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Braco Dimitrijevic. Traveling to post history

lunedì 10 Giugno 2019 - sabato 28 Settembre 2019

Braco Dimitrijevic. Traveling to post history

sede: M77 Gallery (Milano).
cura: Danilo Eccher.

La mostra segna un ritorno a Milano di Braco Dimitrijevic, già presentato nel 2015 nell’ambito della collettiva “Arts & Food” di Germano Celant in Triennale in occasione dell’Expo, con un percorso senza perdere la forte dimensione installativa attraversa i temi principali della ricerca artistica di Dimitrijevic.

Ispirandosi alla sua produzione degli anni ’70, l’artista affronta il rapporto tra casualità e creatività con due grandi opere inedite realizzate appositamente per il progetto espositivo che mettono in discussione, quasi dissacrando, l’idea stessa di opera d’arte e il concetto di artista. Già da quegli anni Dimitrijevic, in anticipo sulla teorizzazione di un’estetica relazionale, si riferisce al ruolo dell’artista come a quello di un “arrangiatore”, che dispone una situazione iniziale di cui il pubblico è co-autore e il cui risultato finale è imprevedibile.

Il visitatore è accolto da un’imponente installazione che vede protagoniste due barche, le cui vele ritraggono i volti di artisti e intellettuali quali Tesla, Modigliani Malevic e Goncarova, accomunati da vicende critiche alternanti e che hanno visto la propria fama essere riconosciuta solo molti anni dopo aver prodotto le opere per cui sono considerati dei maestri. Oltre alla casualità della fama, in queste opere Dimitrijevic, in cui il ritratto è accostato all’elemento organico – cocchi, in questo caso – pone l’accento anche sulla natura, con la sua capacità di riequilibrare le forze in campo. Una presenza ricorrente in tutta la produzione dell’artista.

Il percorso prosegue con due serie di lavori, articolate intorno alla grande installazione Heralds of Post History, l’opera già presentata in Arts and Foods. La serie Balkan Walzer presenta ritratti di famosi compositori “sfregiati” dai picconi i quali rompono la superficie del vetro e rimangono incastonati nell’opera, dove un peperoncino rosso rievoca un rivolo di sangue. Questa serie introduce altri temi cari all’artista, la continua commistione tra natura e artificio (frutta, oggetti di uso comune), il ricorrere a personaggi della Storia per lui particolarmente significativi, da onorare, o stigmatizzare, esprimendo in questo modo giudizi etici ed estetici sulla Cultura, sull’Arte e il ruolo dell’artista.

La seconda selezione di lavori è dedicata invece a un altro importante corpus nella produzione dell’artista che consiste in installazioni che creano incontri stranianti tra animali selvatici e opere d’arte. Dialoghi silenziosi in cui la natura e la cultura si fronteggiano in una dimensione sospesa.

Come suggerisce il titolo dell’esposizione, la ricerca di Braco Dimitrijevic parte da una posizione critica nei confronti della Storia: l’artista ha sviluppato il concetto di. “Post Storia” all’interno del trattato Tractatus Post Historicus del 1976, qualche anno prima della coniazione del Postmodernismo, definendola come coesistenza di concetti e modelli differenti, pluralismo della verità e tempo di una visione multi-angolare.

“La causalità in realtà è il determinismo nascosto perché non c’è nulla di casuale, tutto va visto in una prospettiva cosmica” – spiega l’artista.”Lo dimostrano i tanti errori della storia che mette ai margini persone come se fossero ‘passanti’ e poi li ripropone come eroi. Basti pensare a Kafka, El Greco dimenticato per 300 anni, Van Gogh e tanti altri. Io racconto questa storia”.

Braco Dimitrijevic ha avuto 160 mostre personali in tutto il mondo tra le quali: Lucio Amelio, Napoli nel 1971; Galerie Konrad Fischer, Düsseldorf nel 1972; Robert Self, Londra nel 1972; Galleria Sperone, Torino nel 1974; Sperone Westwater, New York nel 1975; Abteiberg Museum, Mönchengladbach nel 1975; Palais des Beaux-Arts, Bruxelles nel 1975; ICA, Londra nel 1979; Stedelijk Van Abbemuseum, Eindhoven nel 1979; Waddington Galleries, Londra nel 1981; Tate Gallery, Londra nel 1985; Museum Ludwig, Colonia nel 1984; Kunsthalle Bern nel 1984; Kunsthalle Düsseldorf nel 1996; Israel Museum, Jerusalem in 1993; Museum Moderner Kunst (MUMOK), Vienna in 1994; Musée d’ Orsay, Parigi nel 2005; Russian State Museum, San Pietroburgo nel 2005; Xin-Dong Cheng Space for Contemporary Art, Pechino nel 2006, Musée d’Art Moderne de Saint-Étienne, Saint-Priest-en-Jarez nel 2009; Sperone Westwater, New York nel 2012; GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino nel 2016; Galerie Daniel Marzona, Berlino nel 2017; Museum of Contemporary Art (MSU), Zagabria in 2017. Tra le mostre collettive ricordiamo: tre partecipazioni a Documenta, Kassel (1972, 1976 e 1993); cinque partecipazione alla Biennale di Venezia (1976, 1982, 1990, 1993 and 2009); Sydney Biennale (1978, 1986); São Paulo Biennale (1996); SITE Santa Fe (1995); Kwangju Biennale (1995); Havana Biennale (1997); Valencia Biennale (2001); Rhetorical Image al New Museum, New York (1990); Magiciens de la Terre al Centre Georges Pompidou, Parigi (1989); Open Systems alla Tate Modern, Londra (2005); Moscow Biennale (2009), Dublin Biennale (2011), Speaking Artists al Busan Museum of Art, Korea (2012-13), Helsinki Biennale (2014), Transmissions al the Museum of Modern Art (MoMA), New York (2015); Conceptual Art in Britain al Tate Britain, Londra (2016); Art in Europe: 1945 -1968 al ZKM, Karlsruhe (2017), Symptoms of Society al Zhejiang Art Museum, Hangzhou (2017); A Luta Continua da Hauser and Wirth, New York (2018).

Dettagli

Inizio:
lunedì 10 Giugno 2019
Fine:
sabato 28 Settembre 2019
Categoria Evento:
Tag Evento:
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Luogo

M77 GALLERY
via Mecenate, 77
Milano, 20138 Italia
+ Google Maps
Telefono:
02 84571243
Sito web:
m77gallery.com