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Brescia – Eventi e luoghi di interesse

1 Gennaio 2018 - 31 Dicembre 2020

Brescia - Eventi e luoghi di interesse

sede: Varie Sedi (Brescia).

Antica città le cui origini risalgono a oltre 3200 anni fa, Brescia possiede un cospicuo patrimonio artistico e architettonico: i suoi monumenti d’epoca romana e longobarda sono stati dichiarati dall’UNESCO Patrimonio mondiale dell’umanità.
Brescia è tra i principali centri economico-produttivi del Paese ed è conosciuta per la celebre corsa d’auto d’epoca Mille Miglia e per la produzione dei vini Franciacorta.
La città di Brescia è soprannominata “Leonessa d’Italia” per i dieci giorni di resistenza agli austriaci durante il Risorgimento Italiano (dal 23 marzo al 1º aprile 1849).

Sito istituzionale
http://www.comune.brescia.it/

Eventi a Brescia
http://agenda.comune.brescia.it/
http://www.turismobrescia.it/it/eventi

Musei

Museo di Santa Giulia
Nel museo sono conservati migliaia di oggetti e opere d’arte spazianti dall’età del Bronzo all’Ottocento provenienti soprattutto dal contesto cittadino e dalla provincia di Brescia, che ne fanno un vero e proprio museo cittadino, le cui tematiche di approfondimento vertono principalmente sulla storia della città di Brescia e del suo territorio. Tra le numerose opere d’arte si ricordano soprattutto la Vittoria Alata, la Croce di Desiderio, la Lipsanoteca e il settore “Collezionismo e arti applicate”, dove sono custodite tutte le collezioni private donate al museo tra il Settecento e L’Ottocento.

Museo Diocesano di Brescia
Il museo, fondato dal vescovo Luigi Morstabilini nel 1978, raccoglie numerose opere d’arte provenienti da tutto il territorio della diocesi, esteso alla provincia di Brescia, spazianti tra dipinti, sculture, oggetti di oreficeria e tessuti liturgici. Il museo è inoltre sede regolare di esposizioni d’arte sacra legate al contesto bresciano.

Museo del Risorgimento di Brescia
Il Museo del Risorgimento è uno spazio espositivo che si trova all’interno del castello di Brescia, posto sulla sommità del colle Cidneo, a nord del centro storico della città lombarda. Per la ricca varietà dei materiali contenuti è considerato uno dei più importanti e significativi musei nazionali sul Risorgimento.

Pinacoteca Tosio Martinengo
La ricca sezione disegni e stampe custodisce la grande collezione Fè d’Ostiani di dipinti giapponesi e cinesi su carta e seta.
La collezione va dalla storia dell’arte bresciana del Trecento al Settecento, con opere di Raffaello, del Filippini, del Moretto, Romanino, del Lotto.

Capitolium
Il Capitolium o Tempio Capitolino è un tempio romano situato a Brescia in Piazza del Foro, lungo via dei Musei, il nucleo dell’antica Brixia romana. Insieme al teatro e ai resti del foro cittadino costituisce il più importante complesso di rovine e resti di edifici pubblici d’età romana presenti nell’Italia settentrionale.
Nel 2011 è stato dichiarato dall’UNESCO patrimonio mondiale dell’umanità e fa parte del sito seriale Longobardi in Italia: i luoghi del potere (568 – 774 d.C).

Museo delle Armi Luigi Marzoli
Il Museo delle armi Luigi Marzoli, che si trova nel Mastio Visconteo del Castello della città di Brescia, espone raccolte di armi antiche d’Europa.
Questa raccolta è il frutto del lascito testamentario, 26 gennaio 1965, con cui l’imprenditore Luigi Marzoli di Palazzolo sull’Oglio legò al comune di Brescia la propria collezione privata di armi antiche, raccolte in un cinquantennio di ricerche. La collezione è una di quelle rammentate da Douglas Cooper nel suo volume del 1963, Great private Collections, accanto alle raccolte dei Rotschild e di sir Denis Mahon.

