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Flashback 2018 – L’Arte è tutta Contemporanea

giovedì 1 novembre 2018 - domenica 4 novembre 2018

Flashback 2018 - L’Arte è tutta Contemporanea

sede: Pala Alpitour (Torino).

Per la sua VI edizione Flashback, da sempre attenta a ciò che succede nell’attualità, ha deciso di coinvolgere espositori e pubblico in una riflessione che parte dal libro di fantascienza di Chad Oliver, scrittore e antropologo, “Le rive di un altro mare”.
La storia fantascientifica si svolge in Africa, dove l’autore costruisce una situazione in cui i rapporti tra mondi differenti sono in continua ridefinizione, una storia che porta verso un dialogo tra diverse forme di civiltà, tra diversi mondi, tra diverse specie.

Intorno a questa riflessione si muove il programma di Flashback che inizia da subito con la novità di quest’anno: la VI edizione infatti non “indossa” soltanto il colore del 2018 – un rarefatto acquamarina – ma è descritta da un’opera appositamente creata da Francesco Valeri.
Valeri è stato scelto per riportare la diversità e la periferia “al centro”.
Francesco Valeri dopo aver preso parte al progetto “condominio – opera viva” di via Cuneo nel quartiere di Aurora restituisce al centro l’altrove, riporta negli spazi espositivi l’esperienza della mescolanza e della diversità che anima l’incontro tra le diverse culture.
In fiera Francesco Valeri realizza, live, un wall painting di 60 mq che abbraccia la manifestazione catapultandola in una dimensione al di là del tempo.
La mixité è difatti la caratteristica fondante di Flashback che agisce con attitudine antropologica, studiando l’uomo da molteplici punti di vista: sociale, culturale, artistico – espressivo, filosofico.
L’immagine rappresenta un contesto senza tempo, sospeso e in bilico tra passato e futuro, tra nuovo e antico, due personaggi appartenenti a tradizioni e a identità diverse stabiliscono un contatto, un incontro fatto di strani strumenti: una lampadina infatti fuoriesce dall’orecchio dell’ “occidentale”, mentre la mazza – scettro dell’ “indigeno” gli solletica la guancia.
In che mondo siamo?
Il segno di Valeri ci dice che – tra Picasso e i graffiti – il ruolo e la funzione dell’arte è proprio quello di scavalcare e attraversare le dimensioni spaziotemporali, di intersecare e collegare i livelli e di riattivare il ‘meccanismo del pensiero’.
In questo universo saturo e colorato, ogni opzione diventa improvvisamente possibile se rimaniamo aperti e disponibili.
Così ogni epoca è di fatto presente ed è di nuovo possibile oggi – come in altri momenti della nostra storia – connettere in profondità zone temporali differenti: l’antico, il moderno, il contemporaneo nel suo farsi.

Tra le gallerie di arte antica e moderna presenti alla VI edizione di Flashback, la Galleria Giamblanco presenta una nuova selezione di importanti dipinti del XVII e del XIX secolo, tra i quali merita particolare attenzione la tela inedita di Mattia Preti (Taverna, 1613 – La Valletta, 1699) raffigurante San Giacomo Maggiore e riconducibile al periodo romano dell’artista, intorno al quarto decennio del Seicento, quando l’artista si soffermò sull’attento studio dei lavori di Caravaggio e dei suoi eredi.
Sempre all’insegna della rarità la galleria Flavio Pozzallo presenta la terracotta policroma Madonna del latte e Angeli che, oltre ad essere un’opera estremamente originale, è una delle più antiche attestazioni nell’utilizzo della “nuova” tecnica della terracotta nella scultura lombarda nel secondo quarto del quattrocento.
La stessa galleria, insieme alla Benappi Arte antica e moderna, presenta un’opera di estrema importanza per la storia dell’arte vercellese e piemontese: un dipinto a doppia faccia di Eleazaro Oldoni fino ad oggi catalogato come anonimo.
Infine, tra le gallerie di arte antica da segnalare, Maison d’Art di Montecarlo con l’opera Maria Maddalena di Orazio Gentileschi, avente come modella presumibilmente la figlia Artemisia, databile ai primi decenni del 1600, “un’opera viva” definita dallo storico dell’arte seicentesco Francesco Scannelli, opera ‘che non potria dimostrare più vera carne quando fosse vivo’.
Il moderno è invece rappresentato dalla Galleria dello Scudo con la Maternità di Arturo Martini in pietra di Finale, assente dalle mostre dal 1961 e, per coloro in cerca di curiosità, del peso di 500 kg.
Infine, una speciale attenzione per le opere dedicate al mare e al viaggio, dunque particolarmente affini al progetto di Flashback 2018, è evidenziata sia nell’importante progetto della Galleria Russo che affianca i volti di donna di Medardo Rosso e Umberto Boccioni all’Uragano di Arturo Martini, scultura in terracotta che raffigura un navigante in lotta con la furia del mare, che da quello della galleria Mazzoleni: un sensazionale olio Senza Titolo di Alberto Savinio del 1930 che ci mostra l’approdo su Le rive di un altro mare.
Il viaggio, e in particolare il mito degli argonauti, è infatti un tema caro a Savinio: 50 eroi sotto la guida di Giasone compiono un avventuroso viaggio a bordo della nave Argo alla ricerca del vello d’oro, alla scoperta dunque di nuovi mondi e di nuove opportunità.
A conferma dell’impegno contemporaneo di Flashback al Pala Alpitour saranno inoltre sviluppate le varie sezioni: exhibition, lab, sound, storytelling, talk, video e lo special project Opera Viva, i sei manifesti del progetto di arte urbana ideato da Alessandro Bulgini e curato da Christian Caliandro che ha segnato il count down alla fiera a partire da maggio.
Tre delle sei opere esposte nella rotonda di Piazza Bottesini in Barriera di Milano sono di artiste selezionate dalla giuria del bando lanciato a inizio anno, composta da Bulgini e Caliandro stessi e da Umberto Allemandi, Pietro Gaglianò, Luigi Ratclif e Roxy in the Box.
Oltre ai lavori di Irene Pittatore, Virginia Zanetti e Francesca Sandroni anche le opere di Laboratorio Saccardi, di Lucia Veronesi e quella conclusiva di Alessandro Bulgini, sono una riflessione sulla diversità e la commistione, su cosa e come l’arte possa intervenire positivamente in questo contesto.
Le Flashback Exhibition quest’anno saranno due: il gigantesco wall painting di Francesco Valeri, realizzato dal vivo durante i giorni della fiera, e un progetto di Gian Enzo Sperone con tre opere di Tony Matelli che cancellano la realtà e aprono un mondo immaginario situato in un posto molto, molto lontano.
E così, come i naufraghi sopravvissuti su un’isola di sogni, siamo anche noi invitati a dedicarci alle nostre paure, ansie, sentimenti di abbandono, ma anche alla curiosità e al senso del mistero.