una parte della decorazione.
Palazzo Costantini: si trova in Piazza delle Erbe, fu eretto dalla famiglia Costantini nel 1550 circa, sopra la “loggia di Foro”, luogo aperto a pubbliche riunioni costruito nel 1347 e ristrutturato nel 1471. Riguardo al palazzo spiccano il bel Leone di San Marco e le trifore centrali al primo e secondo piano. Interessante il portico formato da quattro archi, due rinascimentali e due gotici, sotto i quali si nota un elegante balaustra in colonnine bianche.
Palazzo Batti Vinanti: edificio impreziosito da due trifore che scandiscono il ritmo ascendente del gotico veneziano. La facciata ha una composizione asimmetrica, infatti la trifora del secondo piano è più stretta rispetto a quella del primo, dove si trova anche un piccolo poggiolo, sulla sinistra delle trifore si trovano due monofore trilobate.
Palazzo Piloni: fatto costruire nel 1550 dalla famiglia Piloni, l’edificio è impostato su un largo portale in pietra, sormontato da un largo poggiolo in pietra e ferro, che delimita la facciata del piano terra costituita da bugne in pietra. Nella sala dell’ingresso centrale ci sono alcuni affreschi, rappresentanti le quattro stagioni, attribuibili a Cesare Vecellio.
Palazzo Regozza Longana: palazzo seicentesco che si apre su via Mezzaterra, presenta una facciata disposta su tre piani principali, in ciascuno dei quali ci sono tre trifore ad arco a tutto sesto centinato e definito da un architrave, di netta impronta seicentesca. Si nota infine al primo piano un poggiolo a forma di pulpito con ringhiere in ferro battuto in stile rinascimentale.
Palazzo Reviviscar: del primitivo palazzo, andato distrutto in un incendio del 1933, non resta che la facciata, mentre il resto della costruzione era del 1400, e successivamente ampliato e abbellito alla fine dello stesso secolo. Il nome venne dat dalla famiglia Persico che possedeva il palazzo, successivamente alla morte dei due figli prematuramente, infatti reviviscar significava nel dialetto di allora “rinascere”. Ai lati si alzano due altane ricordo delle torrette medievali; ora è sede dell’Associazione Industriali della Provincia.
Palazzo Doglioni: il palazzo conserva ancora tutto il suo splendore cinquecentesco: gli archi sono sostenuti da colonne rinascimentali, con i capitelli a volute ioniche. Il primo piano ha porte e finestre disposti a quadrifora, e i capitelli sono anche questi rinascimentali. Il secondo piano, nella sua semplicità, si rifà addirittura all’architettura del 1400. Il palazzo è ora sede della Banca Cattolica.
Palazzo Sammartini: palazzo di epoca cinquecentesca, sono state recuperate con un recente restauro le bifore e la loggia sul cortile interno. La facciata, di un caratteristico colore rosso, poggia su alti archi, mentre le slanciate serie di finestre e balconi aumentano la verticalità del palazzo, di tipico stile lagunare.
Palazzo Nosadani o Casa del Capitano: una delle più antiche fabbriche della città, si erge sopra quattro colonne con dei bei capitelli a voluta ionica. Anche se è stato notevolmente rimaneggiato, lascia ancora intravedere la struttura a trittico del XIV secolo.
Ex Ospedale dei Battuti: già prima del 1360 si trovava su questo luogo un ospizio per poveri e viandanti, che è stato sostituito dal palazzo attuale costruito intorno al 1520, che divenne al tempo stesso ospedale e luogo di accoglienza per i forestieri. Mantenne questa funzione fino al 1793, quando l’ospedale venne trasferito in via Loreto.
Palazzo Grini: costruito durante il XVI secolo, si trova all’incrocio tra vicolo San Pietro e via San Pietro. Da notare la “Porta dei morti”, un uscio laterale all’edificio che serviva per l’uscita dei feretri, quasi a non contaminare l’ingresso principale.
Palazzo Minerva: si tratta di un palazzo neoclassico, costruito alla fine del settecento, su progetto dell’architetto Francesco Maria Preti. Nel sottoportico un tempo erano murate due lapidi, in onore di due pittori bellunesi.
Palazzo Fulcis – Marchetti – De Faveri: palazzo costruito nel XVI secolo. Alla base uno spazioso portico è formato da colonne di pietra bianca di Pinè e da grandi archi a tutto sesto. All’interno è presente una affresco seicentesco, attribuibile alla scuola di Sebastiano Ricci.
Palazzo Pagani Cesa: costruito nel corso del XVIII secolo, presenta una grande armonia architettonica, accostabile senza dubbio a quella del Palazzo dei Rettori in Piazza Duomo, a cui forse si ispira. Caratteristici poi i numerosi abbaini e molto armonioso l’effetto delle colonne e degli archi ribassati, perfettamente proporzionati all’altezza della costruzione che non è appunto elevata.
Palazzo Barcelloni Corte: fatto costruire durante il XVI secolo dalla famiglia di spadai Barcelloni Corte, nel 1929 divenne sede dell’Istituto Nazionale fascista per la Previdenza Sociale. Fu poi sede dell’Esattoria Consorziale della Cassa di Risparmio.
Palazzo Bembo: fatto erigere nel 1568 dal vescovo Giulio Contarini per ospitare il Seminario dei Chierici. Trasformato nel 1750 dal vescovo Bembo, mantenne la funzione di seminario fino al 1793, quando venne ceduto dal vescovo Alcaini perché l’edificio avesse funzione di ospedale. Successivamente l’edificio è stato ampliato a nord, in tre fasi successive, in quella che oggi è detta Ala Caffi.