Museo dell’industria e del lavoro
Il museo dell’Industria e del lavoro di Brescia (MusIL) è dedicato a Eugenio Battisti quale riconoscimento alla sua attività di studioso della modernità in generale e come iniziatore, in Italia, degli studi di archeologia industriale in particolare.
Il museo possiede diverse sezioni, anche distaccate in altri luoghi del bresciano:
Il museo dell’Energia Idroelettrica a Cedegolo, in Val Camonica (in una ex centrale Enel);
Il museo del Ferro, costituito in una antica fucina del Borgo di San Bartolomeo;
La Fondazione MusIL a Rodengo Saiano dove sono annoverati grossi macchinari risalenti al decollo industriale fra ‘800 e ‘900;
La Fabbrica del Cinema.
Dal 2009 è aperta una sezione dedicata al Cinema. A Rodengo Saiano sono conservati macchinari, videoteca e archivi della Gamma Film, uno studio grafico italiano fondato dai fratelli Gino e Roberto Gavioli nel 1953 a Milano, particolarmente attivo negli anni sessanta nel mondo della pubblicità televisiva (Carosello) e dell’animazione per l’infanzia.

Museo della Mille Miglia
Il percorso è suddiviso in nove sezioni temporali, di cui sette dedicate alle corse della Mille Miglia dal 1927 al 1957, una alle Mille Miglia dal 1958 al 1961 e una alle Mille Miglia contemporanee, ed in ognuna di queste sezioni sono presenti macchine d’epoca, periodicamente sostituite per permettere la loro partecipazioni alle varie corse di auto storiche, tra cui la Mille Miglia. All’interno del Museo sono inoltre esposte alcune pompe di benzina d’epoca in prestito dal Museo Fisogni delle stazioni di servizio, tra cui un esemplare del distributore in stile Littorio disegnato dall’architetto Piacentini.

Museo Nazionale della Fotografia di Brescia
Il Museo è suddiviso in sezioni:
sala dedica al cinema, dove sono esposti pezzi che raccontano l’evoluzione del cinema per amatori, dai primi tentativi di rendere le riprese alla portata di tutti con il proiettore Pathè Baby del 1921 che supportava la pellicola 9,5 mm e la seguente cinepresa che porta il suo stesso nome del 1923, dal formato maneggevole e facilmente utilizzabile, per passare alle cineprese storiche della Bell & Howell, della Bolex Paillard, per arrivare alle più recenti giapponesi. In questa sala sono ospitate le due fotocamere utilizzate dalla NASA per studi scientifici e tecnologici.
vetrine della storia della fotografia: partendo dagli antenati della fotografia, dalla camera oscura cinquecentesca, per passare nel 1700 alla silhouette e physionotrace, arrivando alla copia della prima fotografia del mondo del 1826, viene illustrata la nascita della fotografia, che inizia a diffondersi con l’invenzione di Daguerre nel 1839. Nelle vetrine si possono ammirare pezzi originali di dagherrotipi, ambrotipi, ferrotipi che rappresentano positivi a copia unica, una rara miniuature dorée, lastre autocromie dei Fratelli Lumière e album che raccolgano bellissime cartes de visite.
sala delle macchine fotografiche: le macchine sono raccolte nelle vetrine in base alla casa produttrice: Leica, Zeiss Ikon, Kodak, Agfa, Bencini e Ferrania… In questa sala trovano posto un apparecchio francese in legno di fine ‘800 che monta lastre 55×55 cm e la vetrina dedicata alla stereoscopia.
sala della tecnica fotografica: qui troviamo un pezzo di vanto per il Museo, la fotomitragliatrice Zeiss Ikon del 1930, e troviamo tutto ciò che serve in fase di ripresa (esposimetri, flash, lenti, filtri, scatti flessibili…) e in fase di sviluppo e stampa.

Museo di Fotografia Ken Damy
Il museo Ken Damy si trova in corsetto Sant’Agata a Brescia, all’interno della loggia delle mercanzie, sulla sinistra del corso salendo verso Piazza della Loggia. Il museo fotografico, oltre alla regolare espositizione, organizza mostre personali di autori di importanza mondiale e promuove una discreta attività editoriale.

Ma.Co.f. – Centro della Fotografia Italiana
Dal 14 maggio 2016, il piano nobile del Palazzo Martinengo Colleoni di Malpaga ospita il museo Ma.Co.f. – Centro della Fotografia Italiana, creato per volontà dei fotografi Gianni Berengo Gardin e Uliano Lucas, in collaborazione con l’architetto Renato Corsini. Il museo espone una collezione permanente di circa 240 fotografie originali di 42 tra i più importanti e rappresentativi fotografi italiani del XX secolo, tra i quali Francesco Cito, Franco Fontana, Ugo Mulas, Luigi Ghirri e Tazio Secchiaroli.

