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Daniel Spoerri – Giovanni Manfredini. The other half of the sky may be obscured?

martedì 27 Marzo 2018 - domenica 29 Aprile 2018

Daniel Spoerri - Giovanni Manfredini. The other half of the sky may be obscured?

sede: Palazzo Ducale, Museo Diocesano e Cattedrale dei S.S. Pietro e Francesco (Massa).
cura: Davide Di Maggio, Mauro Daniele Lucchesi.

Il percorso espositivo comprende oltre 50 opere tra sculture, quadri e i famosi “tableau piege” disseminate negli spazi di Palazzo Ducale, del Museo Diocesano e della Cattedrale dei S. S. Pietro e Francesco.
L’obiettivo è quello di enfatizzare l’aspetto della dimensione “spirituale” del lavoro dei due artisti, restituire cioè alle opere una dimensione “sacra” che le faccia dialogare (attraverso un colloquio muto e assorto) con l’abside, l’altare, la navata (nella Cattedrale) con le sale di rappresentanza dei Malaspina, duchi e signori di Massa antica (nel Palazzo Ducale) e con le opere sacre di Jacopo della Quercia, del Bernini, di Bernardino, di Pietro Tacca (nel Museo Diocesano), ciò finalizzato a “ritrovare” un contatto tra il sé e il divino.

Le stesure di materia e colore nero di Giovanni Manfredini nascono dalle tenebre, dal buio profondo ma ricercano la luce, sono i multipli di unico ego che, sfrangiandosi, diventa una eco dell’artista.
I suoi corpi ritratti ossessivamente sono “tentativi di esistenza”, non dunque di individui ma di multipli di uno stesso ego: cloni senz’anima congelati in una placenta nera, buia, nella materia / scultura accumunata dalla tensione e dallo sforzo di tendere verso una luce rivelatrice.
Anche se perfettamente connaturati nella fisionomia dell’artista, i corpi di Manfredini si dibattono tra vita e morte, realtà e artificio.
Parallelamente le opere di Daniel Spoerri ruotano attorno all’idea di fissare per sempre quanto il caso e la vita hanno naturalmente determinato, così come sono la manifestazione del tentativo dell’artista di conservare, di trattenere e di rimettere in circolo le tracce e la memoria di situazioni vissute, di tradizioni e di costumi passati.
La memoria e la vita trascorsa, le loro connessioni e le infinite storie che parlano attraverso questi oggetti reietti e abbandonati, delineano così una sorta di ricostruzione archeologica e antropologica del nostro tempo, rivissuta attraverso la pratica creativa dell’arte.

“Le opere di Daniel Spoerri e Giovanni Manfredini – spiega Davide Di Maggio – hanno forme e significati assoluti, non sono simboliche ma nascono dalla necessità degli artisti di non creare nuovi simulacri passeggeri, ma di dare forma a una nuova bellezza nell’irrealtà che ci circonda. L’arte deve assumersi la responsabilità e, perché no, l’autorevolezza, di creare un’opposizione, una controffensiva efficace rispetto un determinato fine. Per quanto piccolo possa essere, il segno dell’artista si deve caricare sempre di un’energia nuova, positiva e profonda rispetto all’effimero della vita”.

“La storia dell’arte – prosegue Mauro Daniele Lucchesi – è costellata da artisti che pur tra destini diversi e le tante differenze, hanno avuto un percorso simile. Daniel Spoerri e Giovanni Manfredini sono fra questi. La loro poetica parte da esperienze dissimili, ma la vita e l’arte li accomunano, come la “lotta” di resistenza che entrambi hanno messo in atto contro l’invisibile che li circonda. L’arte deve potere salvare il mondo, per lo meno andare verso questa direzione. Questo è anche il tentativo di questa mostra”.

Disponibile catalogo con testo critico di Achille Bonito Oliva. La mostra “The other half of the sky may be obscured?” (L’altra metà del cielo può essere oscura?), si avvale della collaborazione con la Fondazione Mudima di Milano e della Fonderia Fusioni Trevi di Walter e Patrick Vaghi che hanno prestato cortesemente alcune opere.

Ufficio Stampa:
Fabrizio Lucarini, Agenzia iLogo