Caricamento Eventi

« Tutti gli Eventi

  • Questo evento è passato.

Confini – Mostra Collettiva

lunedì 1 settembre 2014 - domenica 7 settembre 2014

Il confine è tutt’altro che un simbolo di staticità o di rigidità è invece profondamente dinamico, infatti, sviluppa rapporti, scambi anche conflitti, produce innovazioni ed elabora spazi mentali e fisici, per mutuare l’espressione rinascimentale il confine è una fabrica mundi.
Il confine si moltiplica in una serie di figure collegate come limite, soglia, faglia, dall’altra parte include lo spazio che teoricamente dovrebbe dividere.
Il confine è luogo di passaggio, dove si possono vivere crescite ed evoluzioni, ma anche terribili sospensioni o incontenibile distruttività pensiamo a Gaza.
Il confine è bifronte, quindi, separa e congiunge, facilita lo scambio e l’incontro ma anche l’inconciliabilità se le posizioni sono rigide e timorose di perdere la propria identità attraverso l’incontro con l’altro.
L’idea di stato/nazione è oramai superata e sembrano essere le aree periferiche, dove è ancora forte un senso di comunità, il luogo adatto per affrontare le contraddizioni della società attuale.
In questi spazi, apparentemente laterali, sospesi tra identità locale e globalizzazione, può esserci un’integrazione tra l’identità di base e i cambiamenti che provengono da fuori, senza che la prima sia cancellata e i secondi rifiutati in maniera oscurantista.
Questi luoghi, come ad esempio Cagli, possono diventare dei veri e propri laboratori in cui armonizzare la tradizione stessa con il fluire del cambiamento e degli aspetti innovativi, evitando così di essere degli agglomerati deprivati dalle radici, solo immagini televisive intercambiabili con ogni altro spazio anomico.
Gli spazi museali e pubblici, come teatri o altre strutture, hanno un’importanza fondamentale nel promuovere nuove possibilità, infatti, possono mettere in moto spinte evolutive e ricreare valori, stimolare passioni.
Questi luoghi conservano storie e memorie dell’identità del gruppo sociale, del luogo, degli eventi della città e devono rivivere in una sorta di “sempre aperto teatro”, ove le proposte artistiche incontrino, in uno spazio intermedio, le esigenze della comunità in uno scambio che nel rispetto dei ruoli, possa essere fertile e vitale.
L’arte, la creatività ridanno respiro e vita a questi siti sottraendoli alla sospensione cui sono stati lasciati e attraverso strade e interstizi spesso silenziosi e non sempre rintracciabili, infondono, così, nuova linfa vitale a tutto il territorio.
La creatività artistica illumina e percorre gli spazi della vita in maniera infinita, dai primi graffiti alle moderne installazioni o performance gli artisti hanno dato corpo a una continua esigenza dell’animo umano: tollerare l’angoscia della perdita, del tempo che inevitabilmente si consuma, della certezza della morte attraverso la creatività e la genesi continua.
L’arte ha sempre attraversato i confini, a volte travolgendoli, con la profonda capacità visionaria che risiede in ogni atto creativo, nulla come l’arte può essere meraviglioso ponte “tra” “dentro e fuori”, nulla come l’arte è “symbolon” una connessione tra due oggetti, nulla come l’arte arricchisce l’uomo accompagnandone la vita come metafora di quel viaggio che è l’esistenza.
La mostra” Confini” a Palazzo Berardi Mochi- Zamperoli (con un’appendice all’ex- seminario) promuove un’ibridazione feconda tra linguaggi diversi: pittura, fotografia, videoarte.
L’idea è anche di permettere ai visitatori di “giocare”, con le opere, di attraversare e vivere lo spazio intermedio tra le opere e il loro sguardo, i loro corpi.
Il gioco è, per lo psicoanalista Winnicott, un’esperienza creativa e la capacità di giocare in maniera creativa permette al soggetto di esprimere l’intero potenziale della propria personalità, “grazie alla sospensione del giudizio di verità sul mondo, a una tregua dal faticoso e doloroso processo di distinzione tra sé, i propri desideri, e la realtà, le sue frustrazioni”.
In questo modo, attraverso un atteggiamento ludico verso il mondo, e solo qui, in questa terza area neutra e intermedia tra il soggettivo e l’oggettivo, può comparire l’atto creativo, che permette al soggetto di trovare se stesso, di essere a contatto con il nucleo del proprio Sé.
L’intera vita culturale dell’essere umano origina anch’essa nello spazio potenziale che congiungeva originariamente madre e bambino e si pone in una posizione di diretta continuità con il giocare in modo creativo; afferma Winnicott: “l’esperienza culturale comincia con il vivere in modo creativo, ciò che in primo luogo si manifesta nel gioco”.

Matteo De Simone

izzo cagli foto

Artisti:

Giovanni Tariello- : “La potenza del colore …… confine tra soste e attraversamenti”

Giovanni Izzo ph: “Cagli: ai confini fra realtà e interpretazione”

Domenico Buzzetti: “ My Bad”

Cristian Natoli / Thunderground Production: “Allamhatar/passaggi di confine”(31m 21s)

Antonello Novellino: “Lussuria” ( 2m e11 s) Corpo comune ( 6 m 17 s)

Chiara Scarfò: “Otto” (4m 36s)

Dettagli

Inizio:
lunedì 1 settembre 2014
Fine:
domenica 7 settembre 2014
Categoria Evento:

Luogo

PALAZZO BERARDI MOCHI-ZAMPEROLI
Via Imbriano Alessandri, 39
Cagli, PU 61043 Italia
+ Google Maps