Altri Musei:
Museo di Scienze Naturali
Museo dei Beatles
Collezione arte e spiritualità a Concesio, periferia nord di Brescia
Museo chitarristico degli strumenti musicali e della liuteria bresciana

Siti Archeogici

Piazza del Foro di Brescia è il più rilevante complesso di resti di edifici pubblici d’epoca romana di tutta l’Italia settentrionale, con le imponenti rovine del Capitolium e l’adiacente teatro romano. Ci sono pervenuti anche numerosi resti del colonnato perimetrale dell’antica piazza romana, visibili all’aperto nella stessa piazza e nei sotterranei del vicino Palazzo Martinengo Cesaresco Novarino (dove si trovano anche le rimanenze delle antiche terme romane e del primitivo insediamento abitativo, risalente alla prima età del ferro, da cui si è sviluppata l’odierna città), mentre in piazzetta Labus, ancora più a sud, emergono i resti della basilica civile, i cui elementi architettonici di età flavia sono ancora ben visibili nelle facciate delle antiche case costruite sulle rovine stesse.

Monumenti e luoghi d’interesse
Brescia è un esempio di città sviluppatasi continuativamente e ininterrottamente per circa tremila anni, caratterizzata dall’interazione tra i diversi stili architettonici susseguitisi nel corso dei secoli, tant’è che il critico d’arte Philippe Daverio ha affermato che a Brescia è presente “la più potente stratificazione storica del Nord Italia”. Il cospicuo patrimonio artistico e l’importante eredità archeologica che costituiscono il suo centro storico sono composti da diversi monumenti, che spaziano dall’età antica a quella contemporanea, alcuni dei quali sono d’importanza mondiale.

Monumenti di Brescia Patrimonio Mondiale dell’Umanità
Il 25 giugno 2011, la riunione del 35º Comitato per il Patrimonio dell’Umanità, tenutasi a Parigi, ha iscritto nella lista dei beni patrimonio mondiale dell’UNESCO, facenti parte del sito “Longobardi in Italia: i luoghi del potere”, i seguenti monumenti di Brescia:
Area monumentale del Foro romano e complesso monastico longobardo di San Salvatore-Santa Giulia.

L’area monumentale del Foro romano: costituisce il complesso archeologico in cui sono presenti alcuni tra i maggiori e meglio conservati edifici pubblici di epoca romana esistenti nell’Italia settentrionale. È composto dai seguenti monumenti:

Il santuario repubblicano: si trova sotto il tempio capitolino. Costruito nel I secolo a.C., è l’edificio più antico del foro. È costituito da quattro aule rettangolari affiancate tra loro, all’interno delle quali si trovano i resti originali del pavimento a mosaico e degli affreschi parietali paragonabili, sia da un punto di vista stilistico che conservativo, a quelli riscontrabili a Pompei. Dalla primavera del 2015 l’aula più occidentale è stata aperta alle visite del pubblico, mentre il resto dell’edificio è ancora sottoposto a lavori di restauro e scavo archeologico.

Il capitolium: costruito nel 73 d.C., era il tempio più importante dell’antica Brixia, in cui veniva venerata la Triade Capitolina (Giove, Giunone e Minerva). È costituito da tre celle, una centrale, più grande, e le altre di minori dimensioni, che conservano gran parte dell‘originario pavimento in marmi policromi. Di fronte ad esse si trovano i resti dell’imponente porticato, con colonne aventi capitelli in ordine corinzio, culminante nel timpano, in cui è presente una dedica all’imperatore Vespasiano. Sotterrato quasi interamente da uno smottamento del colle Cidneo, fu riportato alla luce attraverso diverse campagne archeologiche, cominciate nell’Ottocento. Dalla primavera del 2013, dopo nuovi lavori di scavo archeologico e di consolidamento strutturale, è stato riaperto al pubblico.

Il teatro romano: si trova immediatamente a est del capitolium. Fu costruito in epoca flavia e rimaneggiato nel III secolo. Con i suoi 86 metri di larghezza, è uno dei teatri d’epoca romana più grandi d’Italia, e poteva contenere 15.000 spettatori. Fu pesantemente danneggiato da un terremoto avvenuto nel V secolo, che fece crollare il secondo e terzo ordine di gradinate. Inoltre, nei secoli successivi, i suoi resti furono inglobati in nuovi edifici ivi costruiti, demoliti a partire dall’Ottocento. Della struttura originaria si sono conservati i muri perimetrali a forma di semicerchio, il primo ordine di gradinate (che in gran parte si trovano ancora sotto terra), le due uscite laterali e i resti della cavea e della scena, oltre a numerosi frammenti di colonne e fregi. I lavori di scavo archeologico dovrebbero riprendere nei prossimi anni.

