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Carla Chiusano. Celebrating diversity

sede: Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles (Bruxelles, Belgio).
cura: Ermanno Tedeschi.
Non hanno confini, ma territori identitari, i ritratti umanizzati di animali che indossano o si stagliano o si integrano con le bandiere del mondo.
Il lavoro di Carla Chiusano “Celebrating Diversity” rappresenta perfettamente l’identitĆ di chi guarda oltre i confini.
La personale seleziona una quindicina di opere che l’artista italiana, ma con esperienze in tanti paesi diversi, ha realizzato negli ultimi mesi: “Questo lavoro colpisce per l’intensitĆ e l’immediatezza con cui ĆØ in grado di parlare a chiunque, ā osserva Ermanno Tedeschi ā L’arte, quando vera, ha questo pregio: abbatte le barriere. Ci invita ad entrare in discussione con noi stessi. I ritratti animali ad alta precisione, penetranti, diversi per natura e habitat fanno emergere con potenza il tema delle differenze come espressione d’innata eleganza da scoprire e stimare in uno spirito di vera integrazione. Un messaggio quanto mai attuale”.
“L’animale ĆØ per me l’anima, e gli occhi sono la porta sincera di quello che siamo. Attraverso gli occhi esprimiamo la nostra reale essenza, ma solo se abbiamo il coraggio di guardare e di farci guardare, ā spiega Carla Chiusano ā Dipingo lo sguardo quando arrivo ad esser assorbita dalla sua identitĆ , ĆØ il momento in cui mi fondo con l’essere vivente che ho di fronte e gli do una sua vita indipendente da me. ”
Leoni, tigri, cavalli, orsi polari e piccoli koala sono protagonisti di una mostra originale, curiosa, in cui si può giocare a riconoscere le bandiere del mondo, le terre in cui si è stati e quelle lontane che non si sono mai viste.
Un riepilogo cartografico colora il volto di un grande leone, in cui i simboli delle varie nazioni non sono affiancati in base al confine fisico ma per interazione cromatica, costringendo a ridefinire i confini in uno spirito di identitĆ armonica globale.
Una nuova opera pensata per l’esposizione di Bruxelles lancia un altro messaggio: il re della foresta ĆØ immerso nei fogli del trattato istitutivo della NATO, riportanti le firme dei capi di stato dell’epoca: un modo per ricordare come la collettivitĆ si protegga nella diversitĆ e comuni intenti si traducano in pace e benessere per tutti i popoli.
“Mai dimenticare chi siamo! Dobbiamo conservare gelosamente le nostre tradizioni e portarle nel mondo che ci ospita, aprendoci alle altre culture. In questo modo si realizza un arricchimento da entrambe le parti. Un mondo globale fatto di tanti popoli, ” spiega Carla Chiusano. “La societĆ ci accetta e ci stima veramente solo se abbiamo il coraggio di esporci per come siamo, non per come vorremmo essere percepiti. ”
