Caricamento Eventi

« Tutti gli Eventi

Catania – Eventi e luoghi di interesse

lunedì 1 gennaio 2018 - giovedì 31 dicembre 2020

Catania - Eventi e luoghi di interesse

sede: Varie Sedi (Catania).

Catania è un comune italiano, capoluogo dell’omonima città metropolitana in Sicilia e cuore di un agglomerato urbano di circa 700 000 residenti esteso alle pendici sud orientali del Monte Etna.
È il centro dell’area metropolitana più densamente popolata della Sicilia, e di una più ampia conurbazione nota come Sistema lineare della Sicilia orientale, che conta circa 1.700.000 abitanti su una superficie di 2.400 chilometri quadrati. La città è inoltre il fulcro economico ed infrastrutturale del Distretto del Sud-Est Sicilia, istituito il 26 febbraio 2014 alla presenza dell’allora presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano. È il più popolato comune d’Italia che non sia capoluogo di regione. Principale polo industriale, logistico e commerciale della Sicilia, è sede dell’Aeroporto Vincenzo Bellini.
Fondata nel 729 a.C. dai Calcidesi della vicina Naxos, la città vanta una storia millenaria caratterizzata da svariate dominazioni i cui resti ne arricchiscono il patrimonio artistico, architettonico e culturale. Sotto la dinastia Aragonese fu capitale del Regno di Sicilia, e dal 1434 per volere di re Alfonso V è sede della più antica Università dell’isola. Nel corso della sua storia è stata più volte interessata da eruzioni vulcaniche (la più imponente, in epoca storica, è quella del 1669) e da terremoti (i più catastrofici ricordati sono stati quelli del 1169 e del 1693).
Catania è stata patria, nativa o adottiva, di alcuni tra i più celebri artisti e letterati d’Italia, tra i quali i compositori Vincenzo Bellini e Giovanni Pacini e gli scrittori Giovanni Verga, Luigi Capuana, Federico De Roberto, Nino Martoglio, Vitaliano Brancati. Il barocco del suo centro storico è stato dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’umanità, assieme a quello di sette comuni del Val di Noto (Caltagirone, Militello in Val di Catania, Modica, Noto, Palazzolo Acreide, Ragusa e Scicli), nel 2002.

Sito istituzionale
https://www.comune.catania.it/

Eventi a Catania
https://www.comune.catania.it/la-citta/culture/

Musei

La città siciliana ospita numerosi musei, di cui sette stabili: il Museo diocesano, quello del Castello Ursino, l’Antiquarium regionale del Teatro romano, il Museo Emilio Greco, il museo dell’Orto Botanico, il Museo di Zoologia, il Museo civico belliniano (presso la casa di Vincenzo Bellini) e la Casa Museo di Giovanni Verga.
Esistono inoltre due musei privati:
il Museo Paleontologico dell’Accademia Federiciana (istituito nel 1996 da Fortunato Orazio Signorello), che accoglie fossili provenienti da ogni parte del mondo risalenti ad un arco di tempo compreso tra il Siluriano, 435-395 milioni di anni fa, e il Neozoico: 2-1, 5 milioni di anni fa
il Museo Valenziano Santangelo, che ospita sculture in pietra lavica.
Al Centro fieristico le Ciminiere, area industriale dismessa oggi completamente ristrutturata, si svolgono manifestazioni e mostre periodiche, organizzate principalmente dalla Provincia di Catania.
All’interno del complesso sono stati creati due nuovi musei:
il Museo storico dello Sbarco in Sicilia – 1943, dove è stata realizzata una minuziosa riproduzione di una piazza siciliana prima e dopo un bombardamento; contiene inoltre una vasta collezione di oggetti e uniformi, armi del tempo e ricostruzioni virtuali dello sbarco.
Il Museo del Cinema contiene molti cimeli e ricostruzioni di scene famose di film, con una sezione interamente dedicata a Catania come set cinematografico. Dal 2015 è attiva, seppure in via sperimentale, la Città della scienza, l’unica in Italia dopo l’incendio del 4 marzo 2013 che ha distrutto l’omonima struttura napoletana.