Il complesso monastico longobardo di San Salvatore-Santa Giulia: costituisce uno straordinario palinsesto architettonico, oggi trasformato nel Museo di Santa Giulia, che contiene circa 11.000 opere d’arte e reperti archeologici. È composto da:
La basilica di San Salvatore: cuore dell’antico monastero longobardo, fu edificata nel 753 per volere del duca di Brescia Desiderio, futuro re longobardo, e di sua moglie Ansa. Caratterizzata dal contemporaneo utilizzo di stilemi longobardi e motivi decorativi classici e bizantini, rappresenta uno dei maggiori esempi di architettura religiosa altomedioevale. La basilica si presenta a tre navate ed ha un transetto a tre apsidi. È presente anche una cripta, anch’essa a tre apsidi. Ampliata nei secoli successivi, conserva al suo interno diverse opere d’arte, tra cui le Storie di sant’Obizio dipinte dal Romanino e le Storie della Vergine e dell’infanzia di Cristo di Paolo da Caylina il Giovane.

La chiesa di Santa Maria in Solario: costruita verso la metà del XII secolo come sacello interno al monastero, è a base quadrata e si articola su due livelli interni. Il piano inferiore è coperto da quattro volte a crociera sorrette al centro da un’antica ara romana, mentre l’aula superiore è coperta da una cupola emisferica e presenta, scavate nella muratura est, tre piccole absidi. Conserva all’interno pregevoli affreschi di Floriano Ferramola, eseguiti all’inizio del Cinquecento, e due fra i più importanti pezzi del tesoro dell’antico monastero: la Lipsanoteca di Brescia (composta da un piccolo scrigno d’avorio, risalente al IV secolo) e la Croce di Desiderio (realizzata in argento e lamina d‘oro, tempestata da 212 gemme preziose).

Il coro delle monache: compreso tra la basilica di San Salvatore e la chiesa di Santa Giulia, è stato costruito tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento come coro per San Salvatore. L’edificio si sviluppa su due livelli: il piano inferiore costituisce l’antico sagrato coperto previsto per accedere a San Salvatore. Il piano superiore è invece il coro vero e proprio, formato da un ambiente coperto da una volta a botte, collegato a est con San Salvatore tramite tre piccole finestre dotate di grata, a ovest con Santa Giulia tramite un arcone. L’interno del coro è interamente ricoperto da affreschi eseguiti dal Ferramola e dal Caylina, e vi sono esposti diversi monumenti funerari di età veneta, tra cui il Mausoleo Martinengo, uno dei massimi capolavori della scultura rinascimentale bresciana.

la chiesa di Santa Giulia: è stata costruita tra il 1593 e il 1599. La facciata è in marmo di Botticino, decorata da un doppio ordine di lesene di ordine corinzio, divisi da un ricco fregio marmoreo e connessi ai fianchi da volute. All’interno, la chiesa presenta una spaziosa navata unica coperta con volta a botte costolonata. Nella chiesa non rimane alcun arredo sacro o decorazione. Gli affreschi che originariamente ricoprivano ogni superficie sono quasi tutti scomparsi e ne rimangono poche tracce sulle pareti delle cappelle laterali e sulla volta. Scomparsi anche tutti gli altari laterali. Benché annessa al monastero, non rientra nel percorso di visita del Museo di Santa Giulia ed è adibita a sala conferenze.

Fanno parte del sito UNESCO anche le Domus dell’Ortaglia (sono un gruppo di antiche domus romane, utilizzate tra il I e il IV secolo, chiamate in questo modo perché sono state rinvenute negli orti (ortaglia) del monastero di Santa Giulia), il cinquecentesco Palazzo Maggi Gambara, la seicentesca Casa Pallaveri e una porzione dell’antico decumano massimo (l’odierna Via dei Musei).

Architetture religiose

Brescia conserva nell’area del centro storico diverse decine di chiese appartenenti ad ogni periodo storico e artistico, dalle testimonianze longobarde alle opere del più estremo Settecento, fino ai prodotti dell’eclettismo ottocentesco. Il Duomo vecchio, la cattedrale invernale della città, è uno dei più importanti esempi di rotonda romanica in Italia, eretto nell’XI secolo e prezioso contenitore di svariate opere d’arte, come tele del Moretto e del Romanino, un sepolcro di Bonino da Campione, la cripta dell’VIII secolo e la grande arca sepolcrale di Berardo Maggi risalente all’inizio del Trecento. Altro esempio di architettura romanica è la piccola Chiesa di San Faustino in Riposo, dalla caratteristica forma esterna a cono.

