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Claudia Chianese. Ogni donna è un’isola

21 Ottobre 2019 - 26 Ottobre 2019

Claudia Chianese. Ogni donna è un’isola

sede: Atelier di Claudia Chianese (Roma).
cura: Roberta Melasecca.

“Ogni donna è un’isola, un’isola che protegge e dilata, coincidente con la pura poesia. Claudia Chianese ne ha una estrema certezza e il suo non è l’indagare dello spirito di conoscenza o il procedere per immagini e visioni non intimamente e visceralmente vissute. Claudia narra di un essere autonomo, fiero nella sua bellezza, completo nella sua essenza creativa e spirituale, ambivalente nel suo essere isolato e in relazione (cit. Claudia Chianese), capace di rinascere a nuove vite. Il suo è un percorso dell’andare e ritornare, del chiamare e fuggire, dove pulsa il respiro di chi le è accanto, nella fatica del cammino, dove vibra un’angoscia senza limiti ed un amore esteso che sono linfa rigenerante e curativa.

Claudia procede per apparizioni, per frammenti – frammenti di isole –, per stralci di profumi e sordi attraversamenti, per rimembranze di acque fluide e aridi bagliori. La sua isola, nella duplice connotazione di materialità e spiritualità, nella sua natura liquida che riempie ogni spazio vuoto e cavo, produce un’azione centripeta, ampliata nel tempo e nello spazio. (…) In un attraversamento infinito, il pensiero lirico dell’isola ripete in modo ciclico la sua nascita e rinascita, toccando viscere e cielo (cit. Maria Zambrano): l’isola è l’esperienza della trascendenza, conoscibile solo attraverso il vuoto indefinibile che lascia, un atomo di silenzio o istante di lacerazione. Così, ogni isola possiede una storia che parla di sangue e ferite, di nuove generazioni e rigenerazioni, araba fenice che risorge dalle sue ceneri dopo istanti di accadimenti.

Ogni donna è un’isola e ogni donna ha almeno una ferita da raccontare sul cuore o sulla pelle, come l’isola di Claudia, Pantelleria, rossa e nera di lava, disseminata di inflorescenze di ogni tipo, di soffi incandescenti che sgorgano dalle viscere e dalla spelonche, lambita dalle colorazioni – verdi, viola, blu – del mare che si infrangono nell’oscuro degli scogli, o trapassata dai laghi cristallini, dall’essenza dei pini e delle querce. Il 28 maggio 2016 un incendio doloso brucia 600 ettari a Montagna Grande. Sono tre giorni di dolore, di strazi e distruzione: il fuoco divora e trasforma rendendo la terra vicina al cielo. Tutto diventa immobile, seppellito dalla cenere in un muto silenzio, neanche il vento ha il coraggio di far udire la sua voce. L’isola ferita, solcata dai cadaveri degli alberi, coincide con il colore dell’ossidiana, del nero della luna, sospesa nelle onde ferme.

Percorrendo boschi e paesaggi, rintracciando minimi segnali e aneliti di presenze, l’artista accarezza con lo sguardo, sente la compassione, il patire con, diventa testimone di un momento di liberazione e scorge, così, i segni di una vita nuova, rigenerata dal fuoco, che emerge con la sua tensione e la sua prepotenza. Nel preciso istante in cui la morte rivela silenzi e accentua i livelli di confusione, incomprensione e disorientamento, inizia un percorso di resurrezione, rinascendo e accedendo alla vita, come afferma Jacques Derrida, a partire dal lutto che deve rimanere come spazio vuoto irrevocabile al cuore della vita stessa: allora la rinascita è ciò che sorge a partire da questo vuoto, prezioso, sapido di bellezza. (…) Così le ferite cicatrizzate si tramutano in percorsi luminosi, aurore che non rinnegano l’oscurità da cui provengono ma approdano in sentieri sul cominciamento del mondo. E diventano, nell’opera dell’artista, immagini di vite, chiarori di anime, occhi sulla realtà aumentata dal dolore/amore, particelle vive di arbusti che si trasformano in corpi e perle, leghe di minerali plasmati in preziosi gioielli.”
(dal testo critico di Roberta Melasecca)

Claudia Chianese è nata nel 1969. Nel 1990 inizia come graphic designer nello Studio Convertino di Roma. Nel 1994 approda in pubblicità in Saatchi & Saatchi e in Dolci roma. Poi, dal 1997, in Mc Cann-Erickson Roma dove lavora per otto anni su Rai, Raisat, Opel, Coop, Azienda vitivinicola Marianna, Kyneste, Poltrone & Sofà, Ina e That’s amore findus. Nel 1999 trascorre tre mesi in Amsteryard New York dove lavora per Martini. Nel 2004 ritorna in Saatchi & Saatchi Roma dove prende l’incarico di creare “saatchi design”. Come direttore creativo del reparto, cura la coorporate identity di molti clienti dell’agenzia come Nomination, Auditorium Conciliazione, Renault, Elt, Medusa, Coccinelle, Fendi, Bulgari. Ha vinto un Leone di Bronzo a Cannes, due Argenti all’ADCI, due Argenti al New York Press and Poster Festival e un premio per la miglior sceneggiatura al Mezzo Minuto d’Oro. Ha accumulato sette ingressi all’ADCI e due all’ADCE ed è stata finalista al Key Awards, al Cresta Awards, al New York Film Festival, al New York Press and Poster Festival, al Lapis Annual, all’Epica e al London International Awards. Ha collaborato con l’Istituto Superiore di Fotografia di Roma e con l’Istituto Europeo del Design come docente. Artista da sempre, nel 2008 lascia i suoi impegni pubblicitari per dedicarsi a tempo pieno alla ricerca creativa. Attraverso la meditazione, praticata per lunghi anni, fa confluire nelle sue opere il mondo della creatività e quello della spiritualità. Tiene sessioni di meditazione e creatività.

Inaugurazione: 25 ottobre 2019 ore 17:00

Dettagli

Inizio:
21 Ottobre 2019
Fine:
26 Ottobre 2019
Categoria Evento:
Tag Evento:
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Luogo

ATELIER DI CLAUDIA CHIANESE
Via Palermo, 47
Roma, 00184 Italia
+ Google Maps
Sito web:
www.claudiachianese.it