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Evelyn Bencicova. Portrait of an anomaly

18 Ottobre 2019 - 11 Gennaio 2020

Evelyn Bencicova. Portrait of an anomaly

sede: CE Contemporary (Milano).
cura: Christine Enrile.

Evelyn Bencicova, classe 92, è una giovane creativa visiva, originaria di Bratislava specializzata in fotografia e direzione artistica.
Formatasi nell’ambito delle belle arti e dei nuovi media, grazie agli studi presso L’Università di Arti Applicate di Vienna, Evelyn Bencicova riesce a combinare il suo interesse per la cultura contemporanea allo studio accademico, creando delle opere in cui la ricerca concettuale incontra quella visiva dando vita ad ambientazioni ricercate ed esteticamente accattivanti.

Evelyn Bencicova non si definisce una fotografa in quanto sperimenta diversi media attraverso i quali prova a raccontare la sua personale visione del mondo.
L’artista crea, come dice lei stessa, delle illusioni basate sulla realtà e, distorcendo la nostra percezione, ci invita ad entrare nel labirinto segreto della sua mente in cui ogni dettaglio nasconde un significato più profondo rispetto a quello che rivela in apparenza.
I colori tenui, quasi sbiaditi, le pose dei soggetti e l’intera atmosfera di queste composizioni danno la sensazione di trovarsi di fronte a immagini surreali.
Osservando più attentamente la scena ci si rende però conto di non essere poi così lontani dalla vita odierna.

La serie “Artificial Tears”, con cui inizia il percorso espositivo, è stata realizzata nel 2017.
In questo progetto l’artista si chiede come sarà il futuro dell’intelligenza artificiale mettendo in risalto interrogativi quali la dipendenza, moralità e i pregiudizi che il genere umano si pone rispetto a questa tematica.
L’intelligenza artificiale fa sentire l’uomo divino in quanto creatore di qualcosa di molto potente ma allo stesso tempo lo fa scontrare con la sua fragilità e il suo essere mortale, facendogli prendere coscienza di poter essere sostituito da un dispositivo.
Molteplici le incognite legate a questa problematica ma Bencicova isola un quesito in particolare: Cosa distingue l’uomo dalla macchina?
.
La protagonista di questa serie ha l’aspetto di una giovane donna legata allo stereotipo della sua specie.
Difficile definire chi sia questo modello, potrebbe essere l’artista, l’osservatore o nessuno di noi.
L’altro. Il tuo doppio.
Potrebbe essere una rivisitata Marilyn Monroe o Tara l’Androide, o una macchina senza volto che vive alienata in un futuro pulito, elegante che risveglia una sensazione di inquietudine nonostante il suo assoluto vuoto e silenzio.
Il sentimento che si prova di fonte a questi lavori è di essere degli outsider in un mondo strano ma allo stesso tempo familiare in cui si è forzati a seguire delle regole assurde.
Un mondo senza senso.
L’osservatore comprenderà come gli scenari proposti non mostrino necessariamente un futuro in cui la macchina si comporta come l’uomo ma piuttosto, o allo stesso tempo, un mondo in cui l’essere umano agisce come un automa.

Nella seconda serie in mostra, “Asymptote”, si ritrovino molte caratteristiche legate alla visione surreale e ipnotica di Bencicova, come la ricerca di spazi affascinanti, la struttura rigorosamente geometrica delle immagini, la scelta di luoghi misteriosi e l’uso di colori freddi e lividi.
La serie è stata realizzata in strutture architettoniche originarie dell’era socialista in quanto il lavoro è un’interpretazione personale della vita nella Cecoslovacchia dell’epoca.
In questa serie passato e presente, memoria e realtà si fondono.
In questo caso Evelyn Bencicova studia lo stato attuale della società e i suoi valori.
L’artista vuole mettere in luce come vi siano molti punti in comune fra passato e presente e come ogni periodo abbia a che fare con gli stessi demoni che si ripresentano sotto altre vesti.
La serie fa luce su l’idea di conformismo e di esaurimento vissuta dai personaggi, che si presentano sempre nelle stesse pose e con volti celati da maschere a rappresentare la pressione psicologica che la società esercita sull’individuo per renderlo omologato.

A fare da spartiacque fra le due serie il fashion film “Asymptote” (2016), co-creato da Evelyn Bencicova con Adam Csoka Keller e Arielle Esther, un video ipnotico ed ermetico in cui le opere fotografiche della serie Asymptote prendono vita.
I soggetti, che si muovono con una compostezza innaturale, creano essi stessi un modello diventando parte della composizione nella sua totalità.
Ogni persona è privata della sua individualità per diventare una forma unificata.
Questo percorso porta a creare uno schema dell’assurdo in cui ogni differenza è un’anomalia.
Gli individui sono dominati da una forza estranea di cui sono vittime impotenti ma anche complici in quanto rendono manifesta questa forza ed agiscono sotto il suo impulso.
Questo progetto prova a connettere l’archivio nazionale con i nuovi media cercando di plasmare i contenuti storici attraverso una visione estetica personale ed intrigante.
Il film è stato premiato al Fashion Film Festival Milano 2017, ed è stato presentato allo Show Studio Fashion Film Awards, all’Austrian American Short Film Festival e Diane Pernet ASV Off al Centre Pompidou di Parigi.

La serie “Artificial Tears” ambientata in un possibile futuro e la serie “Asymptote” legata invece a un confronto col passato si fronteggiano negli spazi di c|e contemporary dando vita ad una mostra surreale ed ipnotica.
Ambienti e colori asettici, spazi vuoti, atmosfere crude, in cui i soggetti si ritrovano in situazioni indecifrabili sono solo alcuni degli elementi caratterizzanti del lavoro dell’artista che non può che incantare lo spettatore.
Le immagini proposte combinano un intenso impatto estetico a importanti concetti di fondo in modo da far interrogare lo spettatore su che storia possa celarsi dietro ad ogni singolo scatto.

A concludere questa mostra visionaria alcune immagini della serie “Ecce Homo” in cui corpi nudi appaiono in pose innaturali creando delle strutture geometriche, quasi architettoniche.
Immagini in cui l’essere umano si trasforma in un oggetto e diventa parte dell’arredo circostante.
Evelyn Bencicova ci racconta la fragilità umana in una maniera assolutamente non scontata.
Corpi nudi in ambienti altrettanto spogli i cui volti non vengono mai mostrati in modo da rimanere personaggi generici in cui ognuno può immedesimarsi.
La serie fa luce sull’istinto dell’uomo a uniformarsi e seguire le opinioni/azioni imperanti nella società.
L’individuo perde così la propria identità e il suo spazio personale viene ridotto al minimo.

Inaugurazione: venerdì 18 ottobre dalle 18:30 alle 22:00

Dettagli

Inizio:
18 Ottobre 2019
Fine:
11 Gennaio 2020
Categoria Evento:
Tag Evento:
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Luogo

CE CONTEMPORARY
via Tiraboschi 2/76
Milano, 20135 Italia
+ Google Maps
Telefono:
02 45483822
Sito web:
www.cecontemporary.com