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Bianco e nero, luce ed ombra – Mostra collettiva

sabato 27 Settembre 2025 - domenica 12 Ottobre 2025
Bianco e nero, luce ed ombra - Mostra collettiva

sede: Casale d’Arte XXX Miglia (Sutri, Viterbo).

Un’esposizione alla scoperta del ruolo del non-colore nell’Arte Contemporanea, del bianco, del nero e delle scale dei grigi che senza soluzione di continuità possono essere create tra questi estremi.

Gli artisti riducono la gamma dei colori per diversi motivi, ma uno degli effetti più sorprendenti della pittura bianco/nero è quello di focalizzare l’attenzione dell’osservatore sul segno e sulla forma.
La pittura acromatica mette a fuoco il soggetto senza la distrazione del colore ed esplora le infinite relazioni che il bianco, il nero e il grigio hanno con la luce e con le ombre, divenendo essi stessi colori.
La scultura contemporanea è quasi naturalmente acromatica, perché si serve della diversa qualità della materia e delle texture per creare effetti chiaroscurali di grande intensità.

Il bianco/nero suggerisce alla psiche spiritualità e memoria in contrapposizione al tempo presente colorato e dominato dal consumo.
Il colore bianco e nero ricorda per molti i tempi dell’infanzia, le foto bianco e nero, la televisione delle origini, incarna la nostalgia di tempi passati.
Saranno presenti in questa esposizione presso il Casale d’Arte XXX miglia una ventina di opere di 8 artisti di provata esperienza che si esprimono con libertà sia in modo bidimensionale che tridimensionale, non avendo timore di sperimentare nuovi materiali, quanto di utilizzare abilmente tecniche di tradizione.

Minimalismo, sintesi, una forte visione del futuro, ricerca e dialogo con il passato, in questa mostra collettiva gli artisti interpretano in modi assolutamente diversi ed originali il non-colore, dando dimostrazione delle infinite possibilità che questa “privazione” offre alla ricerca artistica.

Cordischi si esprime su juta e su tela con forme piatte e sintetiche che pur rimanendo totalmente astratte, creano immagini evocative di presenze umane o paesaggi. Le sue sculture connotate anch’esse da uno stile espressionista arcaico, sono in realtà assemblaggi di materiali di recupero.
De Moro lavora su ampie tele con segni forti della potenza del gesto. I risultati della sua concentrazione producono un “gesto automatico” che crea opere di grande impatto a colori primari. In questa mostra presenta una tela enorme e potentissima solo di bianchi, neri e grigi.
Kersh interpreta l’assenza di colore con sofisticate mezzetinte di grigi che creano caratteristiche forme che sembrano decorazioni, ma sono invece frutto di una paziente applicazione allo stile astratto; sono ottenute con un lavoro minuzioso di segni a pastello o campiture acquerellate.
Magni presenta in pittura le sue visioni di torri immaginarie che si elevano fino al cielo. Come la torre di Babele sembrano alludere agli sforzi titanici dell’uomo per superare la paura della morte e si risolvono invece solo nel fallimento della vanità umana. Presente in mostra anche un video dal titolo “Marte (Gaza)” dello stesso autore che illustra l’intervento artistico sui muri del centro storico di Viterbo.  Questa opera monocroma parla del rifiuto della risoluzione bellica dei conflitti tra i popoli.
Mancinelli crea paesaggi in modo assolutamente originale. Le sue vedute astratte dimostrano un’abilità pittorica notevole e una ricerca di materiali molto raffinata.  Utilizza infatti sostanze della tradizione come elementi della tecnica odierna, quali il bitume, i pigmenti naturali, la paraffina, i colori acrilici e quelli ad olio. Aldilà della tecnica questa artista esprime un gusto raffinatissimo che guarda a secoli di tradizione pittorica italiana ed europea.
Melloni presenta sculture di cartapesta e materiali di recupero connotate da grande leggerezza e nel contempo da una forza drammatica di ispirazione arcaica. Come oggetti di civiltà antiche le sculture di Melloni lasciano un’impressione profonda che scuote nell’intimo, perché allude agli istinti più primordiali dell’essere umano. Nel contempo si legge nei suoi lavori tutta la complessità dell’espressione artistica contemporanea.
Tata si esprime utilizzando abilmente i materiali di recupero. Presenta un grande trittico dal titolo “finestre” fatto solo di pezzi di stoffa recuperati da qualche taglio di sartoria. L’impressione visiva è fortissima: sembra di vedere le abitazioni in un vicolo di notte. L’utilizzo dei materiali di recupero non è casuale, ma perfettamente in linea con la sua ricerca: l’artista da sempre considera l’ambiente naturale e i suoi materiali come un laboratorio creativo. Anche gli scarti della civiltà industriale vengono da lei utilizzati, per creare e rappresentano un messaggio contro lo spreco.
Tranchida  si trova perfettamente a suo agio con il bianco/nero. I suoi segni ripetuti sulla tela creano sorprendenti effetti tridimensionali e vogliono produrre nell’insieme impressioni di materie naturali. I gesti graffianti sulla superficie sembrano esprimere empatia, ma nel contempo rabbia per la perdita progressiva dell’ambiente naturale. “Di lava e di neve” sono i suoi sogni in bianco e nero.

Inaugurazione
sabato 27/9/2023 dalle ore 11

Immagine in evidenza
di Tata

Dettagli

Luogo

  • CASALE D’ARTE XXX MIGLIA
  • Via Cassia Cimina s.n.c. km.29,200
    Sutri, Viterbo 01015 Italia
    + Google Maps
  • Numero di telefono 340 875 0060