Monumenti e luoghi d’interesse

La città antica
A Catania del periodo greco non rimangono molte tracce, a causa di vari fattori sia naturali (terremoti e colate laviche che hanno rovinato la città) che antropici, come le ricostruzioni che spesso hanno ricoperto le precedenti architetture. Inoltre, non sono mai state eseguite grandi campagne di scavi e studi archeologici se non in casi sporadici della sua storia recente. Tuttavia, secondo alcuni studiosi, gli zoccoli di alcune costruzioni pubbliche e private tuttora esistenti sono da attribuire al fiorente periodo della colonizzazione greca.
Nel 1978 gli scavi archeologici all’interno dell’ex Monastero dei Benedettini hanno confermato un’imponente e stratificata urbanizzazione dell’area fin dall’epoca eneolitica: sono state rinvenute strutture di edifici del VI e del IV secolo a.C. appartenenti alla fase più antica della colonia calcidese.
Miglior fortuna hanno avuto i monumenti di epoca romana che hanno resistito fino ad oggi testimoniando l’importanza della città nei tempi antichi, inoltre numerosissimi reperti provengono dagli scavi occasionali della città (la gran parte di questi – tra cui mosaici, statue e persino il frammento di una colonna istoriata – sono esposti al Museo civico al Castello Ursino).
Il Teatro romano (del II secolo), l’Odeon (III secolo), l’Anfiteatro romano (II secolo), le Terme dell’Indirizzo (in piazza Currò), le Terme della Rotonda, le Terme Achilliane (nei pressi della cattedrale odierna in Piazza del Duomo), varie altre strutture termali (Terme di Sant’Antonio Abate nella Piazza omonima, Terme dell’Itria in Piazza Santa Maria dell’Itria, Terme dell’Acropoli in Piazza Dante Alighieri e nel cortile del Monastero dei Benedettini), i resti di un acquedotto presso via Grassi e alcuni sepolcri romani (fra cui la Tomba romana del Carmine del II secolo), il Foro romano (probabilmente dove oggi è il Cortile San Pantaleone), una Domus romana con i mosaici tardo-repubblicana (tra gli esempi più significativi dell’attività edilizia romana in Sicilia nel corso del II secolo d.C. sita nell’Emeroteca sotterranea del Dipartimento di Scienze Umanistiche), le colonne di Piazza Giuseppe Mazzini), quella che sostiene la statua di Sant’Agata in Piazza dei Martiri, tre assi viari (due si incrociano ortogonalmente al Monastero dei Benedettini dove sono stati trovati ancora basolati, oggi allo scoperto), una strada che conduceva in antico dal Teatro all’Anfiteatro corrispondente all’attuale via dei Crociferi, sono i maggiori resti attualmente visibili della Catania romana. Molti di questi monumenti fanno parte dal 2008 del Parco archeologico greco-romano di Catania (istituito dalla Regione Siciliana) e alcuni di essi come il Teatro romano, le Terme della Rotonda e altri monumenti minori sono stati restaurati e resi visitabili. Anche i resti dell’Anfiteatro sono visibili dal 1903-1907 (anni in cui sono durati gli scavi per riportarli alla luce) dall’ingresso di Piazza Stesicoro e dal cortiletto di vico Anfiteatro, traversa di via Alessandro Manzoni.
Probabilmente anche ‘u liotru, il simbolo della città situato attualmente al centro di piazza del Duomo, è stato scolpito in epoca romana se non prima. È un manufatto in pietra lavica porosa, che raffigura un elefante. Il nome deriva probabilmente dalla storpiatura del nome di Eliodoro, mago semi-leggendario accusato di negromanzia e grande avversario del vescovo Leone il Taumaturgo, che lo fece bruciare al rogo. L’elefante è sormontato da un obelisco egittizzante di cronologia incerta con figure probabilmente legate al culto isideo.
Del periodo tardo-antico rimangono i resti delle sepolture cristiane a nord e ad est del centro storico, come il Mausoleo circolare di Villa Modica (sito in Viale Regina Margherita), l’Ipogeo quadrato (sito in via Gaetano Sanfilippo, traversa di via Ipogeo, a sua volta traversa del succitato Viale Regina Margherita), e come pure numerosi frammenti, lapidi (tra cui l’epigrafe di Iulia Florentina, esposta al Museo del Louvre), o il cippo Carcaci, esposto nel Museo civico al Castello Ursino. Sono invece di epoca paleocristiana le cripte di Sant’Euplio, di Santa Maria di Betlemme, della “Cappella dell’Ospedale Giuseppe Garibaldi-Centro” (dedicata a Santa Maria della Mecca), e del Santo Spirito, nonché gli ambienti fra il cosiddetto Sacro Carcere e l’ex Cattedrale di Sant’Agata la Vetere, prima chiesa al mondo dedicata alla Santa, ora gestita da un ente morale.

