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Ferdinando Scianna. Il Ghetto di Venezia 500 anni dopo

venerdì 26 Agosto 2016 - domenica 8 Gennaio 2017

Le sale della Casa dei Tre Oci, lo spazio veneziano sull’isola della Giudecca ospitano le rassegne “René Burri. Utopia“, curata da Michael Koetzle, e “Ferdinando Scianna. Il Ghetto di Venezia 500 anni dopo”, curata da Denis Curti.
La mostra dedicata a Ferdinando Scianna è frutto del lavoro fotografico realizzato su incarico di Fondazione di Venezia e realizzato appositamente per i Tre Oci in occasione del Cinquecentenario della fondazione del Ghetto ebraico a Venezia.
I due diversi progetti si snodano autonomamente seguendo un percorso coerente e lineare, che si sviluppa a partire dalle 100 opere di René Burri, distribuite tra pianterreno e piano nobile, e si conclude al secondo piano, con le oltre 50 fotografie inedite di Ferdinando Scianna.
Entrambi membri dell’agenzia fotografica Magnum, Burri (che ne diverrà presidente nel 1982) e Scianna appartengono, pur nella loro diversità, a quella categoria di autori che attraverso il mezzo fotografico esprime personali visioni, sia che si traducano nella passione di Burri di documentare grandi cambiamenti politici e sociali, sia che rispondano al tentativo, nel caso di Scianna, di carpire, all’interno del flusso caotico dell’esistenza, “istanti di senso e di forma”.

L’ultimo piano della Casa dei Tre Oci è dedicato all’opera di uno dei più importanti fotografi italiani, Ferdinando Scianna (Bagheria, 4 luglio 1943).
In occasione dei 500 anni della nascita del Ghetto ebraico di Venezia (formatosi il 29 marzo 1516), la Fondazione di Venezia ha deciso di avviare una ricognizione fotografica con l’obiettivo di raccontare la dimensione contemporanea del Ghetto.
Il progetto espositivo è realizzato da Civita Tre Venezie.
Scianna ha realizzato un reportage fotografico in pieno stile Street Photography, raccogliendo immagini inerenti la vita quotidiana del Ghetto, senza tralasciare ritratti, architetture, interni di case e luoghi di preghiera.
Chiese, ristoranti, campi, gondole sono i soggetti che animano il panorama visivo del progetto.
Da segnalare, in questa narrazione, la compresenza di una dimensione simbolica, storica, rituale, intrinsecamente connessa a luoghi e gesti, e una semplicità nella descrizione di un tempo presente e ordinario.

“Ferdinando Scianna – osserva il curatore Denis Curti – ha saputo costruire un racconto delicato […]. Ha dato forma a una memoria collettiva elevando e distinguendo singole storie: se ne avverte la bellezza e la solennità. […] Il dolore mai urlato dell’Olocausto. Le pietre d’inciampo e i segni di una vicenda destinata a restare indelebile. […] Dentro queste fotografie ci si orienta. I punti cardinali si fanno abbraccio e segnano le linee di una confidenza visiva capace di entrare nei confini dell’intimità dei molti ritratti che compongono il complesso mosaico di questa esperienza: è il linguaggio degli affetti, è la grammatica dei corpi”.

La mostra “Il Ghetto di Venezia 500 anni dopo” è accompagnata da un catalogo bilingue (italiano e inglese) Marsilio Editori, che presenta, tra gli altri, i testi di Donatella Calabi, Denis Curti, Paolo Gnignati e Ferdinando Scianna.

Le immagini dell’inaugurazione
con Denis Curti, Ferdinando Scianna, Clotilde Blanc Burri e figlio (ph. Alcide Boaretto)

Dettagli

Inizio:
venerdì 26 Agosto 2016
Fine:
domenica 8 Gennaio 2017
Categoria Evento:

Luogo

CASA DEI TRE OCI
Fondamenta delle Zitelle, 43 - Giudecca
Venezia, 30133 Italia
+ Google Maps
Telefono:
041 2412332
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