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Francesco Paolo Martelli. Mostra Personale

giovedì 20 marzo 2014 - mercoledì 17 settembre 2014

“Raccontare la vita nel suo trascorrere, ricercare il filo unico ed indivisibile che mi lega al mondo terreno e mi unisce a quello immortale. ”
(Francesco Paolo Martelli)

Ovvero l’ardua ambivalenza tra il terreno e l’immortale, tra la Terra, tangibilità in divenire, custode e teatro delle pulsioni materiali, e il Cielo, luogo della memoria, spazio rimembrante di un come eravamo e desiderio da ripercorrere in un come torneremo ad essere.
Nelle grandi tele di Francesco Paolo Martelli, grandi come grande è il messaggio significante ed intrinseco in ognuna di esse, l’ardua ambivalenza tra il terreno e l’immortale, tra l’essere e l’entità, è risolta da quel filo unico, sottile come un respiro, forte come la vita, che va a ricomporre una spirale spazio-temporale esplosa sulla tela in molteplici forme geometriche stratificate le une sulle altre, come materia indissolubile, intese come itineranti cerchi della vita, come tanti vissuti riconducibili ad un’ideale continuità tra passato e presente.
Non si abbandona mai una latente, rassicurante figurazione, perché l’origine dell’uomo è lì, nelle forme care, nei sentieri percorsi, nel sentimento dei luoghi, coperti e riscoperti dai veli della memoria; e da lì, dall’origine del tutto, prendono vita le Azioni che si muovono lungo il confine tra il visibile e il visionario, tra il vissuto e l’onirico.
E’ una pittura solida, carnale, quella di Francesco Paolo Martelli, i piani si intersecano in un turbinio di rette che sfuggono a qualunque logica strutturale e, come nel più misterioso disegno astrale, esse vengono poi ricomposte dalla ricezione sensoriale degli astanti.
Non c’è contenimento, non c’è impedimento, i limiti imposti dalla superficie paiono scomparire come granelli di sabbia al cospetto delle imperanti pennellate come fossero lame taglienti in un moto continuo, il gesto pittorico si traduce in entità materiche, finestre aperte su una corrispondenza biunivoca dell’anima: l’anima narrante e l’anima narrata, in un incessante, mutevole dialogo tra le parti, sotto l’egida trasparente della luce che squarcia prepotentemente la sostanza grumosa, lacerando l’inaccessibile, illuminando la rassicurante, preziosa, presenza di quel filo “unico ed indivisibile che mi lega al mondo terreno e mi unisce a quello immortale.

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Evento nell’ambito della rassegna Giovedì in musica, che prevede l’affiancamento di una mostra di pittura curata da Fabio D’Achille per MAD Museo d’Arte Diffusa ad ogni stagione concertistica del Conservatorio di Latina “Ottorino Respighi”.

Dettagli

Inizio:
giovedì 20 marzo 2014
Fine:
mercoledì 17 settembre 2014
Categoria Evento:

Luogo

GALLERIA MUSICALE AUDITORIUM ROFFREDO CAETANI
Conservatorio Ottorino Respighi - via Ezio, 32
Latina, 04100 Italia
+ Google Maps
Telefono:
0773 664173