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Filippo Rusuti e la Madonna di San Luca in Santa Maria del Popolo

venerdì 19 ottobre 2018 - domenica 18 novembre 2018

Filippo Rusuti e la Madonna di San Luca in Santa Maria del Popolo

sede: Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo (Roma).
cura: Simonetta Antellini.

Il Polo Museale del Lazio presenta il restauro e la nuova attribuzione della notissima icona Madonna con il Bambino conservata nella Chiesa di Santa Maria del Popolo.
L’icona, stata tradizionalmente attribuita all’evangelista Luca e per questo nota come Madonna di San Luca, è una delle immagini più venerate della storia della città di Roma, come attestano vuoi la fama di “immagine miracolosa” vuoi gli atti ufficiali della storia della Chiesa.

La tavola (nello specifico una tela impannata su tre assi in legno di noce) mostra un’immagine di derivazione bizantina – la Vergine è ritratta di fronte, tiene in braccio il Bambino rigidamente eretto, completamente vestito e benedicente – e propone i tratti dell’iconografia tradizionale dell’Odigitria (“colei che mostra la via”, cioè Cristo), arricchita però di un diverso pathos, quello dell’affettuosità familiare: la Madre volge il capo verso il figlio, indirizzandogli uno sguardo pieno di tenerezza. Il Figlio poggia la mano sinistra su quella della Madre, confermando il suo attaccamento.
L’opera, pertanto, si discosta dall’inanimata astrazione delle figure, tipica dell’iconografia dell’epoca, e mostra nella gestualità e nella vivacità cromatica quel carattere d’intimità che sollecita l’empatia del fruitore.

Dopo l’ultimo e accurato restauro, che ha portato alla luce parti di firma che si è potuta riconoscere come quella di Filippo Rusuti, che firmò, verosimilmente entro il 1297, il monumentale mosaico che ancora orna, in parte nascosto dal loggiato settecentesco, la fascia superiore della facciata della basilica di Santa Maria Maggiore.
Questa attribuzione consentirà agli studiosi di riscrivere con nuove precisazioni il percorso artistico di uno dei maggiori esponenti della pittura romana della fine del Duecento, il quale, secondo quanto attestato da documenti dei primi decenni del Trecento, proseguì la sua carriera insieme al figlio Giovanni e a un altro pittore romano, in Francia al servizio del re Filippo il Bello.

L’esposizione, presentata dal Polo Museale del Lazio diretto da Edith Gabrielli, è realizzata in collaborazione con la Direzione Centrale per l’Amministrazione del Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno, guidata da Angelo Carbone, che è proprietaria dell’opera, e con la Soprintendenza Speciale di Roma diretta da Francesco Prosperetti, che ha curato il restauro.
L’intervento di restauro è stato condotto dalle restauratrici Fiammetta Jahier e Cristina Caldi del Consorzio Aureo; le indagini scientifiche sono state condotte e coordinate da Claudio Falcucci di M.I.D.A. – metodologia indagini diagnostiche opere d’arte, che ha ottenuto anche la collaborazione del Laboratorio di Fisica dell’Università di Salerno; l’Ufficio di Direzione Lavori della Soprintendenza Speciale di Roma è composto dal Direttore dei Lavori Simona Antellini, dal restauratore Carlo Festa, e dall’assistente tecnico Laura Petriglia.

Il catalogo della mostra, a cura di Simonetta Antellini e Alessandro Tomei, è edito da Silvana editoriale.
Ufficio Stampa Mostra: Novella Mirri e Maria Bonmassar

Dettagli

Inizio:
venerdì 19 ottobre 2018
Fine:
domenica 18 novembre 2018
Categoria Evento:
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Luogo

MUSEO NAZIONALE DI CASTEL SANT’ANGELO
Lungotevere Castello, 50 A
Roma, 00161 Italia
+ Google Maps
Telefono:
06 6819111
Sito web:
www.castelsantangelo.beniculturali.it