Importanti testimonianze di architettura gotica sono invece la chiesa di San Francesco d’Assisi, dalla caratteristica facciata a capanna in pietra grezza con un ampio rosone, la chiesa di Santa Maria del Carmine, edificata nel Quattrocento con molte aggiunte successive, e la chiesa del Santissimo Corpo di Cristo, definita come la Cappella Sistina di Brescia per il ricco ciclo di affreschi rinascimentali che adorna il suo interno. La chiesa di Santa Maria dei Miracoli è invece il grande capolavoro della scultura rinascimentale bresciana, con la facciata di Giovanni Antonio Amadeo completamente lavorata a fine bassorilievo affiancata dalle sculture del Tamagnino. Di notevole interesse, dello stesso periodo storico, è la chiesa di San Giuseppe, il pantheon musicale bresciano con i sepolcri delle più grandi personalità nel campo, contenente uno dei organi antichi più grandi del mondo, opera degli Antegnati.

Massimi esponenti del barocco cittadino sono la chiesa dei Santi Faustino e Giovita (costruita dall’architetto Stefano Carra) dove trovano sepoltura i due patroni di Brescia, il Duomo nuovo, la cattedrale estiva, costruito in sostituzione dell’antica Basilica di San Pietro de Dom, e la chiesa di Santa Maria della Carità, con la sua caratteristica pianta ottagonale e la riproduzione della Santa Casa di Nazaret posta dietro l’altare maggiore. La chiesa patronale, in particolare, conserva il grande affresco dell’Apoteosi dei santi Faustino, Giovita, Benedetto e Scolastica di Giandomenico Tiepolo, più altre opere d’arte scultoree e pittoriche. Di particolare rilevanza artistica è anche la chiesa di San Giovanni Evangelista con la Cappella del Santissimo Sacramento, decorata per metà da tele del Moretto e per metà dal quelle del Romanino. Altro monumento barocco, che spicca in assoluto per la sua unitarietà formale e architettonica in quanto costruito ex-novo, è la chiesa di Santa Maria della Pace, progettata dall’architetto veneziano Giorgio Massari con opere pittoriche di Pompeo Batoni.

Esempio di architettura neoclassica è la collegiata dei Santi Nazaro e Celso, che custodisce il prezioso Polittico Averoldi di Tiziano. Al di fuori degli edifici chiesastici si annovera infine il Cimitero Monumentale di Brescia, progettato da Rodolfo Vantini e costruito a più riprese durante l’Ottocento. Sempre del Vantini è la tomba Bonomini, chiamata popolarmente “tomba del cane”, progettata su commissione del commerciante Angelo Bonomini, che emerge con il suo profilo neogotico sul pendio del monte Maddalena.
Il cimitero di Brescia, denominato Vantiniano (dal nome del suo progettista, l’architetto Rodolfo Vantini), è il primo cimitero monumentale costruito in Italia, al centro del quale si erge il Faro di Brescia (alto 60 metri, rivestito di marmo di Botticino) alla cui forma si è ispirato l’architetto tedesco Heinrich Strack per progettare la Colonna della Vittoria, uno dei simboli della città di Berlino. Nel 1866 le spoglie del noto pittore bresciano Francesco Filippini sono state trasferite, per volontà della cittadinanza di Brescia, dal Cimitero Monumentale di Milano al Cimitero Vantiniano.

