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Elena Bellantoni. On the breadline

20 Marzo 2019 - 31 Dicembre 2019

Elena Bellantoni. On the breadline

sede: Varie Sedi (Belgrado, Atene, Istanbul, Palermo).
cura: Benedetta Carpi De Resmini.

On The Breadline è un progetto artistico itinerante di Elena Bellantoni che si sviluppa in un anno e percorre la “strada del pane” di 4 paesi: Italia, Grecia, Serbia e Turchia.
Il progetto è il vincitore della IV edizione di Italian Council (2018), bando promosso dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane del Ministero per i Beni e le Attività Culturali con il fine di promuovere l’arte contemporanea italiana nel mondo.

La Breadline che Elena Bellantoni segue è sia la linea del pane ma anche la linea di povertà che ha segnato storie e narrazioni di questi paesi segnati dalle “rivolte del pane”. Il pane non rappresenta infatti solo il momento del convivio e del confronto tra genti diverse, ma è legato alle rivolte popolari che spesso sono state identificate nella storia come movimenti di protesta che hanno unito popolazioni diverse nel nome della giustizia e dell’uguaglianza sociale.
Belgrado, Istanbul, Atene, e Palermo segnano il percorso dell’artista che sarà affiancata dalla collaborazione degli Istituti di Cultura Italiani insieme a un network di realtà culturali, curatori locali presenti nei paesi delle residenze, tra i quali Beo Project (Belgrado) e K-Gold Temporary Gallery (Atene), la Fondazione Ignazio Buttitta e l’Ecomuseo Urbano Mare Memoria Viva (Palermo).

Durante la ricerca, in ogni città, l’artista realizzerà insieme a dei cori tutti al femminile una performance accompagnata dal canto di protesta Bread & Roses, che trae origine da una frase di un discorso del 1912 di Rose Schneiderman, leader femminista socialista statunitense, declamato durante un importante sciopero di lavoratrici. Un canto ogni volta diverso verrà tradotto nella lingua di origine dei paesi coinvolti seguendo una partitura musicale nuova realizzata da Sandra Cotronei, direttrice del Coro Inni e Canti di Lotta e nel Laboratorio di canto politico della Scuola Popolare di Musica di Testaccio.
L’elemento del coro, così come quello del pane, sono essenziali in questo progetto perché diventano lo strumento per raccontare attraverso parole, suoni e immagini le rivolte sociali, politiche che sono nel DNA di ogni paese, in particolare dei paesi legati storicamente e geograficamente al Mediterraneo.

“Se è vero che non di solo pane vive l’uomo, cercherò di spingermi sulla “breadline” e dare voce e forma a questa linea che seguirò. Il mio “canto” personale prenderà il ritmo di una vecchia macchina da scrivere, sulla quale trascriverò il mio diario di bordo giorno per giorno. Le mie annotazioni faranno da eco alle note cantate, in quattro lingue diverse, dai cori. Il lavoro artistico nasce per me dall’incontro: in questo caso con il territorio – di cui seguirò segni e tracce – e con un coro formato da sole donne. Ho scelto di declinare solo al femminile questo progetto perché credo che oggi più che mai ci sia il bisogno di prendere la parola e dare voce. Credo che questo “gesto poetico” sia necessario, non solo per raccontare un lungo passato di lotte e proteste per parlare profondamente del nostro presente” racconta Elena Bellantoni.

Elena Bellantoni vive e lavora tra Berlino e l’Italia. Dopo essersi laureata in Arte Contemporanea all’Università La Sapienza di Roma, studia a Parigi e Londra, dove nel 2007 ottiene un MA in Visual Art al WCA University of Arts London; approfondisce poi il teatro-danza e le arti performative con workshop in Italia ed all’estero. Nel 2007 costituisce Platform Translation Group e nel 2008 è cofondatrice dello spazio no profit 91mQ art project space di Berlino.Nel 2014 entra nella Collezione Farnesina presso il Ministero degli Affari Esteri con l’opera video The Fox and the Wolf: Struggle for Power. La sua ricerca si incentra sui concetti di identità ed alterità attraverso dinamiche relazionali che utilizzano il linguaggio ed il corpo come strumenti di interazione. Formalizza i suoi progetti attraverso il video, la fotografia, la performance e le istallazioni.

Benedetta Carpi De Resmini, curatrice e critica d’arte. Si interessa alle contaminazioni tra artisti del XX secolo e artisti emergenti. È docente alla Business School del Sole24ore per il Master di Management dei Beni Culturali e Direttrice di Latitudo – Art Projects. È stata curatore senior al MACRO – Museo d’Arte Contemporanea, Roma.  Ha concepito e ideato la piattaforma finanziata da Creative Europe Large Scale, Magic Carpets di cui è partner come Latitudo – Art Projects (2017-2021). Selezione mostre e progetti: MAGMA, National Gallery Vilnius and Istituto Centrale Grafica, Roma, 2017-2018; Alfredo Pirri, Pesci non portano fucili, MAXXI, MACRO, 2017; Espacios Urbanos, Foundacion PROA, Buenos Aires, 2009.

Il lavoro finale sarà un’opera video a quattro canali che entrerà a farà parte della collezione permanente delle opere multimediali dell’Istituto Centrale per la Grafica e successivamente presentato in una mostra personale nel 2020.
Il progetto prevede inoltre la pubblicazione finale di un catalogo, edito da Quodlibet, che racconterà il viaggio attraverso le voci dell’artista, della curatrice e dei due storici dell’arte, Stefano Chiodi e Riccardo Venturi.
Evento promosso da Wunderbar Cultural Projects – associazione culturale nata dalla condivisione di intenti di 5 professioniste del mondo dell’arte e della cultura
Ufficio stampa: Antonella Bartoli

Dettagli

Inizio:
20 Marzo 2019
Fine:
31 Dicembre 2019
Categoria Evento:
Tag Evento:
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