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Fabrizio Fontana. Tetris

mercoledì 13 agosto 2014 - domenica 31 agosto 2014

Sembra scritto nel destino il percorso artistico di Fabrizio Fontana, in quello stesso nome condiviso con uno dei maggiori capolavori del Novecento.
Predestinazione o pura casualità poco importa, ma come in Fontana di Marcel Duchamp, anche il lavoro di Fabrizio cela, dietro l’aspetto ironico e dissacratorio, complessi significati e verità più profonde.
Con il genio francese Fontana condivide la propensione speculativa generata da un approccio ludico alla realtà.
Un modus operandi storicamente connotato, all’origine di molteplici capolavori del secolo trascorso, tradotto dall’artista salentino in un’esortazione al gioco – o “jioko” come egli ama scrivere – e alla visionarietà tipica dei teneri anni.
Al Tetris, gioco cult degli anni Ottanta, sul quale si sono consumati anni e acribia adolescenziali, è dedicato un filone di ricerca importante della sua produzione.
Presentato per la prima volta nel 2006, il tema è ora riproposto con lavori inediti e nuove finalità.
Una revisione progettuale nata da una sincera riflessione sul sistema dell’arte, immaginato come un quadrilatero i cui lati sono rispettivamente rappresentati dall’artista, dal critico-curatore, dal gallerista (ma anche dall’operatore museale) e dal collezionista-pubblico.
Ciascun elemento è fondamentale per chiudere il cerchio, o meglio, per completare il quadrato.
In assenza anche di una sola di queste componenti, il sistema permarrebbe incompleto, inconsistente ed autoreferenziale.
Un’indagine impietosa che ha condotto l’artista alla creazione di diciassette opere, differenti l’una dall’altra ma intrinsecamente legate dalla verve polemica, sempre abilmente celata dalla rosea parvenza degli elementi oggettuali, e dalla frase componibile sul retro: opere opistografe, dunque, assemblaggi in box sul fronte, scrittura dipinta sul retro.
Punto focale del sistema è la vendita, che, una volta compiuta, segna il distacco dell’opera dal suo creatore e il diradarsi del rapporto con le opere coeve.
Una necessità per l’artista, ma anche un rammarico, simile ad una paternità ceduta.
Ma attraverso la scritta retrostante Fontana ha trovato il modo di assoggettare le sue creature ad un sistema di autocontrollo, legandole indissolubilmente le une alle altre.
In esse idee politiche, abitudini sociali, dinamiche culturali e spunti autobiografici appaiono condensati in una sintassi iconica che cede volentieri all’eccesso.
Un surplus cromatico e formale prodotto da una personalità dicotomica in cui la spensieratezza del bambino trova un proprio equilibrio con la consapevolezza dell’adulto.

Carmelo Cipriani

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Dettagli

Inizio:
mercoledì 13 agosto 2014
Fine:
domenica 31 agosto 2014
Categoria Evento:

Luogo

GALLERIA ORIZZONTI ARTE CONTEMPORANEA
piazzetta Cattedrale
Ostuni, BR 72017 Italia
+ Google Maps
Telefono:
0831 335373; 348 8032506
Sito web:
www.orizzontiarte.it