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Flavia Albu. Just want to be loved

martedì 13 Aprile 2021 - giovedì 6 Maggio 2021
Flavia Albu. Just want to be loved

sede: State Of (Milano).
cura: Marta Orsola Sironi.

Il titolo “Just Want To Be Loved” è tratto da “What do pictures want?” di William J. T. Mitchell.
La produzione recente di Flavia Albu 1 trae spunto dalla riflessione dell’accademico americano sull’identità complessa e plurale delle immagini e del rapporto che queste intrattengono con la volontà e il potere.

In esposizione tre nature morte di piccole dimensioni della serie “Still Life” (2021). Attraverso uno sguardo trasversale, l’artista estrapola immagini dalla sfera di visibilità esasperata della pornografia, per destinarle al feticismo dell’oggetto-quadro come entità da collezionare e possedere. Le tre tele trovano il loro display ideale grazie a tre opere di Cecilia Mentasti (“Soft Soft Soft”, “Lay me down”, “Love is love”, 2021), casse di trasporto progettate appositamente per l’occasione. Queste appartengono al ciclo “Protect what you love” iniziato nel 2018, che riflette sul concetto di cura e sulle modalità tramite cui il display può influire sulla lettura delle opere.

Intorno all’ambiguità dell’immagine e alla fascinazione esercitata dai simboli di potere insistono due lavori realizzati da Flavia Albu in materiale catarifrangente, rispettivamente “Senza titolo” (2021) e “LWY” (2021).
Il soggetto del dipinto (“Senza titolo”, 2021), che assomiglia all’icona bizantina di un angelo, è in verità il disegno tracciato nel cielo durante uno spettacolo di aerei militari. “LWY”, invece, è una frusta luminosa dalle dimensioni dragonesche, che a differenza delle altre opere non dissimula ma esalta visivamente il suo status di oggetto di potere e piacere.

Accostando immagini mediatiche, diverse tipologie pittoriche e diversi supporti, l’artista si interroga sulla connessione tra la sfera della visibilità e quella del potere, a partire dal dispositivo quadro e dalle sue declinazioni.
Le opere presentate aleggiano nello spazio offuscato del subliminale, di ciò che “sembra ma non è”, instaurando un’o scillazione perenne tra innocenza e ambiguità, tra possibilità di libertà e imposizione di sguardo.

Il progetto prevede anche la partecipazione dell’artista Cecilia Mentasti, fondatrice dell’artist run space Brace Brace

Note

  1. Flavia Albu. Artista visiva, diplomata in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Tra le mostre personali recenti si annoverano “Filters” presso Dimora Artica a Milano e “Dressing” presso Atelier Alifuoco di Napoli. Nel 2019 ha partecipato a “Passion for the path of art”, cura di Ilaria Bonacossa presso Cardi Gallery e a “MACRO Asilo residency atelier # 1”. È un membro del team organizzativo del project space milanese Brace Brace.

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