La città medievale
Un monumento di età bizantina (VI-IX secolo) è la Cappella Bonajuto (dal nome della famiglia nobiliare che l’aveva tenuta come sacrario di famiglia nonché come cappella privata): si tratta di una “trichora” bizantina (cioè un edificio con tre absidi); prima del suo restauro se ne aveva conoscenza grazie ai disegni di Jean-Pierre Houël.
Del periodo arabo (IX-XI secolo) alcune chiese vengono trasformate in moschee, altre abbandonate, altre ancora demolite. Le innovazioni più importanti che queste popolazioni aderenti all’Islam introdussero furono l’irrigazione dei campi e la coltivazione in questi di legumi e ortaggi, la cui maggior parte introdotti da loro.
Del periodo normanno (XII secolo) si conservano principalmente le strutture come le absidi della Cattedrale di Sant’Agata tesa a farla diventare “Ecclesia Munita” (“chiesa fortificata”, per via delle scorrerie dei Saraceni), che poi sarebbero state ristrutturate dopo il terremoto del Val di Noto del 1693. Oggi vicino la cattedrale si conservano la Vara, ovvero il Fercolo, il busto-reliquiario e la cassa-reliquiaria di Sant’Agata, realizzati nel 1376 dall’orafo e scultore senese Giovanni di Bartolo.
Del periodo svevo (XIII secolo) sono il portale della Chiesa di Sant’Agata al Carcere e il famoso Castello Ursino, federiciano (sede del Museo civico, formato principalmente dalle raccolte Biscari e dei benedettini, dal 1927) e coevo dell’altrettanto famoso castello di Castel del Monte ad Andria e del siracusano Castello Maniace.
Del periodo Aragonese (XIII-XV secolo) si ricordano, invece, il portale della scomparsa Chiesa di San Giovanni de’ Fleres, demolita alla fine del XIX secolo e di cui oggi rimane solo l’arco, e il balcone del palazzo Platamone, donato in seguito ai religiosi che lo trasformarono nel Monastero di San Placido, che quando fu danneggiato dal suddetto terremoto fecero rimanere le testimonianze più salienti di quando questo edificio fu nobile.

La città rinascimentale
Del periodo tardo aragonese rimangono poche tracce, tra cui la chiesa di Santa Maria di Gesù situata nella piazza omonima e costruita nel 1498 è forse l’esempio in migliori condizioni. La chiesa fu ristrutturata nel Settecento, mentre il portale è del Cinquecento e solo la Cappella Paternò mantiene l’originale struttura gotica.
Nel 1558, fu iniziata la costruzione del Monastero dei Benedettini, a cui sarebbe poi stata affiancata la Chiesa di San Nicolò l’Arena. Distrutto dalla colata lavica del 1669 e dal terremoto del 1693, nel 1703 se ne avviò la ricostruzione che tuttavia non è stata mai più portata a termine. Di detto edificio permangono tutt’oggi le antiche cucine, il chiostro occidentale, nonché la traccia dell’antico archeggiato del corridoio di meridione.
Le cosiddette Mura di Carlo V, che racchiudono il centro storico, furono erette nel XVI secolo, tra il 1550 e il 1555 su un progetto iniziale di Antonio Ferramolino. Il progetto non riuscì ad essere portato a termine, neanche dopo l’apporto di Tiburzio Spannocchi il quale progettò l’ampliamento delle fortificazioni verso sud-ovest e verso nord a scapito delle vecchie mura di epoca medioevale (tra cui l’antica Torre del Vescovo del 1302).
Venne eretta nel 1612, sotto il re di Spagna e di Sicilia Filippo III, la fontana dei Sette Canali. E nel 1621 sorsero la fontana di Sant’Agata e, su consiglio dell’incaricato dal luogotenente del re, ingegnere Raffaele Lucadello, quella detta “di Gammazita”, di cui oggi resta soltanto il “pozzo” nei pressi dell’attuale via San Calogero.
La colata dell’eruzione del 1669 inghiottì parte del sistema difensivo a sud e a sud-ovest della città che, rimasta sguarnita da questo lato, riedificò in parte sulle lave ancora calde una cortina muraria, detta popolarmente fortino, su cui ancora si apre la porta d’accesso (Porta del Fortino Vecchio in via Sacchero, un tempo dedicata al duca di Ligne che qui vi passò nel 1672) e di cui rimangono ancora sparute tracce. Su tali mura venne ricavata la porta Ferdinandea, ancora oggi erroneamente detta u futtinu (“il fortino”).
Con il terremoto del 1693 e la seguente ricostruzione si volle dare alla città un aspetto più aperto e libero dai fortilizi (i resti furono infatti inglobati nello sviluppo della città), anche perché ormai non esisteva più il pericolo delle incursioni piratesche che secoli prima diedero l’impulso alla fortificazione del Regnum

