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Claudio Gobbi. An atlas of persistence

sabato 4 Dicembre 2021 @ 08:00 - 17:00

Claudio Gobbi. An atlas of persistence

sede: Ca’ Pesaro – Galleria internazionale d’Arte Moderna (Venezia).
cura: Francesca Fabiani.

La mostra “Claudio Gobbi. An atlas of persistence” presenta due progetti fotografici che affrontano il tema dell’identità culturale europea attraverso i segni e le forme che questa genera sul paesaggio e sull’architettura, evidenziando i tratti permanenti rispetto a ciò che muta: la persistenza.
La prima ricerca indaga l’iconografia degli interni dei teatri del ‘900 lungo tutto l’arco europeo, il secondo lavoro sviluppa una riflessione sull’immutabilità tipologica delle chiese armene disseminate anche fuori dai loro territori storici.

La serie sui teatri interessa oltre 25 Paesi – dal Portogallo alla Russia, dalla Francia alla Turchia – e traccia un percorso culturale attraverso lo spazio e il tempo, da cui questi luoghi emergono come esempi di memoria condivisa, forme di perpetuazione di un’identità collettiva che sembra superata ma che ancora resiste.

In dialogo con il lavoro sui teatri, “Armenie ville” restituisce un album del ‘sempre-uguale’ che registra l’archetipo delle chiese armene, la sua disseminazione al di là delle frontiere caucasiche e la sua presenza nei territori della modernità, come in Francia, dove vive una delle più vaste comunità armene del mondo.
Le 64 fotografie in mostra sono di natura e provenienza diversa: alcune sono state realizzate dallo stesso Gobbi, altre sono immagini reperite negli archivi di vari Paesi (dall’Europa dell’Est alla Russia, dal Medio Oriente al Caucaso), altre ancora trovate su internet o commissionate ad autori diversi.
Evidenziando un modello architettonico rimasto sostanzialmente invariato per più di 1500 anni, il lavoro analizza i concetti di tempo, migrazione, memoria e identità, ponendo al tempo stesso questioni interne al linguaggio fotografico come l’autorialità, la serialità, la rappresentazione e la materialità della fotografia, temi a cui rimanda l’intenzionale ed equivalente compresenza di fotografie d’epoca, scatti d’autore, foto anonime e cartoline.

Come Gobbi spiega: “Uno dei temi centrali del mio lavoro è la ricerca di caratteristiche ricorrenti che possono essere considerate come elementi che definiscono un certo tipo di cultura. Nei teatri, nei giardini giapponesi o nelle chiese armene lo scopo principale è trovare un’immagine che rappresenti l’evidenza di una specifica comunità, un simbolo di appartenenza o il segno di un confine culturale”.

Per Francesca Fabiani “la natura enciclopedica della ricerca fotografica di Gobbi è reiterata dalle modalità espositive in cui gli “oggetti” di studio sono presentati come sequenze, attraverso serie omogenee quasi ossessive. Questo approccio tassonomico e catalografico è per Gobbi un’attitudine necessaria: la serialità e la moltitudine, la disseminazione e la permanenza sono fattori essenziali attraverso cui l’autore ci induce a riflettere sui concetti di identità culturale e di appartenenza e a immaginare nuove geografie e nuovi confini in grado di definirli”.

Un nucleo di opere esposte in mostra entrerà a far parte delle collezioni ICCD in coerenza con la sua mission di documentazione del patrimonio culturale e a testimonianza di quanto oggi la fotografia possa essere uno strumento di ricerca.

Dopo gli studi in Scienze Politiche a Roma, Claudio Gobbi (Ancona, 1971) studia fotografia all’Istituto Bauer di Milano specializzandosi sotto la guida di Gabriele Basilico. I progetti di Claudio Gobbi – caratterizzati da un continuo work in progress – affrontano questioni di carattere al tempo stesso microscopico e macroscopico, come quelle relative all’identità culturale e ai confini, alla transnazionalità, all’incontro est-ovest, nonché al rapporto tra arte, architettura e antropologia culturale, affrontate a partire dal proprio contesto di appartenenza: l’Europa. Riconoscimenti: 2003 vincitore del Prix Mosaïque del Centre National de l’Audiovisuel, Luxembourg; 2007 “artist in residence” presso la Cité Internationale des Arts di Parigi; 2009 invitato alla Seconda Biennale di Arte Contemporanea di Salonicco; 2010 progetto di committenza “MAXXI, cantiere d’autore”. Tra le mostre recenti la sua partecipazione al progetto del Goethe-Institut “The Fine Hands Show” per la Biennale di Krasnoyarks in Russia e alla committenza “Universo Olivetti. Comunità come Utopia Concreta” del Ministero degli Esteri. Fra le varie pubblicazioni si ricorda la monografia Arménie Ville pubblicato nel 2016 da Hatje Cantz.

Progetto di: Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, Roma – Direzione
regionale Musei Veneto – Museo d’Arte Orientale – Fondazione Musei Civici di Venezia – Ca’ Pesaro, Galleria Internazionale d’Arte Moderna, Venezia
Comitato scientifico: Carlo Birrozzi, Marta Boscolo Marchi, Luca Del Prete, Francesca Fabiani, Daniele Ferrara

Dettagli

Data:
sabato 4 Dicembre 2021
Ora:
08:00 - 17:00
Categoria Evento:
Tag Evento:
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Luogo

CA’ PESARO – GALLERIA INTERNAZIONALE D’ARTE MODERNA
Santa Croce 2076
Venezia, 30135 Italia
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Telefono:
041 721127
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