Architetture civili

Fra le opere di architettura civile di Brescia spicca Piazza della Loggia, il complesso architettonico più omogeneo della città e importante esempio di piazza rinascimentale chiusa. L’edificio principale che fa da sfondo monumentale al piazzale è Palazzo della Loggia, noto più semplicemente come “la Loggia”, oggi sede della giunta comunale, costruito a partire dal 1492 sotto la direzione di Filippino de’ Grassi e infine completato nel Cinquecento sotto la supervisione del Sansovino e di Palladio. Sul fianco sud della piazza sono invece allineati i due Monti di Pietà, il primo – il “vecchio” – quattrocentesco e il secondo – il “nuovo” – costruito alla fine del Cinquecento, le cui facciate rappresentano il primo museo lapidario italiano (infatti, un decreto del Consiglio speciale della città di Brescia del 1480, sanciva che le lapidi di epoca romana rinvenute nell’area in cui sarebbero sorti questi due palazzi dovessero essere conservate per uso pubblico, quindi furono murate lungo le pareti di questi edifici e utilizzate come ornamento), mentre al centro del lato est si eleva il grande orologio astronomico. In questa piazza, il 28 maggio 1974 si è consumata la strage di Piazza della Loggia. Centro di potere più antico è invece il Broletto, l’antico palazzo comunale situato in Piazza del Duomo. Il nucleo originario dell’edificio risale al Duecento, in seguito ampliato a più riprese nel Trecento (ala ovest sulla piazza), nel Quattrocento (ali est e nord con rifacimento dell’ala ovest) e nel Seicento (porticato trasversale interno). Completa l’edificio la Torre del popolo o del “Pégol”, torre civica del XII secolo.

Nell’ambito dell’architettura civile privata si distinguono numerosissimi palazzi disposti lungo tutte le vie del centro storico, in particolare quelli appartenuti alla potente famiglia dei Martinengo, ad esempio il Palazzo Martinengo e Palazzo Maggi Gambara in Piazza del Foro, Palazzo Martinengo Colleoni di Malpaga in Piazzetta Sant’Alessandro e Palazzo Uggeri lungo via Musei. Altro edificio di rilievo è il Teatro Grande, fondato nel 1664 e più volte ricostruito, in particolare nel Settecento e per tutto l’Ottocento. Il teatro è noto per ospitare l’importante Festival Pianistico Internazionale “Arturo Benedetti Michelangeli”.

Più recenti sono invece la stazione ferroviaria, costruita in stile neoromanico nel 1854, e Piazza della Vittoria, realizzata nel 1932 su progetto dell’architetto Marcello Piacentini demolendo parte dell’antico centro storico medievale.

Architetture militari

Il Castello di Brescia si colloca al primo posto fra le antiche architetture militari di Brescia giunte fino a noi: costruito nel Duecento dai Visconti su un sito precedente, sulla cima del colle Cidneo, viene ampliato una prima volta nel Quattrocento e completato poi nel Cinquecento. Cessata ogni funzione strategica alla metà dell’Ottocento, il castello è oggi un grandissimo parco pubblico che offre interessanti passeggiate fra le antiche strutture di difesa e un ampio panorama sull’intera città. Gli interni della fortezza ospitano invece due musei.

In città, invece, importante superstite è la Torre della Pallata all’estremità est di corso Garibaldi, costruita nel Duecento e rimaneggiata nel Quattrocento. Ai suoi piedi è posta una grande fontana barocca, opera di Pietro Maria Bagnadore.

Turismo

Il settore turistico sta diventando sempre più importante per l’economia cittadina. Brescia negli ultimi anni ha infatti accresciuto la propria attrattività turistica, grazie alla sua recente iscrizione nella lista dei Patrimoni dell’umanità e alla vicinanza con i laghi di Garda e d’Iseo, che distano non più di 30 km. In 10 anni il numero di visitatori è aumentato del 172%, passando da 146.171 nel 2005 a 251.232 nel 2015.
Tra le principali attrazioni di Brescia possiamo ricordare: il museo di Santa Giulia e le mostre ed iniziative da esso proposte, la zona archeologica del foro romano con il Capitolium e il Castello di Brescia. Altri punti di interesse artistico-culturale della città sono le quattro piazze principali di Brescia (Piazza Paolo IV di epoca medievale, con il Duomo vecchio e il Duomo nuovo, la rinascimentale Piazza della Loggia, la Piazza del Mercato e la razionalista Piazza della Vittoria, inaugurata da Benito Mussolini e sormontata dal Torrione INA, considerato il primo grattacielo d’Europa costruito in cemento armato) collegate tra loro da portici, gallerie coperte e passaggi pedonali. Durante l’anno si svolgono diverse manifestazioni organizzate dalle varie associazioni presenti sul territorio (come, ad esempio, la Mille Miglia), che richiamano visitatori da fuori città.

Brescia. (26 dicembre 2018). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 27 dicembre 2018, 10:13 da //it.wikipedia.org/w/index.php?title=Brescia&oldid=101750499.

Dettagli

Inizio:
1 Gennaio 2018
Fine:
31 Dicembre 2020
Categoria Evento:
Tag Evento:
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Luogo

VARIE SEDI – BRESCIA
Brescia, 25121 Italia + Google Maps