La città barocca
Catania è stata ampiamente trasformata dalle conseguenze dei terremoti che hanno imperversato su questa parte della Sicilia. Il suo territorio circostante è stato più volte coperto da colate laviche che hanno raggiunto il mare. Ma i catanesi caparbiamente l’hanno ricostruita sulle sue stesse macerie. La leggenda vuole che la città sia stata distrutta sette volte durante la sua storia, ma in realtà tali eventi disastrosi si possono sicuramente riferire a pochi ma terribili eventi. Anche le distruzioni del centro urbano in tempi recenti a causa delle colate laviche sono frutto di una storiografia fantasiosa In epoca storica Catania venne danneggiata dai prodotti piroclastici dell’Etna nel 122 a.C.; le fonti antiche riferiscono di tetti crollati per il peso eccessivo delle ceneri e di raccolti distrutti È testimoniata tuttavia anche dal punto di vista archeologico la presenza di colate che giunsero a colpire parte della città antica
La calamità che avrebbe poi reso Catania la perla del tardo barocco siciliano è senza dubbio il terremoto che si registrò tra le giornate del 9 e dell’11 gennaio 1693, quando tutto il Val di Noto fu distrutto da potenti scosse. Nella città etnea si contarono numerose vittime, dovute soprattutto alla scarsa larghezza delle strade principali, che non permise ai cittadini di potervisi riversare. Durante la ricostruzione l’idea di risolvere questo problema fu di Giuseppe Lanza, duca di Camastra, progettando larghe vie principali, quali le centralissime Via Etnea, Via Vittorio Emanuele II (che all’epoca si chiamava “Corso reale”), Via Plebiscito e Via Giuseppe Garibaldi (all’epoca conosciuta come via San Filippo). Tutti i monumenti antichi furono inseriti nel tessuto urbano della città ricostruita grazie a tanti artisti, anche di fama nazionale, tra cui di certo spicca l’opera dell’architetto Giovanni Battista Vaccarini, che hanno dato alla città una chiara impronta barocca. Tra gli altri che hanno aiutato la rinascita della città si ricordano Francesco Battaglia, Stefano Ittar, Alonzo di Benedetto e Girolamo Palazzotto.

Monumenti barocchi

Tra i principali monumenti barocchi si ricordano:
la Cattedrale di Sant’Agata, in piazza del Duomo, 2
la Chiesa di Sant’Agata la Vetere, ex Cattedrale, in piazza Sant’Agata la Vetere, 5; sorge sulla prima chiesa al mondo dedicata alla santa risalente al 264 d.C.
la Chiesa della Badia di Sant’Agata, in via Vittorio Emanuele II, 184
la Chiesa di Maria Santissima dell’Elemosina, Basilica Pontificia detta ‘La Collegiata’, in via Etnea, 23/A
la Chiesa di Sant’Agata alla Fornace e di San Biagio, in piazza Stesicoro
la Chiesa di San Francesco d’Assisi all’Immacolata, in piazza San Francesco d’Assisi, 2; custodisce le spoglie di Eleonora d’Angiò
la Chiesa di San Benedetto, detta “Badia Grande”, in via Crociferi, 15
la Chiesa di San Domenico, in piazza San Domenico
la Chiesa di San Giuliano, in via Crociferi, 36
la Chiesa di San Nicolò l’Arena, in piazza Dante Alighieri, con l’annesso Monastero dei Benedettini al n.c. 32, attuale sede del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Catania o Unict
la Chiesa di San Placido, in piazza San Placido
la Chiesa di Santa Maria dell’Aiuto, in via Consolato della Seta
il Palazzo degli Elefanti (sede del Municipio), il Palazzo del Seminario dei Chierici e la fontana dell’Amenano, in piazza del Duomo, 1-3
la Fontana dell’Elefante, in piazza del Duomo
il Palazzo Reburdone, in via Vittorio Emanuele II, 1-31
il Palazzo Valle, in via Vittorio Emanuele II, 122, sede della Fondazione Puglisi Cosentino
il Palazzo Bruca, in via Vittorio Emanuele II, 201
il Palazzo Fassari Pace, in via Vittorio Emanuele II, 385
il Palazzo Biscari, in via Museo Biscari, 10-16
il Palazzo Manganelli, in via Antonino Paternò Castello, marchese di San Giuliano, 261
il Palazzo Tezzano, in piazza Stesicoro, 30
il Palazzo del Toscano, in piazza Stesicoro, 38-39
il Palazzo Gravina Cruyllas, in piazza San Francesco d’Assisi, 3
la Villa Cerami, in via Crociferi, 66, sede del Dipartimento di Giurisprudenza
la Porta Uzeda, fra via Cardinale Dusmet e piazza del Duomo
la Porta Ferdinandea, detta oggi Porta Garibaldi, costruita nel 1768 e sita fra piazza Palestro e piazza Crocifisso Majorana
il Museo d’arte contemporanea della Sicilia, MacS, all’interno della “Badia Piccola” del Monastero delle Benedettine, in via San Francesco d’Assisi, 30