Monumenti

Monumento ai Caduti: si trova in piazzale Cesare Battisti, circondato da edifici del XIX secolo e del XX secolo. Questo monumento fu eretto nel 1895, con una statua di Piero Giacomini, scultore bellunese allievo di Luigi Ferrari.
Monumento a Calvi: il monumento intitolato a Pietro Fortunato Calvi, patriota italiano del XIX secolo, è stato eretto nel 1955 in piazzale Cesare Battisti, sotto gli alberi del giardino di destra.
Monumento del Bosco delle Castagne: il monumento è stato eretto sul colle dove dieci partigiani furono impiccati dai tedeschi, per rappresaglia, il 10 marzo 1945. Si trova nelle vicinanze di Belluno, in località Vezzano.

Architetture religiose

Basilica cattedrale di San Martino: edificata sul luogo ove sorgeva un’antichissima chiesa paleocristiana, si hanno successive testimonianze di un edificio religioso costruito nell’850 ed intitolato a San Martino. L’attuale costruzione è la realizzazione di un progetto del 1517 di Tullio Lombardo, mentre il vicino campanile è di un periodo successivo: infatti il suo progetto, di Filippo Juvarra, venne realizzato tra il 1732 e il 1743, mentre la cupola si completò solo nel 1756.
Chiesa di Santa Maria delle Grazie: più comunemente nota con il nome di Battistero, questa chiesa si trova a pochi passi dalla Cattedrale. La funzione di Battistero venne assunta nel 1555 prima svolte nella chiesa di San Giovanni Battista, ed inoltre ereditò le funzioni e gli arredi della trecentesca chiesa di Sant’Andrea, dove era venerata l’immagine della madonna. L’attuale riedificazione è del 1896, mentre la chiesa ha subito un restauro nel 1970. L’edificio inoltre presenta due campanili laterali che sostituirono nel 1896 quello centrale, abbattuto perché molto danneggiato dopo il terremoto del 1873.
Chiesa di San Pietro: la data di inizio dei lavori risale al 1282, e questi durarono per più di quaranta anni, terminando solo nel 1326. Una prima ristrutturazione avvenne nel 1465, quando il Consiglio cittadino stanziò 500 lire per questo lavoro, mentre subì una totale demolizione negli anni trenta del XVIII secolo. Solo un ventennio più tardi venne ricostruita su un progetto del 1709 di Ludovico Pagani. L’attuale configurazione invece risale al 1882, in seguito ai danni provocati dal terremoto del 1873. Della costruzione originale conserva la sola cappella gotica ora inglobata nel Seminario Gregoriano attiguo. All’interno ospita opere di Sebastiano Ricci, dello Schiavone e di Andrea Brustolon.
Seminario Gregoriano: convento francescano dal XIII secolo al 1806, dal 1834 è sede del seminario vescovile.
Ex Chiesa di Santa Maria dei Battuti: d’impostazione gotica, fu edificata intorno al 1330, e nel corso del secolo fu abbellita con vari dipinti ed affreschi. Nel 1415 venne completata la torre campanaria, mentre il presbiterio fu finito solo nel 1429. Durante il XIX secolo la chiesa fu ceduta al demanio e il portale gotico venne tolto dalla chiesa e collocato altrove. Attualmente della facciata resta solo il rosone centrale in pietra.
Chiesa di San Rocco: di aspetto rinascimentale in pietra bianca di Castellavazzo, fu costruita nel 1530 in onore del Santo patrono e guaritore degli appestati. Aperta al pubblico nel 1561, subì un restauro nella seconda metà dell’ottocento. All’esterno si notano due affreschi datati 1564, mentre all’interno sono da segnalare il tabernacolo dell’altare maggiore e il dipinto Assunzione di Cesare Vecellio.
