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Eternity – “Beauty is the moment when time vanishes and eternity arises”

martedì 17 aprile 2018 - domenica 22 aprile 2018

Eternity - "Beauty is the moment when time vanishes and eternity arises"

sede: Art Jed Gallery – Milano (Milano).
cura: Magdalena M. Gabriel.

Il tema centrale della mostra è il concetto di eternità, rappresentato attraverso una serie di opere di Piero Manzoni, Enrico Giacometti, Vasily Klyukin, Sonia Falcone e Pierre Bonnefille, che esplorano nel loro insieme i limiti della fisicità, l’atemporalità della bellezza e la natura mutevole della creatività.

Da sempre la relazione dell’Arte con il concetto di eternità è ben documentata dagli artisti di ogni epoca.
Ogni opera d’arte è un’eterna manifestazione fisica dello spirito creativo dell’artista.
L’opera esiste non solo come entità in sé, ma anche attraverso le emozioni, i ricordi e le riflessioni che suscita in ogni individuo.
L’Arte può anche essere un importante interprete della società e del contesto in cui vive, ricordandoci che il mondo fisico che ci circonda è tutt’altro che eterno.
L’eterna natura dell’arte è rappresentata dalle prime creazioni artistiche dei nostri antenati preistorici, segni sulle pareti delle caverne o piccole sculture di pietra, testimonianze importanti che hanno segnato una nuova era di sviluppo umano, creatività ed espressione.
Da allora l’arte, in tutte le sue forme, è stata un riflesso di quel processo continuo.

In esposizione:

Achrome di Piero Manzoni
Oltre cinquant’anni dopo la sua morte, il lavoro di Manzoni continua ad intrigare e ispirare commenti, riflessioni e interesse. Il lavoro di Piero Manzoni, uno dei primi precursori del concettualismo, mette in discussione la vera natura dell’arte. I suoi Achrome, tele imbevute di argilla cinese e prive di colore, con forme e pieghe naturali, sono un importante punto di riferimento storico per rompere i tradizionali confini della definizione artistica come il romanticismo, il realismo classico o l’espressionismo. La loro forte assenza di colori invita lo spettatore a imporre i propri pensieri e le proprie emozioni sulla tela, rendendoli in questo modo eterni, al di là del tempo e dello spazio, oltre il contesto e la moda artistica attuale. Manzoni è anche noto per la produzione di palloncini colmi del suo stesso respiro, opere che volevano rendere eterna la sua esistenza oltre i limiti della fisicità, e per le 90 piccole lattine piene di escrementi umani delle quali veniva valutato il peso come fosse quello dell’oro; le scatolette, parodia del mercato dell’arte e critica al consumismo e alla pubblicità, vendono ancora oggi, per ironia della sorte, a prezzi molto più alti dell’oro. Manzoni non cessò mai di sperimentare nuove tecniche e nuovi materiali, dal cotone alla fibra di vetro, dal pane plastificato alle uova, dalla carta al polistirolo rimanendo fedele all’ispirazione originaria: un’opera la cui esistenza è sigillata nella propria chiusura tautologica.

Enrico Giacometti (scultura)
Le sculture astratte dell’artista svizzero Giacometti riflettono l’eterna tendenza artistica di trasformare materiali di uso comune, come in questo caso l’acciaio industriale, in creazioni di bellezza eterea. Studiando le sculture di Giacometti, ci si rende conto che il ferro è solo una parte dell’opera: il lavoro dell’artista riguarda tanto gli spazi vuoti e le forme che il ferro crea, quanto l’impatto visivo del materiale stesso. Molte delle sue sculture rappresentano forme umane astratte, ma rappresentano anche aspetti identificabili e tangibili delle relazioni e delle emozioni umane. L’uso del ferro, in alcuni casi arrugginito, è anche una riflessione sul tempo, ricordandoci che nulla di fisico è permanente, che tutto cambia, ma tale cambiamento è parte del processo eterno della vita e nulla toglie alla sua bellezza.

Vasily Klyukin (scultura)
Milano è sicuramente il luogo spirituale della Biblioteca dei Geni di Klyukin, opera che rende omaggio a Leonardo da Vinci. Leonardo, che sarà eternamente riconosciuto come il simbolo dell’ideale umanista del Rinascimento, trascorse la sua prima giovinezza proprio in questa città. L’arte di Klyukin, che impiega lastre mobili in rame lucido, ciascuna incisa con rappresentazioni dell’opera di Da Vinci, va a creare una forma tridimensionale da elementi bidimensionali. Le sue sculture vogliono dichiarare che gli individui non sono entità in sé, ma una somma dei loro sogni, risultati e ambizioni. Il metodo ed i materiali utilizzati riflettono l’osservazione di Klyukin secondo cui “il patrimonio non si trasforma in cenere, anche bruciando non scompare. Invece, lascia un segno nella storia, immortalando per sempre il suo creatore”. La sua scultura che rappresenta la tigre bianca ci ricorda che anche le creature in cima alla catena alimentare sono soggette alle stesse fragilità e minacce di quelle più deboli. Le tigri bianche si stanno avvicinando all’estinzione e il metodo di costruzione pieghevole che ha usato l’artista ci ricorda quanto fragile possa essere ogni vita quando non è protetta e apprezzata.

Sonia Falcone (virtual reality / Hollographic installation)
L’artista boliviana contemporanea Sonia Falcone espone una serie di opere che ci parlano della vita in modi estremamente diversi, ma che insieme condividono lo stesso messaggio di eternità. Il lavoro dell’artista ci invita a guardare oltre l’aspetto dell’oggetto in sé, per riconoscere la bellezza insita nella vita e nella natura. Attraverso la sua arte, Falcone trasforma oggetti comuni in “oggetti di meraviglia”, incoraggiando ciascuno di noi a ricordare l’eterna bellezza della natura e la necessità di essere protetta. In questa mostra i suoi lavori includono un cuore “olografico”, realizzato attraverso l’utilizzo della tecnologia moderna per rappresentare il più umano degli organi fisici, il cuore, e ricordare la natura transitoria della vita. Mentre i nostri cuori possono smettere di battere la nostra eredità può essere eterna. Fra le opere in mostra anche la celebre Campos de Color: con l’utilizzo di spezie polverizzate provenienti da tutto il mondo viene tracciato un quadro cartografico, simbolo di come il commercio di questi prodotti abbia contribuito a riunire persone provenienti da tutto il mondo, esprimendo e affrontando, allo stesso tempo, la deperibilità del corpo, la natura effimera del piacere sensoriale e la fugacità della vita.

Pierre Bonnefille (bronzo)
Bonnefille, artista, pittore, designer e “Maître d’Art” (art master) francese realizza opere utilizzando materiali ed elementi provenienti dalla terra, come polveri minerali, calcare, lava, marmo, oro, pigmenti naturali e polveri metalliche. L’artista trae ispirazione dai colori della natura, con riferimenti architettonici legati a civiltà del passato e del presente. Le sue creazioni sono manifestazioni di momenti e ricordi della sua vita, catturati attraverso l’arte attraverso una rappresentazione fisica di emozioni, tempi e luoghi.

Ufficio Stampa: Made4art

Dettagli

Inizio:
martedì 17 aprile 2018
Fine:
domenica 22 aprile 2018
Categoria Evento:
Tag Evento:
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Luogo

ART JED GALLERY – MILANO
Via Marco de Marchi, 7
Milano, 20121 Italy
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Sito web:
www.artjed.com