La città ottocentesca
Come monumenti dell’Ottocento sono da segnalare teatri e fontane: per quello che riguarda i primi, nel 1821 venne costruito il teatro Coppola, primo teatro comunale a Catania, sito nel quartiere Civita, che fu adibito principalmente alla rappresentazione di opere liriche. Il teatro venne poi chiuso nel 1887 quando fu inaugurato il teatro Massimo Vincenzo Bellini, seguendo lo stile dell’Opéra national de Paris, in piazza Vincenzo Bellini, nel quartiere Agnonella.
Per quello che riguarda le seconde, a Catania non c’è più traccia di quella che aveva al centro un obelisco e che i catanesi avevano innalzato nel 1862, in un primo tempo nell’attuale piazza Duca di Genova, per ricordare la visita compiuta in quell’anno alla città dai tre figli del primo re d’Italia Vittorio Emanuele II (Umberto, Amedeo e Oddone), poi ricollocata nella zona di piazza Mario Cutelli.
“A Giuseppe Garibaldi che la notte del 18 agosto 1862 pronunziava da questa casa le storiche parole “Roma o Morte” il popolo catanese dedicava questa lapide il 2 giugno MDCCCLXXXIII primo anniversario della morte dell’Eroe, a gloriosa memoria del fatto, ad aborrimento perpetuo di usurpatori, di sacerdoti, di reggitori codardi.” (Epigrafe di Mario Rapisardi)
Nel biennio 1863-1865, il Comune provvide a dotare la città di fontanelle, nel quartiere del Fortino, in piazza Crocifisso della Buona Morte (poi piazza Alfredo Cappellini, dal 1907), nel largo dei Miracoli, nel largo delle “Chianche Mortizze”, nella piazza Monserrato, in quella della Guardia, nonché nel rione della Consolazione, ormai tutte scomparse.

La città novecentesca
Come monumenti del Novecento a Catania sono da segnalare fontane e palazzi: tra le prime, la Fontana di Proserpina, che risale al 1904 ed è sita in piazza Stazione (oggi piazza Giovanni XXIII), è stata costruita ‘di getto’ in pochi mesi, ed è la penultima scultura di Giulio Moschetti.
Per quello che riguarda i secondi, nel 1922 comincia la costruzione del Palazzo delle poste centrali, con un progetto risalente a quattro anni prima per opera dell’architetto Francesco Fichera, ultimato nel 1929 e inaugurato l’anno seguente.
Nel 1933 è stato inaugurato il Palazzo della Borsa, costruito su progetto dell’architetto Vincenzo Patanè coadiuvato da Giovanni Aiello in uno stile tra il classico e il barocco. Nel 1937 inizia invece la costruzione del Palazzo di Giustizia, che termina solo nel 1953, e in seguito della Fontana de I Malavoglia in piazza dell’Esposizione, l’attuale piazza Giovanni Verga.
Nello stesso periodo sorge il Palazzo Assicurazioni Generali, primo ed unico grattacielo della città, che ha 19 piani.
Sotto il sindaco Domenico Magrì, agli inizi degli anni cinquanta, sorgono tre nuove fontane: la prima realizzata su disegno di Domenico Cannizzaro, la fontana delle Conchiglie, in piazza Mario Cutelli; un’altra, al largo Giovanni Paisiello, opera modernissima di Dino Caruso, in ceramica e pietra lavica; e infine viene ricollocata la fontana dei Delfini, in piazza Vincenzo Bellini, opera di Giovanni Battista Vaccarini, proveniente dal chiostro della Badia Sant’Agata.
Il Piano Regolatore Generale di Luigi Piccinato diede avvio nel 1961 anche ai lavori di costruzione del complesso della Cittadella Universitaria sulla collina di Santa Sofia, previsto già da un precedente PRG degli anni trenta, che oggi è uno dei maggiori poli di ricerca dell’Ateneo.

Catania. (11 ottobre 2018). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 14 ottobre 2018, 12:57 da //it.wikipedia.org/w/index.php?title=Catania&oldid=100257761.

Dettagli

Inizio:
lunedì 1 gennaio 2018
Fine:
giovedì 31 dicembre 2020
Categoria Evento:
Tag Evento:
, , , , ,

Luogo

VARIE SEDI – CATANIA
Catania, 95100 Italia + Google Maps