Chiesa di Santo Stefano: dopo la delibera concessa nel 1463 per la sua costruzione, i suoi lavori partirono dal 1468, sull’antica chiesa di Santa Maria delle Grazie. I suoi lavori terminarono nel 1485, mentre nel 1480 era stato rinvenuto il sarcofago di Flavio Ostilio. La facciata principale, semplice e grezza, è fatta con pietra in vista, mentre il portone in bronzo è opera dello scultore Dante Moro. L’interno della chiesa, a tre navate, è suddiviso da alte arcate ogivali che sostengono volte a crociera. All’interno si possono trovare opere, tra gli altri, di Andrea Brustolon e della scuola di Tiziano Vecellio.
Ex Convento dei Serviti: adiacente alla Chiesa di Santo Stefano, il convento presenta un elegante chiostro iniziato nel 1462, in stile gotico, di forma quadrata, con una serie di arcate ogivali con colonne in pietra. L’edificio ospita attualmente l’Intendenza di finanza.
Chiesa di San Biagio: il luogo di culto più antico di tutta Belluno, è dedicata a San Biagio, medico che visse in Armenia tra il terzo e il quarto secolo.
Ex Collegio dei Gesuiti: il complesso venne eretto a partire dal 1704 su un progetto originale dell’architetto Andrea Pozzo con l’annessa Chiesa di Sant’Ignazio, ridisegnata in forme più lineari nel 1714 dall’austriaco Matthias Gremsel. Nel 1773, con la soppressione dei Gesuiti, il complesso fu trasformato in scuola pubblica, ma venne requisito dai francesi nel 1797. Fu sede dell’Istituto Militare di Educazione Inferiore asburgico tra il 1854 e il 1862, mentre vi risiedette il Distretto Militare provinciale fino al 1995.
Chiesa di Santa Maria di Loreto: venne costruita tra il 1612 e il 1641 sul disegno del cappuccino Andrea da Venezia, a completamento dell’annesso convento delle Monache clarisse. La chiesa subì una risistemazione nel 1952 da parte di Alberto Alpago Novello, ma questi lavori conferiscono all’interno una certa disomogeneità stilistica. All’interno si trovano opere di Andrea Brustolon, Francesco Frigimelica il Vecchio e Antonio Lazzarini
Chiesa di San Nicolò: in Borgo Piave, eretta nel 1361 su ordine di Nicolò Cursore. Durante il 1547, come testimonia Doglioni, la chiesa venne modificata dal rettore Domenico Faletro, quindi ora non ci resta nulla dell’originaria costruzione, che sicuramente non aveva grandi dimensioni.
Chiesa di San Giuseppe: in Borgo Prà, eretta nel 1797, fu frequentata da personaggi illustri quali papa Gregorio XVI e Albino Luciani, futuro papa Giovanni Paolo I.
Chiesa della Beata Vergine della Salute: si trova nel porticato del Monte di Pietà; dotata di un piccolo ingresso, si nota sul fondo l’altare rialzato ed inquadrato tra due porte.
Significative sono anche la Chiesa di San Martino, con pale e segni di affreschi del seicento, nella frazione di Sopracroda, e la cinquecentesca Chiesa di San Micel dedicata al santo.

Belluno. (2 ottobre 2018). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 14 ottobre 2018, 01:44 da //it.wikipedia.org/w/index.php?title=Belluno&oldid=100076281.

Dettagli

Inizio:
lunedì 1 gennaio 2018
Fine:
giovedì 31 dicembre 2020
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Luogo

VARIE SEDI – BELLUNO
Belluno, 32100 Italia + Google Maps